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TERME DI BUDAPEST: NON PROVARLE E’ PECCATO

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Ve lo avevo promesso e vi ci porto. Anche perché andare a Budapest e non immergersi neanche in una piscina delle sue terme, è un po’ come non esserci andati affatto.

Facciamo che iniziamo con una rapidissima carrellata sulle Terme presenti a Budapest, almeno quelle più famose. Poi vi parlerò della mia esperienza.

Partiamo da quelle più antiche, forse: i Bagni di Király, quelle con la cupola a mezzaluna.

Poi ci sono le Terme di Rudas, in marmo rosso e soffitto in vetro. Sono le uniche in cui esistono ancora gli ingressi separati fra uomini e donne, tranne nei weekend.

Le Terme di Széchenyi, le più grandi, fotografate e note di Budapest. Quelle tutte all’esterno, in cui oltre ad un bagno rilassante, è possibile giocare una partita a scacchi.

Ramada Hotel Budapest: qui, più che un polo termale storico, siamo in una vera e propria SPA.

Possiamo poi andarci a rilassare sull’Isola Margherita. In questo contesto, oltre al verde del parco più amato della città, possiamo immergerci alle terme del Grand Hotel Margitsziget.

Infine, fra le più famose e importanti ci sono le Terme di Gellért.

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Indovinate un po’? Esatto, prendono il nome dall’omonima collina adiacente, quella di cui vi ho già parlato.

Le ho lasciate alla fine perché sono quelle in cui sarei andata a rilassarmi. Sarei, appunto.

Andiamo per ordine, comunque, non affrettiamo il passo.

Le Terme di Gellért sono collegate all’omonimo Grand Hotel, ed i servizi che offrono sono vastissimi. Lo stile è liberty, gli ambienti monumentali.

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Già entrando si può ben intuire la ragione per cui siano considerate , secondo il pensiero comune, le più belle ed eleganti d’Europa.

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Sicuramente gli scatti più famosi che girano su internet sono quelli relativi alla grande piscina interna. Quella contornata da colonne maestose e dal tetto in vetro mosaico.

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In realtà all’interno potrete perdervi. Troverete di tanto in tanto gli addetti, lungo il percorso, a cui chiedere informazioni. Chiedere appunto, perché spontaneamente vi diranno ben poco.

Il ticket d’ingresso si fa appena si entra, subito alla vostra destra. Il costo si aggira intorno ai 15 €, che possono salire a 30 € se noleggiate anche l’accappatoio. In realtà dovrete lasciare, per questo, una cospicua cauzione, che vi verrà restituita una volta riconsegnato. Nel costo è incluso l’accesso a tutte le piscine interne ed esterne ed al bagno turco.

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Potrete anche acquistare tutto il necessario per le piscine al piano di sotto, dopo aver superato il controllo del ticket: cuffia (obbligatoria), ciabatte, asciugamani, costume. Sono muniti di tutto.

Se l’armadietto non vi basta, per il deposito degli oggetti personali, orientatevi sulla cabina, anche se è piccolissima e a malapena ci entra una sola persona.

In teoria gli spogliatoi femminili sono separati da quelli maschili. Dico in teoria, perché con molta nonchalance potrete vedere sfilare uomini all’interno dello spogliatoio femminile mentre vi state rivestendo. Non sono guardoni, né lo fanno apposta, semplicemente ci si confonde con molta facilità. Se non chiedete, nessuno vi indica dove andare. Io mi son trovata a dare indicazioni a diversi italiani mentre mi asciugavo i capelli, pensate un po’!

Fatte tutte queste premesse e date tutte queste informazioni, com’è stata l’esperienza delle terme per me? Dunque, è stata un’esperienza.

Premetto che le ultime terme che ho visitato sono state quelle ai Bagni di Pisa, poco più di un mese fa. Il paragone è stato inevitabile. In termini di monumentalità, arte, eleganza, ampiezza degli ambienti, non c’è storia, vincono quelle di Gallért. In termini di pulizia, relax, comfort, cura da parte del personale, beh… ho preferito quelle di Pisa.

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Chiaro che si tratta di una sensazione fortemente soggettiva e marcatamente influenzata dalla maniacale pulizia che regna nelle Terme e SPA italiane. Però davvero, qui, ho fatto fatica a ricongiungermi con il mio karma.

Vanno viste, s’intende. Come ho specificato all’inizio, perdersi le terme a Budapest è un po’ come perdersi Budapest. Semplicemente è richiesto un livello di adattamento e disinvoltura non molto noto a noi italiani.

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Doveroso precisare che qui si gioca sui numeri, ed il fatto che non si prendano infezioni è una chiara dimostrazione del quotidiano lavoro di sanificazione che questi ambienti subiscono. Potrebbe essere molto peggio, se venisse trascurato. Semplicemente, manca quella minuzia e cura del dettaglio che fa sentire noi italiani meglio che a casa nostra e ci consente di rilassarci a dovere.

Precisato tutto questo, beh, se non ci fossi andata, ci tornerei in tutta la mia rigidità, perché infondo l’esperienza mi è piaciuta. Per quanto promiscua, ho trovato le terme di Gellért ben rappresentative del servizio termale budapestino. Un luogo da visitare almeno una volta nella vita, perché non se ne trovano così in Europa.

Voi? Ci siete stati? Raccontatemi la vostra, senza darmi della schizzinosa, però, perché non lo sono affatto.

Alla prossima. Ora si va a mangiare!