SENZA GLUTINE, SENZA LATTOSIO, TRENTINO ALTO ADIGE

SPECK DELL’ALTO ADIGE IN VERSIONE SENZA GLUTINE E LATTOSIO

Lo speck dell’Alto Adige è uno di quei prodotti che non ha bisogno di presentazioni. Praticamente è sinonimo della regione stessa e ne troverete ovunque nel Südtirol.

Per i pochi che ancora non lo conoscessero lo speck dell’Alto Adige è una sorta di prosciutto crudo, disossato, aromatizzato e leggermente affumicato.

Speck dell'alto adige sottovuoto - Travel Free From

In pratica vi ho svelato già tutti i segreti che rendono questo prodotto unico e di una bontà incredibile.

La procedura che viene seguita per la lavorazione è estremamente semplice e naturale.

  • Viene selezionata la materia prima: il cosciotto di maiale
  • Viene salato ed aromatizzato, generalmente con ginepro, alloro, pepe e rosmarino
  • Segue alternativamente la stagionatura e l’affumicazione.

Quest’ultima credo sia la vera particolarità che rende lo speck saporito come un salume nordeuropeo e delicato come il nostro prosciutto crudo.

Il processo di stagionatura dura dai cinque ai sette mesi, dipende dal produttore e dal pezzo. Secondo il disciplinare per l’assegnazione del marchio IGP – Indicazione geografica protetta, non dovrebbe superare le 22 settimane, cinque mesi e mezzo.

L’affumicatura è leggera perché il fumo deve essere tenuto a basse temperature (20°) ed essere alternato con l’essiccazione in locali pervasi da aria fresca di montagna.

I masi più “fini”, quelli che voglio conferire un aroma in più al prodotto, generalmente utilizzano legno profumato nella fase di affumicatura. È quella cosa che farà impazzire il vostro olfatto prima ancora delle papille gustative, appena lo affetterete.

Questo, signori e signore, è lo speck dell’Alto Adige, quello che potrete trovare in tutte le salumerie d’Italia, nessuna in grado di offrirvi un’esperienza come la merenda tirolese.

Speck dell'alto adige merenda tirolese - Travel Free From

Già, i tirolesi, i contadini di un tempo in particolare, per darsi l’energia necessaria al lavoro nei campi e l’apporto lipidico giusto per affrontare il freddo si sono inventati questa merenda povera ma ricchissima di gusto.

La merenda tirolese generalmente è così costituita:

  • speck dell’Alto Adige, rigorosamente;
  • altro salume locale, salsiccia;
  • formagg;
  • cetriolini in salamoia;
  • vino o birra.

Amen.

Una cena praticamente.Da queste parti, invece, si consuma come aperitivo, pre o post dinner, per gradire.

Ora, dopo tutta questa bella premessa sullo speck dell’Alto Adige, capiamo un attimo se noi intolleranti possiamo mangiarlo.

Certo che sì, ma con le giuste cautele. Dipende tutto dal produttore.

Lo speck di per se, come molti piatti e prodotti che vi presento, non è free from. È carne (no vegan), è affumicato (no intolleranti all’istamina) è ricco di aromi e qui si apre un mondo. Se sono naturali e si limitano solo a quelli che vi ho menzionato, c’è poco da temere. Se invece non ve li sanno spiegare per bene allora potrebbero nascondersi delle insidie, come in tutti i prodotti che nell’etichetta riportano questa indicazione.

Sono capitate occasioni, giù in Puglia, in cui ho assaggiato una sola fetta di speck e mi è esplosa l’orticaria. Altri, come qui in casa sua, in cui potrei mangiarne a “chilate” senza la ben che minima reazione.

Importantissimo, quando lo comprate, è farvi specificare cosa sono questi aromi naturali e se possono essere in qualche modo contaminati da tracce di altre sostanze.

Se poi venite qui in Alto Adige, allora recatevi pure in uno dei tanti masi che ne producono, così da avere un contatto diretto con chi li realizza. Molto spesso queste strutture sono dotate anche di corner e piccoli store per la vendita o addirittura di ristoranti dove ordinare la famosa merenda tirolese.

Io non ho avuto la possibilità di raggiungere un maso, ma fortunatamente mi sono imbattuta in questa catena di negozi afferenti ad un unico produttore: Tito.

Speck dell'alto adige Tito - Travel Free From

Ad attirare la mia attenzione, come potete intuire, è stato il cartello sulla porta d’ingresso: senza glutine e senza lattosio.

Sono entrata e ho fatto razzia. Conseguenze spiacevoli: nessuna. Avevano ragione. Chiaramente posso garantire sempre solo per il lattosio, non per il glutine. Per quello informatevi bene sul posto.

Il punto vendita in questione è a Castelrotto, dove ho alloggiato io. Sono, però, sparsi in tutto l’Alto Adige: Ortisei, Bolzano, Brunico e così via.

Non chiamo all’appello i vegani e i vegetariani, con cui mi scuso, ma tutti gli altri, che dite, vale la pena assaggiarlo questo speck dell’Alto Adige?

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