Lombardia, SENZA LATTOSIO, SENZA NICHEL

UNA CENA LÌ DOV’ERANO GLI ORTI DI LEONARDO DA VINCI

Orti

Ricordate cosa vi ho scritto nel post dedicato all’organizzazione del mio viaggio a Milano? Che nella selezione dei ristoranti ci sono state due soluzioni scelte per i coupon sconto. Una di queste ve la racconto nell’articolo di oggi: Gli Orti di Leonardo. 

Siamo a pochissimi passi dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie e dal Cenacolo di Leonardo da Vinci. Quest’ultimo è uno dei must milanesi per cui bisognerebbe prenotarsi con diversi mesi d’anticipo, per esser certi di poterlo ammirare.

Gli Orti di Leonardo sorgono proprio dove, una volta, erano collocati la vigna e l’orto che Leonardo da Vinci ebbe in dono da Ludovico il Moro, per la sua visita a Milano.

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Il nome del locale, quindi, non è affatto casuale.

Gli ambienti sono estremamente raffinati ed eleganti. La sensazione di entrare in un locale gourmet si ha sin dall’ingresso.

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Luci soffuse, arredamento sobrio, giusta distanza fra i tavoli. Uno di quei posti in cui entri, comunichi il nome (perché in teoria dovresti aver già prenotato) loro ritirano la tua giacca, per depositarla nell’armadio, e ti aiutano ad indossarla, prima di andar via. Anche uno di quei posti in cui, come già mi è capitato qui a Milano, quasi inibisce e fa pensare “Cavolo, non avrei mai dovuto presentarmi a cena in jeans e felpa“.

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Resa l’idea del clima generale, passiamo alla parte che più ci interessa: il menù.

Ecco, a ben leggere quello pubblicato sul sito del locale, neanche questo tradisce l’aspettativa “gourmet“. Dalle vellutate alle mousse, dalle patate viola alla burrata di Andria (W la Puglia), dalla carne al pesce.

Sì, in termini di gourmet, le proposte degli Orti di Leonardo sono diverse dall’ultimo ristorante provato. Sono, come dire, più vicine alla tradizione di un menù classico, con qualche rivisitazione ed abbinamento più “innovativo”.

Cosa ho consumato dalla Gran Carta? Nulla. Sono venuta qui in formula coupon e, di conseguenza, ci son state proposte dedicate.

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Un menù specifico per l’offerta, con tre proposte diverse per ogni portata: carne, pesce o veg. Venendo già da un pranzo completamente vegano non ho voluto ripetere la tipologia, ma ho spaziato nelle diverse proposte. Sappiate, però, che ce n’è per tutti i gusti.

Vi mostro la mia cena.

Gnocco fritto, coppa, insalata di farro e verdure, hummus di ceci, sempre con verdure.

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Un antipasto solo senza lattosio. Tutto il resto c’è stato.

Orecchiette con ragù di verdure.

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Nella proposta iniziale doveva esserci anche della ricotta salata, chiaramente omessa per la mia intolleranza ai caseari. Un piatto vegetariano che diventa vegano.

Guancetta di manzo cotta a basse temperature con patate rustiche al forno.

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I vegani mi disconosceranno, ma, anche in questo caso, la proposta senza animale e derivati c’era e consisteva in una composizione di verdure con tofu affumicato. Il mio è stato comunque un secondo senza lattosio ed a basso contenuto di nichel ed istamina, se escludiamo le patate.

Macedonia di frutta.

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Avevo comunicato le mie esigenze prima di acquistare il coupon, giusto per esser sicura che avrebbero provveduto anche per me, nonostante la formula sconto, e, devo riconoscere, in questo son stati molto disponibili ed attenti.

Ciò nonostante, di Free From c’è stato ben poco. I miei sì. Sicuramente una cena senza caseari né lattosio.  Tutto sommato anche gustosa, accompagnata da un paio di calici di buon vino e, come dire, senza infamia né lode.

Sì, avete ragione, questo articolo non trasuda proprio entusiasmo. In effetti l’esperienza in sé mi ha lasciata un po’ perplessa, forse, proprio in virtù del famoso rapporto aspettativa-realtà.

Premetto che, per natura, sono sempre abbastanza diffidente verso tutto ciò che ha a che fare con coupon, sconti, buoni regalo, eccetera. Parto sempre dal presupposto secondo cui se un’offerta, che vale tot, viene riproposta ad un costo nettamente inferiore, una piccola fregatura la nasconda.

In questo caso non mi sento di parlare di fregatura, perché la cena è stata tutto sommato soddisfacente. Non ci sono state conseguenze spiacevoli per le mie intolleranze ed è stata di gusto. Il servizio cortese ed attento. Tutto nella norma ci sembra.

Però, credo che la cena sia valsa esattamente quanto il suo costo, non un centesimo in più. Credo anche che abbia avuto poco di gourmet. Certo, non entro nel merito della qualità delle materie prime, che possono esser state fresche, o dei metodi di cottura, di buon livello. E sicuramente a pesare su tutto ci son stati i due calici di vino “buono”. Ma in termini di creatività e originalità di accostamenti ed abbinamenti, siamo rimasti sui grandi classici. Per me che son pugliese, soprattutto, orecchiette e verdure quasi li consumo quotidianamente, per intenderci.

Mi spiace non aver sfruttato l’esperienza in tutto il suo potenziale. Nel senso che gli Orti di Leonardo, nella loro apparenza, promettono bene.

Dall’ambiente e dalla carta poteva venir fuori un’esperienza molto più appagante di quella vissuta. Come dire, son venuta via con il rimpianto di non aver assaporato la loro vera cucina. Dovessi tornarci, e farò in modo che ricapiti, non sarà certo in formula coupon, ma seguendo la classica scelta à la carte.

Voi, invece, ci siete stati? Avete mai cenato in un locale sfruttando coupon sconto e offerte? Raccontatemi pure la vostra esperienza.

Io, non me la son fatta bastare e ne ho provato un altro di locale, tramite coupon sconto. Ma questo ve lo racconterò un’altra volta.