Città, Veneto

PADOVA: UNA CITTÀ ALL’INSEGNA DEL SENZA

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Ho pianificato il mio viaggio a Padova già da un po’ di tempo, da quando ho scoperto che in questa città si sarebbe svolta la prima edizione del World Allergen Food: la prima “fiera del senza” in Italia, tutta interamente dedicata a prodotti, servizi, aziende, studi e conferenze per chi soffre di allergie e intolleranze alimentari e non.

Non potevo farmi scappare questa opportunità, per fare un giro fra le aziende e scoprire magari nuovi prodotti che anche io, con tutti i miei problemi di digestione, posso consumare. E poi per cogliere l’occasione di un confronto con esperti, una chiacchierata con chi condivide il mio stesso problema e ancora approfondire certe dinamiche, oltre alle evoluzioni che scienza e industria stanno praticando.

Ho creduto di non dovermi far scappare la possibilità di partecipare alla fiera almeno come visitatore, sicuramente mi avrebbe aperto gli orizzonti.

Stabilito questo, ho programmato ben benino il mio viaggio a Padova.

Ho fatto ricerche, delineato mappe, percorsi, e alla fine ho deciso di partire un po’ di giorni prima dell’inizio della fiera, per godermi quella che si sarebbe rivelato un vero gioiellino, nel cuore del Veneto.

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Padova, innanzitutto, è nota come la città dei tre senza: il Santo Senza Nome (Sant’Antonio), il Prato Senza Erba, il Bar Senza Porte. Tre icone, quindi, da non farsi scappare una volta sul posto: la Basilica di Sant’Antonio, Prato della Valle, il Caffè Pedrocchi.

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E ancora Padova si è rivelata una città d’arte: la Cappella degli Scrovegni con gli affreschi di Giotto, il Museo degli Eremitani, gli affreschi di Giusto De’ Menabuoi, al Battistero del Duomo e nella Basilica stessa, ma anche Canova, Mantegna e Donatello.

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Padova città di scienza ed erudizione. Dai luoghi di Galileo Galilei, giusto per citare un nome a caso, al Palazzo del Bo, sede di una delle più antiche università d’Italia e d’Europa.

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Padova è anche città di street art, con i graffiti di Kenny Random, di piazze e mercatini, di orologi, come quello al Palazzo della Regione ed a Piazza Dei Signori.

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Infine, non certo per importanze, Padova è una città all’insegna del senza anche per quanto riguarda il cibo. Non credo sia un caso che la prima edizione di una fiera dedicata agli intolleranti ed agli allergici abbia luogo proprio qui, ma con una certa sicurezza posso affermare che chi soffre di questi problemi dal punto di vista alimentare non dovrebbe incontrare difficoltà a sfamare il proprio appetito senza rinunciare al buon gusto.

Dallo street food al gourmet, passando per il vegan e la cucina tipica, ci sono diverse soluzioni valide per chi soffre delle più disparate intolleranze: dal glutine al lattosio, dalle uova al nichel, dalla frutta a guscio al pesce.

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Tenendo conto di tutto questo, ho stilato anche un preciso itinerario dei posti in cui andare a consumare un pasto, che fosse pranzo, cena, aperitivo o merenda ed infine colazione.

Già colazione, perché in tutta questa organizzazione sono riuscita a trovare anche un B&B, posto appena fuori dalla zona pedonale del centro storico, vegan ok e disponibile a prepararmi una colazione senza lattosio.

Il B&B Torresino, così si chiama, si è rivelato carino e confortevole.

A pochi passi dal centro, è raggiungibile a piedi dai maggiori punti di interesse di Padova. Silenzioso, forse un tantino isolato di sera, per via delle strade un po’ deserte e buie che bisogna attraversare per poterci arrivare, ma di fondo tranquillo. Quasi tutte le sere son rientrata da sola e non ho avuto alcun tipo di problema, forse solo un po’ di suggestione.

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L’ambiente è pulito, abbastanza semplice e senza pretese. La mia stanza si affacciava su una verandina niente male, l’unica del B&B credo.

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Daniele, il gestore, molto cordiale e disponibile, non mi ha fatto mancare nulla ed è davvero venuto incontro a tutte le mie esigenze alimentari, come mi aveva accennato al telefono al momento della prenotazione.

Di fatto questa è stata la mia colazione: cappuccino e cornetto, rigorosamente vegan e senza lattosio, marmellata biologica e pane tostato. Colazione senza pretese, essenziale, ma più che sufficiente ad affrontare i diversi giorni in giro per Padova.

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Qualche consiglio da darvi prima di rimandarvi ai prossimi aggiornamenti sugli angoli più interessanti della città:

1) contattate direttamente sia le strutture ricettive che i ristoranti in cui intendete recarvi, prima di farlo direttamente, non fosse altro per capire se hanno qualcosa da offrirvi anche in virtù della vostra allergia o intolleranza alimentare.

2) Se non avete voglia di farvi un itinerario o stilare un programma preciso di cosa visitare e cosa no, quantomeno informatevi sugli orari di apertura dei musei. Il Palazzo del Bo, ad esempio, propone orari di visite precise, della durata di 45 minuti e alterne per mezze giornate: lunedì pomeriggio, martedì mattina, mercoledì pomeriggio, venerdì pomeriggio e sabato mattina. Solo il giovedì è visitabile tutta la giornata. Non è quindi sempre aperto. Ancora, il Palazzo della Regione, il lunedì è chiuso. Se non volete correre il rischio di farvi sfuggire qualcosa, almeno annotatevi gli orari e cercate di prenotare le visite per tempo.

3) Prenotate le visite per tempo. L’affluenza di turisti in certi periodi dell’anno e per certi luoghi di richiamo, come la Cappella degli Scrovegni o il Palazzo del Bo, è a dir poco superiore alla disponibilità. Se vi interessa visitare questi luoghi, cercate di prenotare l’orario della visita con qualche giorno o settimana d’anticipo, anche perché diversamente non vi faranno entrare e più di tutto rischiate di perdervi l’opportunità.

4) In ultimo, vi consiglio caldamente di acquistare la PadovaCard: vi dà accesso gratuito e illimitato, per tutta la sua durata, a tutti i mezzi di trasporto pubblico, fatta eccezione dei taxi, oltre a darvi l’opportunità di visitare gratuitamente o a prezzo ridotto molti dei musei e Palazzi della città.

Detto questo non mi resta che augurarvi un buon viaggio free from a Padova e una buona lettura dei miei aggiornamenti.

A presto!