SENZA LATTE, SENZA LATTOSIO, Testimonianze

IL REPORTAGE DI VIAGGIO IN THAILANDIA DI FEDERICA, GLOBETROTTER INTOLLERANTE AL LATTOSIO

Reportage di viaggio in Thailandia - Travel Free From

Seguo Federica da anni ormai, nella sua veste social @_traveltherapy_, il profilo con cui ama raccontare i suoi viaggi attraverso immagini catturate in giro per il mondo, alla scoperta di luoghi lontani o, semplicemente, degli angoli più inediti della sua città natale: Roma.

Trovo meravigliose le sue foto, pulite, genuine, scattate per il piacere di immortalare un ricordo e scambiare idee, consigli, considerazioni con altri globetrotter come lei.

L’apprezzo tanto anche perché c’è qualcosa che ci accomuna e mi avvicina molto a lei, l’intolleranza al lattosio.

Ammiro la sua capacità di non farsi inibire e, anzi, partire alla scoperta dei sapori e dei cibi più particolari, assaggiando opzioni che normalmente non avrebbe scelto, perché considera le specialità tipiche dei diversi Paesi un completamento della sua esperienza di viaggio.

Per tutte queste ragioni le ho scritto di raccontarmi l’esperienza di viaggio che più l’ha colpita, di quelle che ti lasciano una traccia indelebile nel cuore, che proprio non riesci più a rimuovere.

Così e venuto fuori questo reportage di viaggio in Thailandia a dir poco mozzafiato.

Un percorso da seguire parola per parola, sorseggiandolo come fosse un calice di buon vino, dinanzi al camino, mentre fuori nevica.

Un racconto in grado di dipingere luoghi ed esperienze con contorni così netti e sfumature altrettanto delicate da darti persino la sensazione, a volerlo ascoltare ad occhi chiusi, di vederli, sentirne il profumo e assaporarli come fossero i tuoi sensi.

Certamente nel reportage di viaggio in Thailandia di Federica non sono mancati i piatti più succulenti e le soluzioni più originali su cui ogni intollerante al lattosio può propendere, qualora volesse replicare l’esperienza.

Così, senza dilungarmi ancora, ti riporto ogni singola parola del reportage di viaggio in Thailandia di Federica, senza null’altro aggiungere o togliere, perché possa godere anche tu del meraviglioso sogno che questa terra può suscitare.

Quando penso alla Thailandia mi vengono in mente immagini, suoni, odori, sapori e sensazioni prima che parole.

Poi comincio a mettere ordine tra i ricordi e dar loro una forma: altari coloratissimi, il rumore del traffico a bordo di un tuk tuk, l’odore forte della frutta e dei fiori nei mercati, il gusto intenso delle spezie, il tocco fresco del pavimento dei templi sotto i piedi scalzi.

La Thailandia è un viaggio che coinvolge tutti i sensi, a volte li colpisce così forte da lasciare senza fiato. E allora l’unico modo per scoprire questo Paese è immergersi con tutti i sensi.

Il primo impatto di solito si ha con Bangkok e quasi sempre assomiglia più ad uno schiaffo che a una carezza, soprattutto se è la prima volta in Asia. Ma piano piano, col passare delle ore, ci appare una città incredibile, brulicante, sempre sveglia, a tratti anche romantica.

Questo è stato il mio pensiero mentre passeggiavo per Khao San Road, con la musica dei mille localini colorati e un po’ retro nelle orecchie e l’aria calda e umida, per la pioggia appena scesa, sulla pelle.

Khao San Road è un vortice di luci e suoni, una passeggiata serale per questa famosissima via è immancabile, come immancabile è una cena thai in uno dei tanti ristorantini che si affacciano su questa strada.

La scelta è vasta, le proposte esotiche e appetitose, ma soprattutto sono per lo più senza lattosio.

Un po’ per cultura, un po’ per tradizione, la stragrande maggioranza delle volte che sentirai parlare di latte in Thailandia sarà riferito a quello di cocco, gustato da solo, fresco, direttamente dal frutto o usato per insaporire zuppe e pietanze.

È stato questo viaggio che mi ha fatto scoprire il vero gusto del cocco fresco, un’esplosione di sapore a cui molto difficilmente si avvicina quello che possiamo trovare qui in occidente.

La frutta in Thailandia è stata una vera e propria rivelazione, dolcissima, freschissima, incredibile.

Viene usata anche nelle preparazioni salate, come il riso nell’ananas condito con pollo, gamberi, uvetta, anacardi, spezie e servito all’interno di metà ananas svuotato.

Spostandoci dalla capitale, la Thailandia ha moltissimo da offrire e anche le città del nord non hanno nulla da invidiare alla più caotica Bangkok.

Con la tipica serenità thailandese, Chiang Mai è una piccola oasi di calma e contemplazione.

Non è esente da schiamazzi e traffico, ma ne viene a patti, ritagliandosi angoli di pace che diventano vere e proprie scoperte per chi la visita. Tra questi, i suoi innumerevoli templi, frequentati ma con rispetto, in pieno centro, ma quasi a sé stanti.

La cosa migliore è prendersi il proprio tempo, entrare in punta di piedi, come ogni luogo sacro richiede e osservare. Osservare i colori, le offerte, i fedeli e i monaci in preghiera, i giardini, i complessi.

Tutto trasmette un’incredibile serenità che a Bangkok, magari per l’eccessivo turismo o magari per la frenesia, sfugge.

Ma non bisogna pensare che Chiang Mai non sia una città attiva perché anche lei brulica di vita e operosità.

È infatti famosa per il suo immenso night bazar, un mercato notturno dove si trova di tutto e da dove è veramente impossibile uscire a mani vuote.

Oltre a souvenir e oggetti di ogni tipo, al mercato notturno di Chiang Mai non mancano gli stand più o meno grandi di street food.

Spiedini di carne e pesce, riso, noodles, zuppe, frutta, pannocchie abbrustolite e l’immancabile pad thai, il piatto tipico per eccellenza, così buono da non stancare mai. Si tratta di un piatto di noodles condito con germogli di soia, tofu, anacardi, uvetta, gamberi e spezie, un’esplosione di sapori incredibile.

Unico consiglio: attenzione al piccante, infatti se il lattosio non è un grande problema, il peperoncino invece è usato come il sale e se non siete grandi fan sarebbe meglio specificarlo sempre.

Infine Koh Samui, l’isola con le spiagge e le palme, con i mercati e la movida.

Koh Samui forse è la parte più turistica della Thailandia, più edulcorata, più lontana dalla mentalità asiatica e più vicina alle esigenze del turista che vuole rilassarsi a bordo piscina.

Nonostante questo, anche qui quando si parla di cibo si va sul sicuro. L’intolleranza al lattosio non è un problema quando ci sono moltissimi localini sulla spiaggia che grigliano pesce appena pescato e servono cocco da sorseggiare guardando il mare.

Insomma, andare in Thailandia significa sorprendersi, non soltanto con gli occhi ma con il cuore, con la mente e con tutti i sensi.

Se il reportage di viaggio in Thailandia di Federica ti ha colpito e sei curioso scoprire le sue altre avventure in giro per il mondo, da intolleante al lattosio, seguila su Instagram all’account @_traveltherapy_.