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RICORDI: IL MIO FILO CONDUTTORE PER LE VIE DI TRANI

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Nei prossimi articoli lasceremo la provincia di Foggia, per spostarci nella BAT, sulla costa. Torno a parlarvi di una città a me molto cara, per la miriade di ricordi che ho: Trani.

Diversa la circostanza che, questa volta, mi ha condotta qui. Non un’occasione mondana, amici, fuochi pirotecnici, estate, ristorante esclusivo e quanto di meglio possa offrirvi, al sabato sera. Perché nel nord barese, Trani, è principalmente frequentata in estate ed a ridosso del weekend. Può regalare serate magiche. Il lavoro mi ha condotta qui, in questa giornata anonima, fredda, autunnale ed in piena settimana.

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Diciamo anche che avrei potuto limitare la mia capatina a Trani ad un semplice e doveroso passaggio, ma, esauriti gli impegni, ho voluto godermela, per una volta, in solitaria. Da quando l’ho incontrata per la prima volta, non mi è mai capitato di trascorrerci alcune ore, a passeggiare, da sola.

Paradossale e non credo di esser l’unica. Magari fai tanti viaggi, visiti mezzo mondo da sola, ti informi, ti istruisci, cerchi di conoscere tanto di posti lontani, e poi non ti capita mai di assaporare realtà molto vicine a te. Si danno per scontate, è vero. Sono sempre lì, possiamo andarci quando vogliamo, ma questo “quando vogliamo” non arriva mai. Paradossale e scontato. Per questa ragione, ho un po’ forzato la mano, informato la famiglia che non sarai tornata a pranzo, nonostante i soli 40 Km di distanza, e me la son goduta per bene.

Niente di speciale, nessun itinerario insolito, nessun percorso nascosto.

Una passeggiata lenta, battuta dal fresco vento autunnale, bardata neanche fossi al Polo Nord, su per il lungomare, completamente immersa nei ricordi.

Ricordi che avvolgono e proteggono. Ricordi di una bambina che, talmente piccola da non ricordare neanche più a che età, se ne andava mano nella mano con il suo papà, che si divertiva a portarla in giro. Ammetto di aver ereditato da lui la mia irrequietezza e costante voglia di essere in movimento. Cosa sia un padre, per una figlia, non devo spiegarvelo. Sicuramente è il primo e più grande amore della vita.

Lui mi ha portata per la prima volta al capo Sud di Trani,  meglio conosciuto come Capo Colonna. Quello in cui, a custodire il mare, è il Monastero di Santa Maria di Colonna, appunto. Così, mentre lui cercava di far vedere alla sua piccola bimba la semplice e rigorosa bellezza di questa chiesa, la piccola bimba pensava solo a correre da una parte all’altra del piazzale antistante, sporgendosi dal parapetto, sulle punte dei piedi, solo per vedere il mare. L’unica cosa che mi abbia sempre, inevitabilmente e magneticamente attratta.

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A distanza di X anni, ci torno da sola. Ad assaporare il mare nel più assoluto silenzio. Senza che nessuno mi riprenda “Paola non corre, vieni qui, ti faccio vedere un bel posto“. Paola, adesso, è abbastanza grande da vederlo da sola, quel posto, solo dopo aver salutato il suo mare, però.

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Immersa nel silenzio totale, rotto solo dal brusco scroscio delle onde e dallo scorrere della routine di chi, qui, ci viene a fare tutt’altro che un giro turistico. Vento incalzante, nuvole oscure, quasi ora di pranzo, una coppia intenta a fare jogging, una squadra di operai intenta a fare il suo dovere. Nessuno straniero, tutta gente del posto. Io, l’unica a rompere la monotonia di un copione che si ripete, probabilmente, tutti i giorni. Io, l’unica a rompere la ripetitiva e “neniosa” litania del Rosario, all’interno della Chiesa, solo con lo scricchiolio della porta che si apre.

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Pochi minuti al suo interno, quanto basta per fissare le immagini, i dettagli, far riaffiorare ricordi troppo lontani e troppo offuscati, perché possano essere riconoscibili e familiari.

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Poi di nuovo in macchina e su per il lungomare. Verso la parte storica di Trani, quella più conosciuta e frequentata.

Questa è una strada che potrei percorre anche ad occhi chiusi. In passato, sempre per lavoro, ci sono capitata spesso. Non a Trani, ma nella vicina Bisceglie. Ammetto che, ogni volta, per rientrare a casa, non ho mai percorso la più veloce e comoda Statale, non fino a Trani almeno. Ho sempre preferito perdermi lungo la litoranea. Ho sempre preferito percorrere questa linea di congiunzione che, da Capo Colonna, porta fino alla maestosa Cattedrale. Non chiedetemi perché. Certe cose le fai semplicemente perché sai che ti fanno bene, ti liberano la mente, ti ripuliscono, ti fanno sentire libera anche in un momento in cui ti senti troppo incastrata per respirare l’aria che vorresti.

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Bello, sarebbe una parola troppo inflazionata da utilizzare.

Il lungomare cambia faccia a seconda di chi lo guarda.

In estate, o nei fine settimana, è senz’altro un susseguirsi di luci, locali e gente che si diverte. In una fredda mattina d’autunno, è solo qualche temerario che pratica jogging e una ragazza di fuori (io), che ferma la macchina appositamente per fissare ancora il mare.

Dritti dritti, arriverete al porto turistico. In questa fascia oraria potrete attraversarlo senza problemi ed arrivare fino alle pendici della Cattedrale.

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Ma va gustato anche lui. Questa schiera di imbarcazioni che sembrano stare tutte sull’attenti al cospetto di Lei: la signora che fa da vera guardiana della città. Loro rispettose, allineate e coperte, come si direbbe. Lei maestosa, elegante, candida, morbida, inattaccabile. Una vera protettrice, una vera custode, una vera padrona di casa.

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A volerla descrivere e raccontare si potrebbe riempire un blog. Cosa abbia di così magnetico da risultare nuova anche all’occhio più consumato dalla sua presenza, non ve lo saprò mai spiegare. Mille volte ci vengo e mille volte ho bisogno di vederla. Mille volte la guardo e altrettante mi sembra sia la prima volta.

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La Basilica di Santa Maria Assunta (il suo nome e cognome), che ospita le spoglie di un pellegrino divenuto Santo e protettore della città, va descritta per immagini.

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Un racconto strano quello contenuto in questo articolo. Nessuna nozione storica, nessuna descrizione. Un racconto di ricordi e sensazioni. Foto scattate nel passato e nel presente. Foto che rimarranno sempre indelebili nella mia mente e che accrescono la già ricca collezione.

Trani è un gioiello della Puglia. Vi ho mostrato le punte di diamante, quelle che, da Sud a Nord, l’avvolgono in un abbraccio discreto e silenzioso. Viverla spetta solo a voi, ora.