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VIAGGIATORI DIVERSAMENTE TOLLERANTI? ECCO ALCUNI CONSIGLI

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E’ da tanto che mi riprometto di scrivere un decalogo per i viaggiatori allergici o “diversamente tolleranti”, ma il rischio di scadere nel banale è davvero molto elevato.

Siamo però in Estate già da qualche giorno, le vacanze sono vicine e molti di noi si sposteranno fuori casa.

Inutile dirlo, soprattutto per chi è alle prime armi con la gestione delle proprie intolleranze alimentari, il rischio di farsi venire una crisi di nervi, prima ancora che allergica, è molto elevato.

Provo, pertanto, a lasciarvi qualche suggerimento, o personalissimo punto di vista, su come muoversi nell’organizzazione di un viaggio da intollerante/allergico.

Posto che le due cose sono molto differenti e, nella maggior parte dei casi, un’allergia comporta dei rischi e dei sintomi ben più gravi di una semplice intolleranza, prendete ciò che sto per scrivervi con le dovute cautele, passando prima per pareri medici o, comunque, esperti.

Questo è il primo suggerimento: PARLATENE CON IL VOSTRO MEDICO!

Tutti noi, allergici o intolleranti, siamo passati, almeno una volta, sotto gli occhi di un medico curante, un allergologo, un dietologo o un nutrizionista, per poter gestire al meglio il nostro disagio. Spesso saranno loro stessi a darvi delle dritte per quando siete fuori casa. Almeno questo è quello che ha fatto il mio dietologo, anni fa.

In secondo luogo LA REGOLA DEL “PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE” È SEMPRE VALIDA PER I VIAGGIATORI.

Fatta eccezione per chi sceglie di alloggiare in appartamento e può provvedere direttamente alla preparazione dei viveri, cercate sempre di avvertire, della vostra allergia, le strutture ricettive dove alloggerete.

Oggettivamente, sono ancora poche quelle realmente preparate a proporvi delle valide alternative. Da intollerante ai caseari, spesso, la ricca scelta di cui mi parlano consiste in un semplice bicchiere di latte di soia ed una coppa di frutta. Ciò nonostante l’incremento esponenziale di alcuni tipi di intolleranza sta facendo “svegliare” molti albergatori, che, se avvertiti per tempo, possono farvi trovare un ventaglio di scelte alternative davvero ampio.

A questo proposito, ve ne ho già parlato, qualche agenzia o associazione privata si sta muovendo per facilitare i viaggiatori allergici nell’organizzazione dei propri viaggi. Ve ne riporto solo due, perché sono quelle che ho conosciuto direttamente, in occasione del World Allergen Food di Padova:

Se fate una ricerca su internet, però, troverete diverse agenzie che confezionano pacchetti specifici per chi deve far fronte a questi problemi.

Terzo suggerimento: USATE INTERNET!

Non tantissime, ma molte informazioni si trovano lì.

Giusto per rimanere in tema, già da diversi anni qualcuno ha provato a stilare decaloghi di comportamento per chi viaggia da allergico o intollerante. Dalle app per le traduzioni, a quelle con indirizzi di ristoranti, a siti dedicati o associazioni di tutela: oggi è meglio di ieri perché esiste la tecnologia a metterci in contatto con il mondo. Impariamo ad usarla!

NON LIMITATEVI SOLO ALLE REAZIONI ALIMENTARI.

In occasione della mia ultima visita allergologica, il medico che mi ha “intervistata”, sospettando un’allergia alla polvere, mi ha suggerito di evitare la consumazione di crostacei e, in modo particolare, di gamberetti, perché la loro composizione molecolare è molto simile a quella della polvere. Tralasciando la veridicità o meno di quanto detto dal medico, è importante che non sottovalutiate le cosiddette reazioni crociate. Spesso chi soffre di allergie a determinati pollini, finisce per avere reazioni anche a determinati cibi, senza saperlo. Anche in questo caso informatevi prima.

Ultimo suggerimento che voglio lasciarvi riguarda proprio l’annale problema: DOVE MANGIARE E COSA MENGIARE.

