Cultura, Puglia

IL MUSEO DELLA MACCHINA PER SCRIVERE DI TRANI: DA COLLEZIONE PRIVATA A FIORE ALL’OCCHIELLO DELLA CITTÀ

Museo della macchina per scrivere - Travel Free From

Immaginate una serie di finestre sul mare, come fossero oblo di una nave al largo della costa. Lo sfondo azzurrissimo e la pietra bianca del “ponte” che riflette i raggi del sole e inonda tutte le stanze con una luce calda e diffusa. È solo l’affaccio di questo particolare museo della macchina per scrivere. Una veduta che vi illuminerà il cuore prima di passare in rassegna una collezione curiosa e originale che vi lascerà a bocca aperta, forse più del panorama.

Museo della macchina per scrivere curiose - Travel Free From

Il museo della macchina per scrivere è parte di un polo molto più ampio che include anche il museo dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie-Nazareth e la sinagoga museo Sant’Anna.

Siamo all’interno dello storico Palazzo Lodispoto, nel cuore di questa perla pugliese chiamata Trani, in Piazza Duomo, la stessa su cui si affaccia la splendida Cattedrale di San Nicola Pellegrino.

Ingresso museo della macchina per scrivere - Travel Free From

Era da tanto che mi ripromettevo di farci un giro, perché che vuoi, ci passi davanti una volta e ti chiedi cosa sia, poi due, tre. Poi hai anche il fidanzato appassionato di meccanica che insiste per entrarci e poi alla fine cogli l’occasione di un viaggio di lavoro per ritagliarti un’oretta e andare all’avanscoperta. Sì perché (cattivissima) ci sono andata da sola e il mio lui è rimasto a casa.

Parentesi personale a parte, mi ha letteralmente stupita.

Pur non essendo appassionata del genere e avere solo un ricordo molto lontano di una macchina per scrivere, legata al mio modello giocattolo Barbie, è stata una vera rivelazione.

Ora ve lo racconto con calma, includendo anche le altre sale del Polo.

Il complesso è gestito dalla Fondazione S.E.C.A.Scripturae Evolutio Cum Arte, l’evoluzione della scrittura con arte – e strutturato su quattro livelli.

L’ingresso costa 5 Euro e per visitarlo accuratamente mettete in conto almeno un paio d’ore.

Superato l’accesso vi ritroverete nella corte, un ampio open space che ospita il banco informativo, sulla sinistra, uno spazioso divano a forma di S al centro, l’esposizione di alcuni costumi indossati dalle confraternite durante i riti della settimana santa e, alle spalle, la caffetteria.

Museo della macchina per scrivere e abiti tipici - Travel Free From

Le guide, disponibilissime, vi forniranno la mappa e tutto il materiale informativo necessario per affrontare al meglio la visita.

Il consiglio è quello di partire dal secondo piano dedicato al museo dell’Arcidiocesi.

Sostanzialmente è una sezione espositiva suddivisa in spazi tematici e inerenti alla collezione di reperti sacri.

Primo fra tutti il tesoro capitolare, in cui troverete arredi liturgici, argenti, croci, lastre tombali, busti e stemmi. Molti di questi rinvenuti e conservati già nella Cattedrale.

Museo della macchina per scrivere tesoro capitolare - Travel Free From

Museo della macchina per scrivere e dell'arcidiocesi - Travel Free From

Lungo il corridoio che si affaccia sulla corte sono dislocate, invece, le quattro sale della sezione archeologica, con vasi, ceramiche, anfore e frammenti di telai.

La punta di diamante di tutta la raccolta è senz’altro rappresentata dai resti dell’altare della Madonna delle Grazie, risalenti al periodo angioino e conservati anch’essi nella Cattedrale.

Museo della macchina per scrivere e dell'arcidiocesi con resti altare - Travel Free From

Museo della macchina per scrivere e dell'arcidiocesi con frammenti altare - Travel Free From

Questo pezzo di museo, l’ho attraversato molto velocemente, per scendere quanto prima al piano sottostante che, insieme al seminterrato, custodisce invece il museo della macchina per scrivere.

Eccola la vera chicca dell’intero polo e del mio ultimo viaggio alla scoperta di Trani.

Il museo della macchina per scrivere racchiude in se uno spaccato di oltre 150 anni di storia sui sistemi di scrittura meccanica.

Dai più preziosi e originali, passando per quelli alternativi, internazionali e persino giocattolo.

Il tutto è nato dalla costanza di Natalino Pagano. Un sognatore che ha reso possibile il desiderio di Adriano Olivetti, fissando nella sua collezione di oltre 400 esemplari qui esposta il genio di un uomo che ha rivoluzionato il lavoro in ufficio e la società.

Museo della macchina per scrivere e ufficio - Travel Free From

Non ho avuto la fortuna di parlarci, ma, in breve, è colui che ha messo su la Fondazione Seca, che gestisce il polo e ha documentato l’intera raccolta di macchine da scrivere di proprietà dello stesso fondatore.

