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CENTRO STORICO DI SALERNO: POESIA E STREET ART

Centro Storico

Come promesso eccoci nel Centro Storico di Salerno.

Come localizzarlo? Beh, il centro storico è abbastanza vasto, va dal lungomare fino al Castello degli Arechi. Nel periodo natalizio, diciamo anche per due mesi pieni (novembre-gennaio), vi sarà abbastanza facile individuarlo. Vi basterà seguire luminarie e street art.

Esteticamente non è molto diverso dalle strade di Napoli. Panni stesi, facciate, a volte, fatiscenti. Ma la carica di colori e calore è la stessa.

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Le stradine sono strette e fanno da filo conduttore fra le diverse attrattive della città.

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Non per niente l’intero centro storico di Salerno si divide in quartieri antichi e rioni.

Quelli su cui ho insistito io sono abbastanza noti e gettonati.

Partiamo dal rione Duomo, che intuitivamente, prende il nome dalla Cattedrale di San Matteo. Questa ed il Tempio di Pomona, fra l’altro adiacenti, sono gli edifici che balzano subito agli occhi e anche i più visitati.

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C’è poi il rione Fornelle, quello su cui andrebbe speso un articolo intero per la sua storia e vissuti. È uno dei quartieri più antichi di Salerno, quello malfamato e degradato.

Come vogliono le buone pratiche, in uso da poco, è dal basso che bisogna partire per ridare splendore ad una città. Quello del rione Fornelle è un esempio più che riuscito.

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Il progetto si chiama “Muri d’Artista” e serve a dar colore alle facciate consumate dalla salsedine e ad avvicinare alla poesia chi un libro non lo ha mai comprato e, probabilmente, non lo comprerebbe mai.

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Io dico che la cosa cattura molto più delle luci d’artista. Un progetto tanto ambizioso, quanto semplice ed alla portata di tutti gli uomini di buona volontà.

Muri d’Artista si traduce in sonetti, versi e stralci di poesie dei più noti autori Italiani, affiancati da una stravagante street art che richiama il tema del mare.

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Ironia della sorte, predestinazione o scelta. Il quartiere che ha dato i natali ad Alfonso Gatto, il poeta con la valigia, molto amico del più noto Montale. Probabilmente sono questi i protagonisti principali delle opere, o, forse, quelli che più facilmente ho incrociato io.

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Rimane il fatto che questa può essere ascritta nelle pagine della Salerno che non ti aspetti. Una sorpresa continua, una piacevole trappola che cattura l’attenzione dei passanti, fino a spingerli nel dedalo di stradine targate Fornelle. Farete fatica a resistere, come ho fatto io, che ho dovuto sudare per non perdere la rotta del mio tour e lasciarmi invadere dall’arte letteraria e pittorica.

I primi graffiti li ho incrociati percorrendo la strada che mi ha condotta al Giardino della Minerva. Quest’ultima è inserita, invece, nel rione Fusandola, il torrente che ha donato lunga vita agli orti cinti, tipici di Salerno.

Altro rione altamente gettonato e fotografato, del centro storico di Salerno, è quello dei Sedili. Il nome deriva da comitati di quartiere, nati per tutelare i loro interessi commerciali.

Simbolo, forse, di questo rione e dell’intero Centro Storico  è la Fontana dei Pesci, realizzata da Vanvitelli e sita in Largo Sedile del Campo.Centro Storico Salerno 9

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Ancora Piazza Flavio Gioia, del rione Sedile di Portanova. La piazza, in particolare, assume un fascino tutto suo con le luminarie del periodo natalizio.

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Altri due rioni, in cui potreste capitare facilmente sono:

  • di San Benedetto, che include l’omonimo monastero, il cui è allocato anche il Museo Archeologico Provinciale di Salerno ;
  • Rione Porto, quello che dà sul lungomare ed include il Teatro Verdi, su cui spenderò due parole in un articolo a parte.

In realtà i rioni di Salerno son molti di più. Per un giro turistico di una sola giornata, tutto questo itinerario è più che sufficiente a soddisfare occhi e mente.

Le bellezze di Salerno, però, non terminano qui. C’è una parte più “moderna” e mondana, su cui nessuno rinuncia ad una bella passeggiata. Questo è il lungomare con il suo Porto e la sua Stazione Marittima. Ma questa sarà un’altra storia.

Alla prossima.