Puglia, SENZA LATTOSIO

EATALY BARI: UN PRANZO INVERNALE SENZA LATTOSIO

Ho sempre adorato il connubio market più ristorante, anche se mi ci sono voluti diversi anni prima di varcare la soglia di Eataly Bari.

Forse perché non sono mai stata una grandissima fan del brand o forse perché preferisco altri localini del capoluogo pugliese, fatto sta che solo qualche giorno fa ho rotto finalmente il ghiaccio.

Eataly Bari si trova nel complesso della Fiera del Levante, sul Lungomare Starita.  Un gran belvedere insomma sia dall’esterno che, ancor più, dall’interno.

Io ci sono finita per caso, un po’ per lavoro, un po’ per curiosità, un po’ perché a caccia di ingredienti totalmente irreperibili dal mio fruttivendolo di fiducia.

Aggiungiamo anche un mare azzurrissimo riscaldato dal sole e accarezzato dal vento di una mite giornata invernale. Senza dimenticare i morsi della fame di chi arriva alle tre di pomeriggio senza aver toccato cibo dalle 8 di mattina.

Della serie non avevo altre scuse, dovevo proprio andarci questa volta.

Al di là delle resistenze e, se vogliamo, anche delle remore che mi hanno fatto tirar dritto fino a questo momento, Eataly Bari è stata una rivelazione.

Fra le cose che più ho apprezzato, nei panni di una turista qualsiasi, il percorso food che accompagna i visitatori dall’ingresso monumentale fino ai cancelli del mercato (sorpresa numero uno).

Una serie di pannelli che, in maniera immediata ed estremamente semplice, sintetizzano le eccellenze gastronomiche pugliesi.

Eataly Bari percorso food - Travel Free From

Che altro aspettarsi, d’altronde, in posto come Eataly Bari?

Varcata la soglia ho tirato su, dritta al primo piano, seguendo le indicazioni per i ristoranti. E sì, ce n’è più di uno. Ciascuno con la sua bella specialità ed eccellenza da valorizzare.

Partendo dall’estrema sinistra, appena giunti al piano, si susseguono:

  • il settore dei prodotti da forno, con la sua pizzeria;
  • la pasta e le verdure;
  • i salumi e i formaggi;
  • i fritti;
  • il fornello, tipico modo di cuocere carne e pesce in Puglia, di cui già vi ho parlato;
  • la caffetteria.

C’è poi, un angolo ristorazione in cui è possibile ordinare di tutto un po’. E io, anzi noi (sempre col mio lui) ci siamo accomodati qui.

Sfogliando il menù, sono rimasta piacevolmente colpita anche dalla varietà delle proposte (sorpresa numero due).

Dai piatti del giorno, sia primi che secondi e sia a base di pesce che di carne, fino ai piatti unici, alle insalate, passando per antipasti e aperitivi rinforzati.

Le tipicità pugliesi, di quelle che mixano sapientemente legumi e verdure, sono dominanti, senza nulla togliere a proposte più innovative e “forestiere”.

Beh, direi che al termine della lunga riflessione e di tutti i doverosi riscontri sugli allergeni, la nostra si è trasformata in una tavola molto fusion. Un bel viaggio in direttissima fra i sapori del nord e quelli del sud.

Classico “passatempo” a base di patate fritte. Non le solite “stick”, ma fresche, a fette sottilissime e croccanti.

Eataly Bari patatine - Travel Free From

A seguire polenta con ragù di salsiccia e funghi cardoncelli per lui.

Eataly Bari polenta - Travel Free From

Uovo impanato su cicoria ripassata e purea di ceci per me.

Eataly Bari uovo - Travel Free From

Sorpresa numero tre: una bontà e una cura nei piatti che non mi sarei aspettata. Anzi, che non ho riscontrato altrove.

Allergeni? Beh sì e anche tanti. Solo chi soffre di intolleranze al latte e derivati può star tranquillo con queste portate. Io, almeno, ne sono uscita indenne.

Le possibilità di contaminazione però ci sono e mi sento di segnalarle tutte.

Per quanto siano specializzate nei diversi prodotti, ho notato una certa promiscuità nelle cucine.

Certo il personale è preparato, conosce l’argomento e sa indirizzare. Almeno quello che ho incontrato a Eatly Bari. Però valutate bene il vostro livello di gravità e tolleranza perché i piatti, in tutta la loro freschezza, non sono proprio preparati all’ultimo momento.

Specificato tutto ciò, posso dire di essermi ricreduta sulla cucina di Eataly. Davvero un’esperienza gastronomica di buon livello.

Il dopo pranzo, poi, è stato tutto dedicato alla rassegna delle materie prime, al mercato del piano terra. Quello che non vi mostrerò, come non vi ho mostrato tanti dettagli, ma che ne ha davvero per tutti i gusti.

E i prezzi? La nota dolente, certamente più alti della media. Non per altro, rispetto alla lunga lista della spesa che avevo in mente, sono uscita solo con un sacchetto di patate vitelotte (quelle viola per intenderci), per i miei prossimi gnocchi.

E voi lettori che abitate in città siete assidui frequentatori di Eataly o preferite i fruttivendoli di fiducia? E cosa ne pensate dei suoi ristorantini? Fatemi sapere nei commenti.