Cultura, ITALIA, Puglia

POLIGNANO A MARE: INCANTEVOLE PERLA PUGLIESE

Polignano

Oggi faremo un passo indietro e andremo a visitare una delle perle più incantevoli della Puglia: Polignano a Mare.

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Lo so, negli ultimi anni, articoli, foto, video, reportage sugli scorci di Polignano si sono letteralmente sprecati.

Buttar giù due righe che non risultino banali e già lette è praticamente impossibile, ma non lo avrei mai fatto mancare nel mio blog.

Polignano è una bomboniera, un pezzo unico al mondo che custodisce pezzi unici al mondo. Averla a pochi chilometri di distanza da casa è solo un privilegio, perché ci posso tornare tutte le volte che voglio. E ci torno tutte le volte che posso.

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Va bene, dichiarazioni smielate a parte, cerco di rientrare nei ranghi e scrivere una recensione il più possibile oggettiva.

Polignano a Mare è una località balneare che dista poco più di 20 km da Bari.

Se siete amanti degli strapiombi sul mare, anche di poche decine di metri, delle grotte e della speleologia, qui siamo nella zona ideale.

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La prima attrattiva di Polignano è senz’altro la sua costa frastagliata, carsica e scavata dalle onde. È una delle poche località marine in cui il rumore del mare non è mai un sottofondo “ambient“, ma un suono poderoso e dominante.

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Le onde che si infrangono contro la scogliera producono un fragore quasi assordante, anche quando è calmo come una tavola. Lo adoro. Ho sempre adorato la potenza del mare contro le rocce. Della serie “Qui, vi faccio sentire chi comanda“.

L’ideale è senz’altro venirci d’estete o, comunque, in primavera inoltrata. La zona è parecchio ventilata, almeno la costa, e in inverno il vento freddo e tagliente potrebbe mettervi a dura prova.

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Così, dopo aver catturato tutti gli scatti che potrete catturare, meglio addentrarsi nel dedalo di vicoli del Centro Storico.

Casette bianche, cespugli fioriti, archi, strade in pietra, una passeggiata candida come ne possono capitare tante nei diversi borghi di quest’area pugliese.

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In inverno ha un sapore particolare. Ammetto di esserci venuta sempre nella bella stagione ed esser stata travolta dalla ressa dei turisti.

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Nel periodo più freddo dell’anno è tutta un’altra storia. Molti dei negozietti di souvenir, delle bancarelle, degli artisti di strada e persino dei ristorantini carini che popolano il centro storico, sono chiusi.

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I turisti si contano sulle dita di una mano e son quasi tutti stranieri. A frequentare i bar ci sono principalmente abitanti e habitué, intenti a consumare tisane o cioccolate calde, al posto dei rinfrescanti cocktail estivi. Noi siamo stati un’eccezione allo scorrere tranquillo della routine invernale. Un’esperienza da fare. A San Valentino, poi, di romanticismo ce n’è da vendere, fra queste strade.

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Più conosciuta è senz’altro la Piazza Vittorio Emanuele II, con il suo orologio a carica manuale. Proprio così, viene ancora caricato a mano. E, a pochi passi da quest’ultimo, la Chiesa Matrice dell’Assunta, che non abbiamo potuto visitare all’interno, perché chiusa. Magari, fra qualche mese, sarete più fortunati.

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Proseguendo lungo l’asse principale, che collega il Centro Storico con il borgo nuovo della cittadina pugliese, passerete per la Porta Marchesale.

Anche Polignano ha le sue belle mura a dividere il “vecchio” dal “nuovo”. Dalla Porta, potrete attraversare l’ingresso trionfale per le bellezze più suggestivi del luogo.

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La noterete senz’altro per due ragioni. La prima è legata alla sua architettura, tipica di una Porta medievale, e per la tela posta sotto l’arco.

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La seconda è costituita dalla sua localizzazione. Siamo a pochissimi passi dalla Lama Monachile, il ponte più famoso e fotografato di Polignano. Non credo di dover aggiungere nient’altro se non mostrarvi gli inflazionatissimi scatti.

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A poche centinaia di metri dalla Lama c’è un’altra piazza molto gettonata di Polignano, quella con il Monumento a Domenico Modugno.

Il noto cantante pugliese può vantare i suoi natali proprio nella città di Polignano e sfido chiunque a nascere in un posto così e non essere grato alla vita, come ha fatto lui nei suoi brani più famosi.

Il monumento, in tutta la sua semplicità, esprime l’essenza dell’artista e del luogo. Le braccia aperte al cielo, la giacca che si solleva controvento, quasi a voler spiccare il volo e, alle spalle, tutto il “meraviglioso” lungomare di Polignano. Herman Mejer, lo scultore argentino che l’ha realizzato, non poteva esprimere meglio di così la sostanza del noto cantautore.

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Luoghi da visitare, oltre a quelli menzionati, ce ne sono diversi altri, in quel di Polignano. Dal Museo Pino Pascali, fino alle chiese ed alle masserie dell’agro circostante. Credo, comunque, che una bella passeggiata per le vie del paese, soprattutto se non ci siete mai stati, sazi abbastanza tutti i sensi.

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Cosa manca all’appello? Il Gusto? Potrete saziare anche quello, qui si cade bene un po’ ovunque.

Anche Polignano è patria di focaccia, quella buona. Ne troverete un in ogni dove, soprattutto nei pressi di Lama Monachile.

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Per chi può, poi, c’è un caffè speciale da gustare. Scrivo per chi può, perché decisamente non è un caffè Free From: caffè, zucchero, limone, panna, amaretto. Da starci alla larga se, come me, soffrite di intolleranza a questi specifici alimenti, ma anche a caseari, glutine, frutta a guscio, nichel, istamina, lieviti. Non è una nota “senza”, solo un suggerimento per chi esigenze alimentari speciali non ne ha.

Per il Free From dovrete attendere il prossimo articolo, quando vi scriverò del mio pranzo all’Archibugio.

L’ultima chicca polignanese sarà, invece, l’Abbazia di San Vito. Anche questa avrà un suo post dedicato.

Ora, spazio ai vostri commenti, perché so che la maggior parte di voi è già stata a Polignano.

A presto