Puglia

PORTA D’ALBA: STORIA, CULTURA E LEGGENDE

Porta d'Alba

Le storie e le leggende di Napoli non si esauriscono solo nei suoi sotterranei. Ogni strada, via, pertugio e abitazione ha il suo bel carico di magia e cultura popolare. In questa occasione, ci fermeremo ad ammirare uno scorcio molto caratteristico della città, su cui vale la pena spendere un po’ di parole: Porta d’Alba.

L’arco incriminato collega Piazza Dante a Piazza Bellini, attraverso l’omonima via: via Porta d’Alba, appunto.

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Il luogo è suggestivo per via della forte concentrazione di librerie, sia storiche che recenti.

Supponiamo di arrivare da Piazza Bellini e lasciarci alla spalle tutto il Decumano Maggiore. Improvvisamente ci troveremo circondati da banchi e teche espositive con ricche collezioni di libri, antichi ed attuali, fumetti, dipinti, stampe, vinili.

Inevitabilmente, almeno se siete un po’ amanti della lettura, sarete portati a fermarvi e spulciare fra queste bancarelle, naturale estensione delle librerie presenti.

Se avrete abbastanza tempo da spenderci, qualcosa di vostro gradimento la troverete sicuramente.

Io, ad esempio, mi son portata a casa due narrative d’autore, in miniatura. Così, giusto per ricreare, in un piccolo angolo di casa mia, qualcosa che mi ha già incantata in quel di Cesena.

Se posso darvi un consiglio, spendetecelo pure, un po’ del vostro tempo, a Porta d’Alba. Magari guardatevi intorno, catturate i dettagli e, più di tutto, parlate con i librai e fatevi raccontare la storia di questo posto.

Quello che potrete scoprire, probabilmente, avrà un valore altrettanto prezioso quanto i racconti contenuti nei libri che sfoglierete, proprio qui.

Innanzitutto va precisato che l’origine di questa porta è più popolare che aristocratica, anche se a battezzarla è stato il Duca d’Alba, Don Antonio Àlvarez De Toledo.

In questo stesso posto, fino al lontano XVII Sec, sorgeva un torrione a chiusura della cinta muraria della città antica. Ma i napoletani, da grandi pragmatici quali son sempre stati, per agevolarsi il passaggio da parte una parte all’altra di Napoli, si sono aperti un pertugio di fortuna.

Sicché il Duca ha ritenuto opportuno rifinire il lavoro già avviato dalla popolazione, con una bella porta a lui intitolata.

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Fatta questa giusta premessa storica, gli accadimenti realmente suggestivi sono quelli legati alle leggende ed ai fatti di cronaca, qui, consumati.

Una fra queste è quella di Maria ‘a Rossa, ‘a strega ‘e Port’Alba.

Lei, Maria, una bella ragazza dalla folta e riccia chioma rossa, al di qua del pertugio.

Lui, Michele, il suo spasimante, al di là del passaggio.

Le occasioni per potersi incontrare: nessuna. Solo uno scambio di sguardi e parole attraverso il foro di fortuna, aperto dai napoletani, prima della Porta.

La naturale evoluzione: l’amore, il matrimonio, l’idillio e poi la tragedia.

Si narra che nei primi tempi di edificazione della Porta, sorgesse una fonte ritenuta magica ed a tratti maledetta. Una fontana che, in una tranquilla sera di passeggio, non ebbe pietà del profondo amore che univa la coppia.

Così, mentre loro rientravano a casa, attraversando questa nuova Porta e costeggiando la fontana, lui, Michele, rimase intrappolato e non fu più in grado di muovere un passo.

Vani furono i tentativi di Maria, di riportarlo a casa e chiedere aiuto. Nulla potè smuovere le gambe bloccate e atrofizzate di Michele.

Il sacrilegio era stato molto potente, lui sembrava destinato a rimanere lì per sempre e la povera Maria, non potendone più, se ne tornò a casa.

Michele, però, riuscì a muoversi di nuovo, ma sentendosi abbandonato da tutti, sposa inclusa, andò via dalla città e l’abbandonò per sempre.

Fu così che la bella e felice Maria dai capelli rossi, si trasformò in una disperata, diabolica e terribile strega, dai capelli rossi.

Fatti strani, incantesimi, qualunque evento paranormale potesse accadere da queste parti venne imputato a lei e l’inquisizione non lo tollerò.

Maria venne ingabbiata e appesa sotto l’arco di Porta d’Alba, lasciata morire di sete e di fame, mentre, con gli ultimi aliti di respiro, giurava vendetta alla popolazione ed a tutte le generazioni a venire.

Ancora oggi, ascoltando i racconti di chi, in questa zona di Napoli, ci abita o ci lavora, qualcuno dichiarerà di aver visto il suo spirito aggirarsi fra le bancarelle o aver sentito il suo pianto disperato.

Un altro angolo di Napoli che, oltre ad offrirvi tutto il fascino della storia, vi regalerà la suggestione delle superstizioni e leggende di quartiere.

Altre curiosità su questa via?

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La Libreria Guida, dichiarata Bene Culturale dello Stato e l’Antica Pizzeria di Porta d’Alba, la prima pizzeria di Napoli e la prima nel mondo.

Di ragioni per visitarla, credo di avervene date a sufficienza. Ora, spetta solo a voi venirci.