CONSIGLI PRATICI

COME AFFRONTARE I QUATTRO DISAGI PIÙ FREQUENTI DURANTE UN VIAGGIO

disagi più frequenti durante un viaggio - Travel Free From

In che modo un post del genere può avere a che fare con le intolleranze alimentari, con le recensioni, con i raffinati musei e i paesaggi incantevoli? Riguarda, eccome. Diciamo che affonda le radici alla base di ogni buona esperienza di viaggio. Quella che ci serve per viverla bene a prescindere da tutto ciò che può capitare, che siano intoppi relativi al cibo o meno. Sapere come affrontare i disagi più frequenti durante un viaggio può letteralmente svoltarti la sua riuscita.

Senza scendere nel dettaglio, tante volte mi è letteralmente crollato il castello che mi ero costruita intorno alla destinazione che stavo visitando, non tanto perché m’avesse delusa, quanto per tutti gli imprevisti che ho dovuto affrontare per arrivarci, soggiornarci e tornare a casa.

Onestamente ho sempre ritenuto che l’unico modo in grado garantire il successo di una trasferta sia quello di essere pronti ad affrontare i disagi più frequenti durante un viaggio.

E come ogni buon “nemico”, per affrontarlo bisogna conoscerlo.

Così, dopo aver collezionato un po’ di spostamenti qua e là in giro per il mondo, negli ultimi tempi anche da intollerante alimentare, ho deciso di stilare una lista delle possibili soluzioni che possono servirti per affrontare i disagi più frequenti durante un viaggio.

1. PROBLEMA: RIMBORSO VOLO AEREO

Partiamo da quello più grosso, consueto, che più ti ha fatto bestemmiare in un qualunque aeroporto del mondo: il ritardo o la cancellazione di un volo.

“Come affrontare i disagi più frequenti durante un viaggio, se non riesco neanche a partirci per questo viaggio? ” – potresti chiedermi.

Beh, siamo onesti, quante volte hai alzato gli occhi al cielo, sospirando, allargando le braccia, tutt’altro che pronto a sostenere una nottata in aeroporto?

A me è capitato, almeno per 2/3 dei viaggi fatti in aereo. A partire dal primo, in cui ho attraversato mezzo mondo, per tornare dal Canada all’Italia, per rimanere 6 ore bloccata nell’aeroporto di Roma, causa ritardo.

In quel momento, la disagiata ero io e tutti gli altri viaggiatori che salivano sul medesimo volo, con me.

Come puoi comprendere, quindi, non è detto che l’intoppo si presenti alla partenza. Potrebbe anche capitarti al ritorno. Magari dopo una splendida vacanza. Magari quando ti senti pronto e carico ad affrontare la monotonia del rientro.

Bene, se proprio non possiamo evitarlo, facciamo in modo che il più grande e più grave dei disagi in viaggio possa, quanto meno, trovare una consolazione: il rimborso.

Il rimborso di un volo, in caso di ritardo, ti spetta se oltre le sei ore. Anche se, in realtà, già dopo le tre ore di ritardo potresti avere diritto al rimborso del biglietto proporzionalmente all’accumulo del ritardo e alla distanza dalla tua destinazione.

A stabilirlo non sono certo io, ma il Regolamento CE 261/2004, almeno per i voli intracomunitari.

Per quelli internazionali la cosa si fa più complessa e bisogna prendere come riferimento la convenzione di Montreal.

SOLUZIONE

In un caso o nell’altro, sempre meglio non disperare. Soprattutto alla luce del fatto che in caso di ritardo volo AirHelp ti supporta per il rimborso.

Di cosa si tratta?

Di un’azienda che dal 2013 si occupa di supportare i passeggeri nella tutela dei loro diritti. E lo fa innanzitutto tenendoti sempre informato. In secondo luogo caricandosi dell’onere di sbrigare tutte le pratiche necessarie al posto tuo.

I passaggi da seguire sono molto semplici:

  1. segui la procedura sul sito web;
  2. inserisci nel software la tratta interessata, il numero del volo, cosa ha determinato il ritardo;
  3. aspetta di vedere se il sistema riscontra le condizioni tali da giustificare il rimborso;
  4. qualora vi fossero otterresti il rimborso dalla compagnia per tramite della stessa AirHelp.

Facile no?

2. PROBLEMA: ORGANIZZAZIONE DELL’ITINERARIO

Dopo il ritardo volo, questo per me rientra fra i disagi più frequenti da affrontare durante un viaggio, in assoluto.

Lo riscontro soprattutto quando mi sposto in compagnia, che sia il marito come la famiglia o una comitiva di amici, arriva sempre il momento dello scontro.