L’esposizione si articola in aree tematiche.

Al primo piano, sono raccolti tutti i pezzi che ne raccontano l’evoluzione, dalla prima fino ai modelli anni ’30.

Si parte dalla storia della scrittura meccanica, dove sono conservati:

la Sholes & Glidden, la prima commercialmente prodotta nel 1837, da un’azienda di armi e macchine per cucire;

Museo della macchina per scrivere Sholes e Glidden - Travel Free From

la Royal quiet de luxe, disegnata da Dreyfuss alla fine degli anni ’40 e interamente placcata d’oro. Per gli appassionati è conosciuta anche come la macchina utilizzata dall’agente 007, James Bond, solo perché un modello simile era posseduto da Ian Flaming, autore del noto romanzo;

Museo della macchina per scrivere Royal - Travel Free From

la Odell model 4, una macchina per scrivere di fine ottocento con decori in stile liberty;

Museo della macchina per scrivere Odell - Travel Free From

la Franklin Type II, a quanto pare la preferita dai collezionisti per la semplicità della sua meccanica.

Ma in questa sala ne troverete di tutti i colori. Da quelle prodotte da IBM all’Everest, dalle Continental alle Remington, fino alle Royal, Yost e Pittsburg, la macchina che ha preso il nome dalla città in cui aveva sede la società.

Museo della macchina per scrivere IBM - Travel Free From

Nella sezione precedente, invece, sono esposti tutti i modelli di macchine per scrivere portatili, con rispettive custodie protettive.

Sembrano quasi delle installazioni artistiche.

Museo della macchina per scrivere portatili - Travel Free From

Subito accanto alla scalinata, invece, c’è l’area dedicata “all’altra scrittura”, dove sono esposte le macchine per non vedenti, in caratteri diversi da quelli occidentali e quelle utilizzate durante la Seconda Guerra Mondiale.

Siete curiosi di vederne qualcuna un po’ fuori dal comune? Eccole.

La Nippon Type, con caratteri giapponesi, praticamente impossibile da comprendere;

Museo della macchina per scrivere Nippon Type - Travel Free From

La Hermes 3000, definita come la migliore portatile al mondo;

Museo della macchina per scrivere Hermes - Travel Free From

la Underwood Model Universal, la portatile da campo.

A queste si aggiungono anche la Stachelschrift con i caratteri a pungiglione, creata agli inizi dell’ottocento per i non vedenti e la Stainsby Wayne, la prima macchina da scrivere con sistema braille, sempre per non vedenti.

Come vi scrivevo all’inizio, io di questi oggetti ho solo un vago ricordo di quando giocavo con il modello Barbie. L’adoravo, come adoravo tutti quegli strumenti su cui c’erano dei tasti da schiacciare. Sarà così che mi è partita la fissazione per la scrittura.

Sta di fatto che non sono mai stata una cultrice o appassionata della scrittura meccanica di altri tempi, ma il museo della macchina per scrivere mi ha letteralmente incantata.

Sono mille le ragioni che possono stupire i visitatori, come hanno stupito me: dalla meccanica, ai caratteri illeggibili e i rulli al contrario per le scritture arabe, fino al design italiano.

O ancora possono stupirvi le macchine giocattolo conservate nel piano seminterrato.

Museo della macchina per scrivere giocattolo - Travel Free From

La chicca nella chicca.

Interamente realizzate in latta, dai colori sgargianti che servivano ad avvicinare i bambini a questa forma di scrittura e avviarli a una possibile futura carriera.

Museo della macchina per scrivere in latta - Travel Free From

Museo della macchina per scrivere in latta colorata - Travel Free From

Ancora, in ultimo e non certo per importanza, potreste spendere ore a passare in rassegna tutti i modelli realizzati da Andrea Olivetti. Dal primo, agli inizi del Novecento, creato dal padre Camillo, fino ai primi PC.

Museo della macchina per scrivere olivetti - Travel Free From

Museo della macchina per scrivere adriano olivetti - Travel Free From

Un vero e proprio viaggio alla scoperta dei tempi che furono attraverso la splendida arte della scrittura meccanica.

Sarò sincera, non era mia intenzione dedicare altri articoli a musei, come ho fatto in passato. Spesso risultano troppo di nicchia e anche un po’ sterili. D’altro canto ho trovato il museo della macchina per scrivere ben fatto, con una bella storia alle spalle e una collezione ampia e accurata.

Vi ho mostrato solo una piccolissima parte, per stuzzicare la vostra curiosità. Sia mai che vi troviate a passare in questa zona e non vi venga voglia di entrarci.

Se, invece, avete già avuto la possibilità di visitarlo, allora inutile ribadirlo, aspetto i vostri commenti.

Con Trani non finisce qui.