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RIMINI FUORI STAGIONE? UNA CITTÀ ACQUA E SAPONE

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Come promesso, da oggi e per i prossimi giorni ce ne andiamo un po’ in giro per Rimini.

Solo credo di dover spendere qualche parola sulle sensazioni che mi ha lasciato questa città, prima di attaccare con le attrattive.

“Rimini, Rimini, Rimini, Rimini, la festa è tutta qui, tristezza ed allegria.”

Non cantava così una canzone di Casadei?

Appartengo alla generazione anni ’80 e Rimini è sempre stata la meta ambita, il sogno proibito, almeno ai tempi della mia adolescenza. Qui si veniva in vacanza con gli amici, le prime vacanze con gli amici. Era il regalo dei genitori per la promozione o , addirittura, per il diploma. Era la capitale della vita mondana, il luogo in cui divertirsi alla grande e fare la vita che tutti desiderano fare fra i 18 ed i 25 anni. Ai miei tempi si parlava di questo. Si invidiavano un po’ gli amici che ci riuscivano e si aspettava la propria occasione.

Ecco, a me questa occasione non è mai capitata. Da buoni genitori pugliesi, giustamente, mi hanno sempre spedita in vacanza con gli amici “da queste parti”. Perché andare fino a lì, se il mare c’è anche qui e magari è anche più bello? Eh, vallo a spiegare perché.

Ora non c’ho più l’età. Una nottata intera in discoteca e potreste portarmi in ospedale con la schiena spezzata.

Tutto questo per dire che a Rimini non ci sono mai stata. Trascuro le soste alla stazione per i vari cambi treno e trascuro anche la tappa fatta in una gita su traghetto, diversi anni fa.

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La Rimini vera, quella che è rimasta nei sogni di gioventù e, ancora oggi, in chi ama quella vita mondana, come una matrona che ha fatto i suoi anni, non l’ho mai assaporata.

Non potevo perdermi anche questa occasione. Ci sono stata per la fiera, ma dovevo assolutamente sfruttare i tempi morti per girarmela un po’ questa blasonata città.

Ecco, dimenticate tutto ciò che vi ho scritto fin’ora. L’ho girata tanto, per le poche ore a disposizione, ma neanche per un attimo ho visto il mare. Anzi, se non sapessi che è sul mare, direi proprio che non ce l’ha.

Dire Rimini è come dire Riviera Romagnola. Neanche se Km di litoranea potessero esaurirsi in una sola città. Ma Rimini è la riviera per eccellenza. È vita al mare, stabilimenti balneari super attrezzati, aperitivi in spiaggia, feste in spiaggia, giornate e nottate in spiaggia. Rimini è fisici scolpiti come Bronzi di Riace, discoteche, discoteche e ancora discoteche, tacchi alti e minigonne, oggi diremmo anche risvoltini e sopracciglia ad ali di gabbiano, e cocktail come se piovesse.

Era e rimarrà sempre così, da generazioni.

Un’anima non anima, un contenitore vuoto, senza sostanza, tutta apparenza e zero valori. Ora sto facendo la mammina maestrina. Divertimento, perdizione, troppo alcohol, troppo “casino” (dai lasciatemi correre questo termine). Per qualcuno è anche questa.

Allora mi viene spontaneo chiedervi: quanti di voi conoscono la Rimini culturale? Andiamo per alzata di mano e gli abitanti, chiaramente, si astengano.

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L’anima di Rimini è altrove. Non è in spiaggia, anche se conserva tutto il fascino di una città sul mare. Mi prenderete per pazza, ma credo che Rimini, quella vera, vada visitata fuori stagione, per poterne cogliere l’essenza.

Non una città frenetica, ballerina, non lo è dentro.

Ci ho passeggiato per un po’, di sera, in autunno, con l’ombrello aperto e sotto una fredda pioggerellina, da sola. Una città senza maschere, senza fronzoli, una città normale.

Struccata dalla goliardia e dai bagordi del carnevale estivo, Rimini è una città di una bellezza acqua e sapone. Sorniona, lenta, a tratti romantica, e non degli incontri fugaci sulla spiaggia, ma delle storie eterne, quelle di chi si tiene mano nella mano tutta la vita.

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Potrete scorgere la sua essenza, i suoi tratti più autentici e scoprire una città in cui c’è storia, cultura, tradizioni, saperi e riti.

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Rimini, amata e vissuta dal grande Fellini.

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Rimini, città di umili pescatori, che ci hanno lasciato in eredità uno dei borghi antichi più caratteristici e pittoreschi.

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Rimini città d’arte, e che arte.

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Rimini, città di gastronomia, qui la cucina è uno dei pezzi forti.

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Un buon piatto di tagliatelle, un bicchierino di San Giovese, i Malatesta, Giotto, Piero della Francesca, i Romani, una passeggiata in spiaggia col cane, due chiacchiere a bordo fontana, o seduti ai gradini di Piazza Cavour. Vorrete mica perdervi tutto questo?

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Bisogna andarci per divertirsi e scatenatevi pure, voi che ancora ve la sentite, ma non dimenticate di conoscerla davvero. Ballateci insieme per tutta la notte, ma dopo sedetevi al bar con lei per scambiare due chiacchiere, ne avrà di storie da raccontarvi.

Questo è quello che mi ha lasciato Rimini, e, tutto sommato, contraddicendo quello che ho scritto all’inizio, l’ho visitata poco. Ma ho scoperto una città che pulsa di vita vera. E credo che dopo che leggerete i miei prossimi articoli la penserete anche voi così.

A voi, ora, i commenti.

Noi iniziamo a vedercela per bene.