Posto che la risposta a questa domanda sto cercando di darvela nei diversi articoli di questo blog. La “mission”, repetita iuvant, sarebbe proprio questa. Dato, però, che non avrò mai la possibilità di essere ovunque ed in qualsiasi ristorante del mondo e, oltretutto non ho neanche i titoli per poter valutare professionalmente un locale piuttosto che un altro, vi dico come mi muovo io quando devo scegliere un ristorante, in una qualsiasi località fuori casa.

Chiaro che faccio uso di internet, digitando ad esempio: “ristoranti per intolleranti al lattosio”, piuttosto che “ristorante allergia nichel”; per l’istamina è troppo complicato, non ci ho mai sperato.

Quando i risultati delle ricerche non mi conducono a valide proposte, allora seguo due strade:

SCELGO RISTORANTI DI CUCINA ALTERNATIVA, se ci sono, O RISTORANTI DI CUCINA TIPICA, che ci sono sicuramente.

Vi riporto sempre la mia personale esperienza. Dovendo evitare prima di tutto i caseari (lattosio e caseina insieme), lì dove non trovo ristoranti attrezzati, mi oriento verso ristoranti vegani o ristoranti bio, che sicuramente offrono qualche garanzia in più.

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Si, ma che si fa se non ci sono neanche questi? Si va sulla cucina tipica locale.

In Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta: ogni Regione, per non dire ogni Provincia, ha i suoi piatti della tradizione e spesso molte di queste ricette sono naturalmente prive di sostanze allergenizzanti.

Siete intolleranti al lattosio o allergici alla caseina? In Puglia, in Toscana, in Umbria, ma un po’ in tutta Italia, molte ricette sono a base di olio d’oliva, l’oro verde, dolci inclusi.

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Vi assicuro che mangiare bene e senza lattosio, in questo modo, non è affatto difficile. Stesso vale per chi è allergico agli arachidi o alle nocciole.

Siete celiaci o dovete evitare il glutine? In quasi tutte le regioni del nord Italia, e non solo, vi propongono la polenta, condita con le più disparate salse. Tutti sappiamo che è a base di farina di mais e molto, molto gustosa.

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Ancora, avete problemi con i conservanti o gli additivi chimici. Optate per gli agriturismi o le osterie tipiche. Andate a mangiare dove i prodotti li fanno in casa, piuttosto che farseli arrivare dall’altra parte del mondo. Scegliete i cosiddetti “piatti della cucina contadina”, scegliete il Km 0. Lì dove mancano le cucine alternative, come nei piccoli borghi, avrete solo l’imbarazzo della scelta, invece, di osterie tipiche. Questo vale anche per vegani e vegetariani.viaggiatori

 

 

Ancora, le ricette italiane non propongono nulla che possiate mangiare o non vi danno garanzie o, ancora, dovrete recarvi all’estero. Ci sono molte cucine straniere che offrono piatti più sani dei nostri,  almeno dal punto di vista allergenico.

Faccio solo alcuni esempi, sempre per gli intolleranti ai caseari: la cucina Kosher e la cucina Cinese, quella buona. La prima, per rispetto alla Torah, non può mescolare, in unico pasto, carne e caseari, né usare gli stessi utensili. Più garanzie di così… Anche i crostacei  e i frutti di mare sono banditi da questa cucina, per cui anche gli allergici a questi alimenti possono sceglierla.

La cucina cinese, come quella orientale in generale, è quasi tutta a base di soia, non ci sono grassi animali neanche a cercarli, per non parlare dell’abbondanza di riso. Celiaci e lattointolleranti possono stare tranquilli, e non solo.

Del pane arabo, vogliamo parlarne? Festa per gli intolleranti ai lieviti!

Allergici al nichel? Non limitatevi solo a scegliere portate a base di ingredienti privi di nichel, orientatevi anche verso i ristoranti che fanno uso di terracotte, quali utensili da cucina, ad esempio. Di qualche realtà vi ho già parlato.

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Potrei sviscerare questo argomento all’infinito, e mille altri ancora potrebbero essere i suggerimenti da darvi. Questi sono quelli da tenere più a mente, secondo me, insieme a ciò che troverete su altri siti internet.

Non mi limiterò a questo, comunque, nel corso dei miei diversi viaggi, cercherò di darvi delle dritte più specifiche, riferite soprattutto ai posti che visiterò.

A questo punto, mi farebbe molto piacere leggere anche i vostri di suggerimenti o magari delle richieste più specifiche. Spazio ai commenti, allora!