ITALIA, Puglia, Sapori Free From

CARNEVALE A TAVOLA: IN PUGLIA CE N’È PER DIVERSE ESIGENZE

Carnevale

È da tanto che medito un articolo dedicato al Carnevale, da prima ancora che entrassimo nel periodo dei coriandoli.

Avrei voluto e potuto mappare i carnevali più belli d’Italia, ispirandomi a molti post già in circolazione. Avrei potuto ricercare locali Free From, o che tendono al Free From, in queste stesse città. Ancora, ho fatto una ricerca e stilato un lungo elenco di piatti tipici carnevaleschi in giro per l’Italia. Ce ne son tantissimi, anche se molti si ripetono, e davvero pochi possono essere annoverati come Free From.

Così ho messo un punto e mi son imposta di restringere il cerchio, partendo e fermandomi alla mia Puglia.

Come già avviene da due anni, sto scoprendo i carnevali più suggestivi della mia Regione.

Questa, se il mal di schiena mi darà tregua, sarà la volta del più antico d’Italia: Putignano.

In questo articolo, però, mi piacerebbe fare una brevissima carrellata di piatti tipici carnevaleschi pugliesi. Bocconotti e chiacchiere a parte, scoprire e raccontarvi le ricette che si possono consumare qui e da nessun’altra parte.

Partiamo dal Carnevale di Manfredonia, in provincia di Foggia.

Del corteo vi ho raccontato l’anno scorso. È il secondo, per importanza, in Puglia e, se contate di passare da queste parti, un salto ve lo suggerisco comunque. Anche perché di occasioni per partecipare ai diversi eventi in programma, ce ne sono e potrete approfondirle tutte qui.

Oltre alle sfilate, alle maschere, ai suoi e a Ze’ Peppe, a Manfredonia, per Carnevale, potrete gustare la Farrata.

Quest’ultima è una sorta di rustico realizzato con farina, farro (o grano cotto), ricotta di pecora, maggiorana, sale e pepe. C’è chi ci aggiunge, a discrezione, anche la menta. La superficie, invece, viene spennellata con tuorlo d’uovo, per renderla dorata.

Nel periodo di Carnevale troverete la Farrata un po’ ovunque. A detta di chi l’ha provata, il posto migliore in cui assaggiarla è La Casa della Farrata, una omonima rosticceria.

Carnevale_Farrata

Cosa ha di Free From questa prelibatezza. Ben poco, a ben vedere. È un piatto vegetariano a basso contenuto di nichel. In teoria non è previsto neanche l’utilizzo di lievito per l’impasto, ma c’è la ricotta, sicché, per chi deve evitare drasticamente i lieviti, meglio di no. Via libera, invece, per tutti coloro che soffrono di allergie alimentari specifiche non inerenti agli ingredienti sopra menzionati, anche se un accertamento sul posto, andrebbe sempre fatto.

Proseguiamo il tour arrivando a Putignano, in provincia di Bari.

Molto più famoso del primo, il Carnevale di Putignano è senz’altro annoverato fra i più antichi d’Europa. Anche in questo caso il programma è molto ricco e le occasioni per assistere al corteo diverse. Per organizzarvi meglio, vi suggerisco un salto sul sito dedicato e scegliervi la data che più vi fa comodo.

A simboleggiare quest’antico rito c’è la maschera di Farinella: una via di mezzo fra un giullare di corte e un Arlecchino. Veste coloratissima e campanelli ovunque, certo non passerà inosservata.

Farinella prende il nome, però, dall’omonimo piatto tipico di Putignano. Più che un piatto o una ricetta vera e propria, possiamo definirlo un prodotto molto diffuso nella zona. Un mix di farine d’orzo e ceci, utilizzate come condimento per qualsiasi piatto: pastasciutta, frutta, verdura, sughi vari.

Carnevale Farinella

La Farinella, come il Carnevale di Putignano, ha origini molto antiche e fortemente legate alla povera ed essenziale dieta contadina.

Secondo la tradizione, i due cereali vengono tostati, prima di esser “sfarinati”. In alcuni casi, per rimanere fedelissimi alla semplicità degli ingredienti, si prediligono i ceci neri a quelli bianchi, perché più economici.

I contadini la consumavano semplicemente abbinandola ai fichi secchi o rimescolandola con lo zucchero, per garantirsi il giusto apporto proteico e calorico. La portavano con sé nei campi e tutta questa era la loro pausa dal duro lavoro.

Oggi, invece, la consumiamo come veniva consumata dai “ricchi” dell’epoca: a mo’ di parmigiano su pasta, verdure, patate.

Nel mio prossimo viaggio, vedremo se riuscirò ad “imbattermi” in questa farinella, in modo da farvi sapere com’è.

Cosa ha di Free From? Tutto, a parte il glutine dell’orzo ed il nichel contenuto nei ceci. È un alimento talmente povero che può andar bene per la maggior parte degli esigenti speciali. Dai vegani, agli allergici ai caseari, ai lieviti, alle uova, e così via. In merito al suo potenziale nutrizionale, credo di non dovervi dire nulla: un trionfo di fibre e proteine naturali.

Andiamo avanti, ancora, con un dolce tipico di diverse località pugliesi: le Dita degli Apostoli.

Carnevale Dita Apostoli

Ph: http://www.puglia.com/dita-di-apostoli-ricetta-dolce-carnevale/

Avete ragione, il titolo è davvero molto macabro, però, per chi può, dev’essere una vera squisitezza.

Dovendovelo descrivere, penserei a piccole crespelle senza farina, arrotolate su sé stesse e ripiene di crema. Dei veri e propri cannoli morbidi.

Gli ingredienti impiegati sono diversi, numerosi e tutto fuorché Free From: dagli albumi, al burro, dalla ricotta al cioccolato, passando per zucchero, liquore e cannella.

Un trionfo di sapori ed una “botta di calorie” non indifferente, ma, c’è un grosso ma, naturalmente senza glutine, perché non prevedono l’impiego di alcun tipo di farina.

Così, se consumare la Farrata o la Farinella gluten free, sarà un’impresa abbastanza ardua, anche per la scarsità di locali certificati AIC, nelle due città di riferimento. Quella delle Dita degli Apostoli diventa un’impresa più fattibile, perché vi basterà attingere dal lungo elenco di pasticcerie Gluten Free presenti in tutta la Puglia.

Non vi scriverò di Bocconotti (o pasticciotti) e Chiacchiere, perché più conosciuti e più diffusi. I primi sono tipici anche dell’Abruzzo, mentre in Salento potrete gustarli tutto l’anno. Anche in versione vegan e gluten free, nei locali dedicati.

Le chiacchiere sono il dolce di carnevale per eccellenza, adottato da tutte le Regioni d’Italia, o quasi. Queste potrete trovarle in ogni dove ed in tutte le versioni che volete.

Diciamo che per ora mi fermo qui, anche se a parlar di Carnevale abbiamo appena iniziato. Però voglio lanciare la palla a voi e leggere cosa avete da raccontarmi delle vostre ricette tipiche di Carnevale, nelle località in cui vivete.

A presto.