Caseari, Cultura, EUROPA, Nichel, REPUBBLICA CECA, Sapori Free From, Uova

PRAGA: MUSEO DI MUCHA E GRIGLIATA DI CARNE FREE FROM

Praga

Siamo a due passi dal Museo di Mucha e ce ne andiamo a mangiare (non a comandare) in un ristorante molto tipico di Praga. Il suo nome è U Jindrišske véze. Avanti, pronunciatelo correttamente!.

Il posto è rustico e molto poco turistico, con un trionfo di orologi alle pareti. È stata davvero forte la sensazione che, qui, gli avventori quotidiani fossero habitué. Potrete osservare un anziano signore, al suo solito tavolo, che mangia il solito, servito dal personale che ormai lo tratta come un nonno della trattoria.

praga_grigliata_1

Ancora, gruppi di uomini, magari colleghi, che qui ammazzano la pausa pranzo fra un boccone, un sorso di birra ed una partita a carta. Avete letto bene: una partita a carte. Non sarà difficile, girando fra i locali di Praga, essere circondati da allegre tavolate di praghesi che finiscono il terzo giro di birra davanti ad un ventaglio di carte. In tutta onestà, questa bizzarra usanza, l’ho utilizzata quale parametro di valutazione della tipicità di un ristorante. Se molti dei commensali, ad un certo punto, sfoderavano il loro mazzo di carte, allora il livello del ristorante era poco turistico.

Chiusa questa parentesi un po’ da bisca clandestina, com’è stato il posto?

Accogliente e molto informale. Ah, altra caratteristica delle tavole boeme: dovrete apparecchiarvela voi. Nel senso che le posate sono tutte raccolte in un contenitore che sembra un portapenne, magari anche insieme ai tovaglioli di carta. Al massimo troverete solo la tovaglia stesa sul tavolo. In questo, come in molti altri casi, neanche quella. O tovagliette di carta, un attimo prima che vi arrivino le portate, o nulla.

praga_grigliata_2

Meglio, casomai volessimo cambiar forchetta ad ogni boccone, potremmo farlo.

Chiusa anche questa parentesi bon ton, com’è stato il cibo?

Qui ho consumato il mio primo pasto a Praga. Oggettivamente, per quanto ci si possa preparare prima, ogni volta che si arriva in una città nuova estera, tocca familiarizzare col menù. Ecco, dati tutti i miei problemi di intolleranza alimentare, son andata sul sicuro e, con il mio lui, ho smezzato un bel tagliere di carne alla griglia.

Ok, giustifico tutti coloro che stanno per obiettarmi una certa ripetitività nelle portate scelte. Apparentemente potrei darvi ragione, solo apparentemente, perché, con il sapiente utilizzo di spezie che fanno nella Mitteleuropa, ogni grigliata che provi ha un gusto diverso.

Qui di spezie ce ne son state, eccome. Piccantina…

praga_grigliata_3

Allergeni? È carne, come ci insegnano i maestri, da sola, non contiene lattosio, caseina, glutine, uova. Basso livello di nichel e basso livello di istamina. Chiaro che, se voleste assicurarvi il senza lattosio e senza glutine, dovreste evitare tutte quelle salsine in bella mostra. Non ne avrete bisogno, fidatevi, la carne è ottima e saporita già così.

Ultima panoramica sul ristorante e grande graffite proprio sulla sua parete laterale.

praga_grigliata_4

praga_grigliata_5

Lasciandoci alle spalle il pranzo, spostiamoci al Museo di Mucha. Davvero siamo a pochissima distanza. Ve la mostro da Maps.

praga_mucha_3

Chi è Alfons Mucha? Un artista, un grafico, un pittore, un fotografo, ma prima di tutto un grafico. Anzi, la sua figura è collegata principalmente a quella della grafica, come diremmo oggi, pubblicitaria. Ed è collegata sicuramente anche alla città di Praga.

praga_mucha_01

I poster o manifesti, come dir si voglia, sono la punta di diamante della carriera di questo artista.

Esponente dell’Art Nouveau, ha dato un volto femminile a qualunque campagna pubblicitaria stampata gli venisse commissionata. Dalla Nestlé a Möet & Chandon, ha portato la comunicazione per strada. Questi coloratissimi manifesti che hanno rotto il grigiore delle strade cittadine, e che, almeno una volta, avrete sicuramente visto da qualche parte.

Al museo, e non vi aspettate metri e metri quadrati di esposizione, a malapena due sale, c’è proprio questo. Le sue opere ed i suoi poster, non tutti, solo alcuni.

Ecco, a me è piaciuto. Trovo il suo stile molto delicato e rasserenante, colori sussurrati più che urlati. Nonostante l’esiguità dell’esposizione, credo sia valsa la pena andarci. Il mio ragazzo non la pensa esattamente come me, ha ritenuto il costo del biglietto eccessivo rispetto al numero di opere presenti. Punti di vista diversi. Dipende da quanto siete appassionati d’arte.

praga_mucha_2

E non vi faccio vedere qualcosa? No, nel museo sono bandite le fotografie. Vi toccherà andarci direttamente o spulciare su internet per farvi un’idea. Anzi, un’idea dello stile ve l’ho abbondantemente trasmessa con tutti i dettagli della vetrata, presente nella Cattedrale di San Vito.

Per ora chiudo qui, nel prossimo post guarderemo da vicino il simbolo per eccellenza di Praga nel mondo: l’orologio astronomico.

Bye bye.