Borghi, TRENTINO ALTO ADIGE

LE STREGHE DELLO SCILIAR: UN VIAGGIO FRA I MITI DEL SÜDTIROL

Streghe dello Sciliar - Travel Free From

Le streghe dello Sciliar sono solo una delle tante leggende che si tramandano da una generazione all’altra in Alto Adige.

Le creature che popolano i numerosi boschi e le alte vette sono tante e di varia natura. Dagli elfi alle fate, dagli gnomi agli spiritelli, fino a sirene e streghe.

Così sentirete a proposito del Lago di Carezza che è abitato da una bellissima sirena e che custodisce preziose gemme al punto da farlo risplendere con i colori dell’arcobaleno. Ancora, vi racconteranno che la Val Venosta era popolata da giganti e che il Monte Ortles era uno di questi, il più alto e il più superbo. E su per il Monte Laurino, oggi spoglio e roccioso, ma un tempo tutto ricoperto da splendide rose coltivate dal re dei nani: Laurino.

Con questa fitta vegetazione e tutto il fascino di cui sono pregni i passi e le valli dell’Alto Adige, non è difficile pensare che abbiano qualcosa di magico. D’altronde, alcune tracce le abbiamo trovate anche noi passeggiando lungo i sentieri.

Ce n’è una però, fra tutte queste leggende, che fa parte dei miei più nitidi ricordi di infanzia: le streghe.

Le streghe dello Sciliar sono famose per i loro festini sulla splendida Alpe di Siusi che domina tutta la Val Gardena.

In principio ne erano sette, torturate, inquisite dal tribunale di Fiè, e arse vive sul rogo. Queste amavano riunirsi e trascorrere il tempo sull’Alpe, per godere dello spettacolo e organizzare lunghe e malefiche feste.

Gli effetti più lampanti si possono rintracciare nei violenti e rumorosi temporali che spesso si abbattono sulla valle. Non è un caso che, ad alternare il fragore dei tuoni, ci siano i rintocchi delle campane di Castelrotto, udibili anche nei borghi limitrofi.

La leggenda delle streghe dello Sciliar è molto antica e risale sicuramente alle credenze popolari del Medioevo.

Vi ho citato i temporali, ma qualunque disgrazia si abbattesse in questa zona veniva attribuita alla cattiveria delle streghe dello Sciliar. Dalla morte di un bambino, fino alle grandinate che distruggevano i raccolti.

Oggi, di questo mito rimangono alcune tracce naturali sull’Alpe di Siusi: le panche delle streghe. Alcune conformazioni rocciose hanno le sembianze di  vere e proprie poltrone posizionate sui punti più belli e panoramici del massiccio. A quanto pare le fate cattive amavano trascorrerci il tempo e farsi incantare dalle bellezze della valle.

In più, giusto per non abbandonare completamente questa credenza, ancora oggi si festeggia nei tre borghi dello Sciliar la notte delle streghe. Donne di ogni età, travestite da befane con tanto di scopa, riempiono le strade di Siusi, Fiè e Castelrotto. Queste distribuiscono caramelle ai bambini e spazzano i piedi degli adulti. Non sarà difficile, infatti, vedere i piccoli rincorrerle per accaparrarsi più dolci possibile e gli adulti scappare davanti alle loro scope per evitare “maledizioni”.

Una rievocazione goliardica, folkloristica e parecchio divertente che animerà le serate estive di quanti si troveranno  da queste parti fra luglio e agosto.

Il mio ultimo viaggio è capitato fuori tempo massimo e non ho potuto assistere ancora una volta a questa festa, ma so che ancora la fanno, dopo tanti anni.

Certo è che quando ero piccola ho partecipato diverse volte alla festa e ne ho rincorse tante di streghe per le vie di Castelrotto e tornare in hotel  con le tasche piene di dolci. Impossibile dimenticare.

E voi che già ci siete stati, avete mai assistito a questa ricorrenza? Una chicca in più che riempie di fascino e mistero questi luoghi già di per sè meravigliosi.