Biologico, EMILIA ROMAGNA, ITALIA, Vegano

QBIO E L’ALTERNATIVA DI UN PRANZO SENZA RINUNCE

QBio

Da un Bio ad un altro Bio. Questo, però, non è padre, ma è Q, QBio. Q come il personaggio di James Bond. Solo una mia associazione, non credo centri nulla 007 con il titolo del locale.

Se con Padre Bio abbiamo assaggiato la cucina alternativa a Trani, con QBio lo facciamo nell’entroterra Romagnolo, a Cesena.

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Mezza giornata in questa graziosa città. Una improvvisazione ed una rivelazione, a dire il vero.

Mezza giornata, inaugurata con questo pranzetto al QBio.

Come ci sono arrivata, in tutti i sensi? Beh, partiamo col dire che, come buona parte dei consumatori, specie se allergici, cerco di informarmi prima. Smanetto un po’ su internet, per usare un termine alla buona: blog, forum, recensioni, social network, incrocio rapidamente i dati e cerco di arrivare ad una conclusione.

Il pomeriggio a Cesena, quello pre Gluten Free Expo, lo avevo meditato qualche giorno prima, anche un po’ improvvisando. Non posso dire fosse il sogno della mia vita visitare Cesena. Poi ho abbandonato l’idea, perché mi son detta “In mezza giornata, cosa potrò mai vedere?“. Poi, in treno, direzione Rimini, ho ripreso l’idea (e gli appunti), ho unito i puntini e mi son detta, ancora, “certo che qualcosa la vedi in mezza giornata, poi vuoi mettere il potere dell’improvvisazione, vedrai che verranno fuori cose che non ti aspetti“. E così fu.

La prima bella sorpresa è stato il QBio, scovato secondo i metodi descritti sopra.

Cos’è QBio e perché si chiama così?

A pelle credo si tratti di un format, più che di un semplice ristorante.

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Gestione giovane e dinamica, prima di tutto dell’azienda agricola a conduzione biologica, quella da cui ricavano buona parte delle materie prime. Gestione molto free, anche quella del locale, poi.

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Ambiente molto informale e giovane, alternativo, come mi ha detto il tassista che mi ci ha accompagnata. “Brava, vacci, ci son stato anche io, si mangia bene. Anche se io, con queste cose un po’ alternative, non tanto familiarizzo, sono più per la cucina romagnola autoctona. Ma vacci perché ci va un sacco di gente, è un posto che va, poi hanno anche delle birre molto particolari“.

Dicevo… l’ambiente è informale, ma non di quell’informale stile gestione familiare, quello degli habitué, che vengono chiamati per nome e poco ci manca che ti affettino anche la carne. Magari ci saranno anche (gli habitué), ma, in questo caso, mi riferisco ad un informale più stile locale per giovani. Quello in cui si viene la sera a consumare una birra o una cena, alternativa alla solita pizzeria.

Qbio

Perché scrivo alla sera, se ci son venuta a pranzo? Perché credo che alla sera questo locale dia il meglio di sé, soprattutto in estate.

Il genere è quello di una terrazza coperta, design industriale, schiere di lampadine esterne, molto pub-giardino. Mi ha ricordato un po’ i pub in rovina che ho visto a Budapest, anche se questo è tutt’altro che in rovina. Qui l’alternativo è curato, lì, a Budapest, è radical, bisogna crederci per andarci.

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Al di là delle luci e dell’ambiente in generale, mi son convinta che sia un locale più da cena e dopocena, anche per la quantità di avventori. Ora di pranzo, venerdì, quindi anche a ridosso del week-end e: io, in solitaria; una coppia di amiche alle mie spalle; altra coppia di amiche un po’ più all’interno e tavolata di lavoro accanto a me. Nulla di male, eh, si è stati tranquilli. Ma, ha un potenziale molto più rockettaro. Ne son certa, lo esprime al momento giusto. Me lo immagino esplodere di gente, tutti i tavoli occupati e la gente fuori, in fila, magari a sorseggiare questa birra particolare, che aspetta il proprio turno.

Lungo excursus sull’ambiente generale a parte, come si è mangiato al QBio e perché è un locale Free From?

Come vi ho scritto, la materia prima deriva dalla loro azienda biologica. Quella che può derivare almeno. Per il resto si affidano ad altri fornitori locali, per ingredienti sempre a Km 0. “Non siamo di quelli radicali, biologico a tutti i costi. Se per farmi arrivare una materia prima che mi serve, devo rivolgermi all’altro capo del mondo, purché sia bio, preferisco prendermela sul posto, dai locali, anche se biologica non è“. E come darle torto? Parole della titolare, eh, non parole mie.

In secondo luogo, il locale presenta una discreta offerta di alternative vegane, nel menù. Buona parte di esse, forse tutte, derivano da prodotti a base di riso, realizzati interamente da loro. Questo me l’hanno detto quando, senza saper nulla, mi son complimentata per il sapore dello stracchino e della cheese cake vegan, ovviamente, a base di riso.

E già che vi ho svelato parte dei prodotti che ho consumato, facciamo che vi mostro tutto il menù, scelto.

Vellutata di carote, con scaglie di stracchino vegano, appunto. Arancione, che è già tanto, visto che è il mio colore preferito, con olio d’oliva in evidenza e, finalmente, delle scaglie bianche formaggiose sul mio piatto, senza rinunce. Portata vegana, senza lattosio, caseina, uova, pesce, frutta a guscio.

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Hamburger di Quinoa, con rucola e mayo veg. Originariamente anche con pomodorini, ma, per me nulla, non posso. Allergeni? Come sopra. Un piatto vegano, quindi.

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Per dessert, poi, cosa c’è per me?“, ho sempre grandi aspettative verso questi locali. “Una cheese cake alle more, è realizzata con un nostro formaggio di riso e può stare tranquilla“. ” Ma bene, proviamola!” Ed eccola qua.

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Soda, budinosa, cellulitica e gelatinosa. Tutte accezioni positive, chiaramente. La consistenza è stata quella giusta e a dirvelo è una che non tocca una cheese cake dal ’90. No, scherzo, ma da molto tempo, sicuramente, sì.

Morale della favola: un locale che consiglio. Ho sfogliato su internet delle foto di pizze che mi han fatto venire l’acquolina in bocca solo a guardarle, figuriamoci. Ma credo sia una soluzione solo serale. A pranzo si va con le portate classiche, senza pizze. Se potete, fateci un salto a cena, altrimenti, sapete cosa di buono vi aspetta a pranzo.

Fatemi sapere, come sempre, e la prossima volta vediamo cosa mi ha regalato questa città, in mezza giornata.