Città, Cultura, Veneto

PALAZZO DEL BO: NON SOLO GALILEO

Palazzo del Bo

Visitare Palazzo del Bo per chi va a Padova è un must imprescindibile, ed è quello che ho voluto fare anche io, in questo ultimo giorno di vacanze pre-pasquali.

Stilando la tabella di marcia di questo viaggio e documentandomi sui diversi punti di interesse da non perdere, ho scoperto che proprio in questo palazzo ha sede la prestigiosa, quanto antica, Università di Padova, che ha avuto, fra i diversi docenti illustri, niente po po di meno che Galileo Galilei, la cui cattedra è ancora intatta e visitabile nella Sala dei Quaranta.

Stiamo parlando di una delle prime Università in Italia e in Europa, di quelle che faceva laureare gli studenti stranieri nel ‘400 senza l’obbligo di convertirsi alla religione Cattolica.

Stiamo parlando dell’università che per prima in Europa ha costruito un Teatro Anatomico: un grande salone che si sviluppa in verticale, con i suoi sei piani a forma ellittica, tutti affacciati sul tavolo anatomico, su cui venivano sezionati i cadaveri per gli studenti di Medicina.

Stiamo parlando di una Università con la U maiuscola, rinomata, di forte richiamo, un po’ coma la Harvard del Medioevo, quella in cui hanno insegnato nomi talmente altisonanti da aver fatto la storia della scienza e della medicina.

Palazzo_del_Bo_1

Tenendo ben a mente questa idea, chiunque immaginerebbe il Palazzo del Bo come un luogo austero, rigoroso, in cui gli studenti sono persone tutte d’un pezzo, geni, sgobboni e se vogliamo anche un po’ figli di papà. Bene, ciò che ho scoperto visitando questo posto è qualcosa di completamente diverso dall’immaginario che mi ero costruita, stilando il mio itinerario.

Palazzo_del_Bo_2 Palazzo_del_Bo_3 Palazzo_del_Bo_4

Premesso che il Palazzo del Bo è bellissimo e merita un tour guidato, non fosse altro per toccare con mano i luoghi calcati dai personaggi che ne hanno fatto la storia.

Il mio consiglio è di presentarvi alla biglietteria almeno mezz’ora prima del turno che sceglierete per la visita. Sì perché l’afflusso di turisti è altissimo, i posti limitati e, a meno che non siate un gruppo di 10 persone, vi sarà impossibile prenotare in anticipo.

Questo è quello che ho fatto io: mi son presentata parecchio tempo prima dell’inizio del tour, e nel mentre attendevo la guida che ci avrebbe condotti nelle sale del Palazzo, sono stata attratta dagli annunci scritti sulla porta del bar dell’università, o per lo meno ho creduto che fossero annunci.

Vi mostro quello più appariscente, anche se, per via del riflesso, non riuscirete a leggere molto: 69 buoni motivi per bere il Polifonico.

Palazzo_del_Bo_5

Posto che già l’accostamento delle parole bere e polifonico vi suonerà (è il caso di dire) strano, perché la prima si associa ad un drink, una bevanda, la seconda generalmente ad un coro di voci.

Ciò che troverete scritto in questo elenco è a dir poco spiazzante. Vi cito solo alcune delle frasi scritte:

14) Per tenere a bada il colesterolo

18) Perchè bevuto al mattino stimola l’intestino

57) Perchè previene la crisi depressiva

16) Per fare contento il signor Mario…..

…..il Signor Mario, quest’uomo ultrasettantenne che gestiste il bar da 1949 insieme alla moglie e che, nel bel mezzo della mia lettura, mi ha interrotto con un “letti tutti?”

Con queste premesse non ho potuto fare a meno di entrare nel bar e farmi raccontare cosa fosse questo polifonico.

Ciò che ne è venuto fuori è stata un’illustrazione della più autentica tradizione studentesca padovana che, in barba ad ogni idea di rigore, austerità e conformismo, la vita se l’è goduta sul serio.

Il Signor Mario è davvero un detentore di conoscenze, senza nulla togliere alla guida che ci ha accompagnati nel tour culturale del Palazzo. Mentre consumerete il vostro caffè o, meglio ancora, il vostro Polifonico, vi racconterà tutto ciò che di più curioso i suoi occhi hanno visto, le sue orecchie ascoltato, le sue mani preparato. Fatta eccezione degli ingredienti del Polifonico, questo aperitivo miracoloso, a leggere tutte le ragioni per cui bisognerebbe berlo, di cui nessuno, ed a detta sua, nessuno sa come sia fatto.

Mentre consumavo il mio caffè, dunque, ho chiesto al Sig. Mario cosa fossero tutte quelle feluche e quelle medaglie appese all’interno del suo bar.

Sono i simboli che distinguono da sempre le facoltà ed i ruoli gerarchici ricoperti dai Goliardi.

Antica infatti è la tradizione goliardica all’Università di Padova, e il Polifonico, che prende il nome dalla celebre banda goliardica “Polifonico Vitaliano Lenguazza”, è la bevanda tipica proprio dei giovani goliardi padovani.

Palazzo_del_Bo_6

L’importanza di questa tradizione si evince anche nei pannelli che rivestono le pareti del bar. Partendo da quello di sinistra, sono raffigurati i goliardi che consumano il loro Polifonico offerto dalla matricola, al bar di Mario, e ancora i goliardi che lottano per salire per primi sulla cattedra del docente, il primo giorno dell’anno accademico, ed avere così la carica di Tribuno, e ancora i festeggiamenti per la laurea. Un’intera carriera universitaria racchiusa in tre pannelli, giù al bar da Mario (sembra quasi una canzone di Ligabue…).

Palazzo_del_Bo_7

Non vorrete mai andarvene da questo posto, perché sarete troppo curiosi di scoprire quanti altri aneddoti il Sig. Mario potrà raccontarvi. Certo è che il suo bar è un vero forziere di ricordi, cimeli, fotografie, e…papiri, come recita un annuncio, vero questa volta, affisso sulla porta del suo bar. Ma di cosa si tratta, lo lascio scoprire a voi, se e quando avrete occasione di andarci.

Palazzo_del_Bo_9

Per me infatti, era arrivata l’ora di proseguire il tour del Palazzo e poi via verso la fiera World Allergen Food, in corso a Padova proprio in quei giorni, e la mia cena tutta free from Al Carmine.

A presto.