Anche in questo caso voglio essere onesta fino in fondo. In passato, quando ero poco più che adolescente, ho messo fine a diversi rapporti dopo un viaggio andato male.

Era evidente che, qualunque ne fosse la natura, non potesse proseguire se non eravamo stati in grado di trovare armonia nella gestione di un itinerario comune e nella condivisione di spazi e momenti.

Da allora sono giunta alla conclusione che la vera conoscenza di una persona debba passare assolutamente da un viaggio fatto insieme.

Chiusa la parentesi personale, gestire un itinerario in modo agevole può essere una sfida anche in solitaria, se non si sa come farlo.

SOLUZIONE

L’organizzazione è alla base di ogni cosa.

Che tu decida di viaggiare da solo o in compagnia, parlane prima, con te stesso e con gli altri.

È chiaro che il tempo per vedere e fare tutto non è mai sufficiente e bisognerà fare una scelta.

Pianificarla prima aiuterà te e gli altri ad affrontare tutto in modo scorrevole. In questo modo potrai ritagliare i tuoi spazi nel rispetto di quelli altrui, fare ciò che desideri tu e loro, nei tempi che più vi si addicono.

Per una gestione pratica dell’itinerario, poi, esistono anche molte app di supporto, inclusi i classici planning.

3. PROBLEMA: LINGUA STRANIERA

Con questa mi avvicino a piccoli passi ai disagi più frequenti durante un viaggio per un intollerante alimentare.

Proprio così.

Per quanto le incomprensioni linguistiche rappresentino un limite per chiunque e in qualunque momento, coloro che hanno esigenze alimentari speciali hanno una ragione in più per rovinarsi la vacanza.

E quando c’è di mezzo la salute, non si scherza affatto.

SOLUZIONE

Te ne potrei elencare a bizzeffe e di qualcuna ne ho anche parlato, di app che vi consentono di tradurre i termini più diffusi, nelle diverse lingue, ve ne sono davvero tante. Devi solo scegliere quella più completa e consona in base al Paese di destinazione.

In più, se hai esigenze alimentari speciali, esiste anche l’allergy card, una tessera molto utile in cui vengono indicate le tue esigenze specifiche nella lingua di riferimento.

Te ne ho parlato in modo approfondito nel mio post su come preparare la valigia di un esigente speciale.

4. PROBLEMA: REAZIONI AVVERSE O MALATTIE

E con questo si potrebbe aprire un mondo e cadere anche molto facilmente nella banalità.

Più che disagio questa la definirei una vera e propria paura da parte dei viaggiatori, soprattutto più ipocondriaci.

Ancor peggio, poi, se non si tratta di ipocondria ma di vere e proprie necessità legate alla salute o reazioni che possono subentrare improvvisamente quando siamo fuori.

In un caso o nell’altro non serve disperare, ma prendere le giuste misure precauzionali

SOLUZIONE

Informarsi e informare. L’ho scritto tante volte in questo blog e non sarà mai abbastanza.

Se sappiamo di avere determinate esigenze o necessità legate alla nostra salute, bisogna informarsi bene prima di partire, soprattutto in merito a:

  • luogo in cui alloggeremo;
  • locali in cui mangeremo;
  • sistema sanitario locale;
  • condizioni igieniche;
  • reperibilità di farmaci;
  • accessibilità e prossimità di ospedali o postazioni mediche.

Questi aspetti sono molto importanti da considerare prima di un viaggio all’estero, in Paesi lontani dalle nostre abitudini e organizzazioni.

Raccolte tutte le informazioni, bisognerà informare anche la struttura che ci ospiterà sulle nostre esigenze e assicurarci che possano venirci incontro nel momento del bisogno.

Solo dopo aver sciolto ogni dubbio e questione, allora potremo preparare la valigia a cuor leggero e pensare soprattutto all’allestimento di un kit di sopravvivenza.

Semplicemente medico, prevedendo farmaci essenziali quali antinfiammatorio, antistaminico, cortisone, antibiotico, e sentendo prima il parere del medico.

In più, anche alimentare, se non siamo assolutamente certi che sul posto ci siano locali preparati a soddisfare le nostre esigenze.

In questo caso meglio snack, crackers, prodotti non deperibili e facilmente trasportabili anche nel bagaglio a mano.

Insomma, per quanto sia sempre in agguato in rischio di incappare nei disagi più frequenti durante un viaggio, è altrettanto vero che basta poco per prevenirli e risolverli con altrettanta facilità.

Quali sono quelli più frequenti o i più “inconsueti” che sono capitati durante i tuoi viaggi?

Curiosissima di saperlo!