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CHIESA DELL’ANNUNZIATA: IL VALORE DI UNA CAMPANA

Annunziata

Facciamo marcia indietro e torniamocene fra le strade di Salerno, lasciandoci alla spalle il lungomare. Il mio punto di riferimento del centro storico, per tutto il mio viaggio, a livello visivo, è stato la cupola dell’Annunziata. Ed è esattamente qui che vi condurrò in questo post.

Il nome per esteso di questa chiesa è Parrocchia della S. Trofimena nella SS. Annunziata. Non vi specifico dov’è. Seguite la cupola “orientaleggiante” e sarete arrivati.

Annunziata Salerno 1

Artisticamente ed architettonicamente merita senz’altro una visita. Quanto sia bella, oltre che in queste foto, potrete vederlo dal vivo.

Annunziata Salerno 2

Quello che vi sarà difficile percepire dal vivo è il modo in cui la chiesa dell’Annunziata, ed il suo campanile, vengono vissuti dagli abitanti di Salerno.

 

In questo post, infatti, farò qualcosa che non ho mai fatto fin’ora: riportare un testo scritto da qualcun’altro.

Annunziata Salerno 3

Nella mia ricerca di informazioni “pre-partenza”, mi ha colpita molto un articolo scritto da un parrocchiano, proprio sul sito istituzionale dell’Annunziata: Donato Ferrara.

Rifacendosi al titolo di un famoso romanzo di Hemingway, elabora un pensiero profondo e personale sul “Perché suona la campana”.

Vi farò leggere la risposta, direttamente dalla sua penna, riportando alcuni stralci di questo articolo.

La riflessione che voglio condividere sul sito mi è nata nel cuore il 24 giugno 2014, quando è stata riattivata la campana (e l’orologio) del nostro campanile, nei giorni antecedenti la riapertura della nostra chiesa.

Riascoltare quel suono mi ha fatto subito pensare, ispirato dal romanzo di Hemingway “Per chi suona la campana“, al titolo dell’articolo, in altre parole al significato che quel suono aveva per noi.

Annunziata Salerno 4

Ma continuando a riflettere e ad elaborare traslitterazioni sul titolo del romanzo del noto autore americano, è spuntata una domanda: “Perché suona la campana?

(…)”Oggi si cerca la “socialità” nei nuovi media, maggiormente negli smartphone. Una volta era il campanile l’elemento social (per dirla con termini contemporanei) a cui far riferimento. Ci avvertiva di tutti gli eventi: le celebrazioni delle messe, i funerali e poi le gioie, quella più bella di tutte era ed è la suonata a distesa della mattina di Pasqua.” (…)

(…) “La campana ci avvertiva di un evento: la festa della nostra parrocchia. Non guardavamo il cellulare per sapere di cosa si trattasse, lo sapevamo già; per i più distratti bastava uscire per le strade adiacenti la chiesa e vedere le bancarelle di dolciumi e quello era il nostro “mi piace”(…)

Annunziata Salerno 5

Nulla contro i social media, da aspirante blogger sarei folle a fornire una chiave di lettura del genere. Ma credo sia opportuno ricordarci che, spesso, il valore delle opere non è solo nella forma tangibile e materiale.

Siano essi edifici, dipinti, statue, libri, il loro valore deriva anche e soprattutto dal vissuto di chi le fruisce da sempre, facendone punti di riferimento irrinunciabili nella propria vita.

Annunziata Salerno 6

L’articolo intero è riportato qui. Casomai vi avesse incuriosito. In ogni caso aspetto i vostri commenti sulla chiesa dell’Annunziata (per dirla in breve).