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PADOVA: UN SANTO SENZA NOME ED UN PRANZO VEGANO SENZA ALLERGENI

Vegano

Prima di raccontarvi della mia esperienza mistica alla Basilica di Sant’Antonio, nel senso spirituale ed estetico del termine, Vi racconterò del mio pranzetto free from all’Universo Vegano.

A pochi passi dalla via principale, c’è uno dei punti di ristoro fast food vegani, presenti anche in molte altre città italiane, dal nome Universo Vegano.

Come ogni fast food che si rispetti, si entra, ci si ferma al bancone, si studia per bene il menu, si ordina e, contrariamente ad altri fast food, ti servono le portate direttamente al tavolo.

In una saletta proprio alle spalle del bancone, ci sono i tavoli con gli sgabelli, grandi o piccoli, a seconda del numero di persone.

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Come dice il nome stesso del locale, il menu è tutto rigorosamente vegano, quindi , che ve lo dico a fare… un porto sicuro per chi soffre di intolleranze ed allergie alimentari e rigorosamente senza lattosio, caseina, uova, e in alcuni casi anche senza nichel e nocciole. Bene anche chi ha problemi con l’istamina.

Io ero davvero affamata e ho ordinato un panino Vegan Spicy, senza salsa piccante, con un bel medaglione di verdure, formaggio vegan, paté di olive ed insalata.

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Una gustosa Chop Salad, con formaggio vegano e cotoletta di tofu.

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E per non farmi mancare nulla, un ottimo dessert dal nome Veg Hélène, ovvero un tortino di cioccolata fondente e pere.

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Che altro dirvi se non che è da provare, per chi è intollerante ai caseari, alle uova, al nichel, istamina e frutta secca. La qualità buona, il gusto altrettanto, veloce, soddisfacente per chi cerca una soluzione al volo, certo di non correre rischi e, più di tutto, di non dover rinunciare ad un ottimo dessert.

Qui la scelta anche solo per un rapido spuntino.

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Fast lunch terminato, pancia piena, bella contenta, me ne sono andata dritta verso la mia prossima meta, quella forse più nota ed identificativa di questa città.

Siamo infatti giunti all’icona di Padova nel mondo, in quello religioso almeno: Sant’Antonio e la Basilica.

Ero già stata qui da piccola, moltissimi anni fa, di ritorno da una vacanza fatta con la mia famiglia, ed il ricordo che avevo della Basilica di Sant’Antonio era completamente diverso da ciò che ho visto.

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Esternamente è semplice e lineare, anche se gli stili che si possono identificare sono diversi. Dalla facciata romanica alle cupole bizantine, nel complesso è uniforme. Solo entrando si dispiegherà un concentrato di capolavori e opere dalle firme più altisonanti e rinomate. Dagli affreschi di Giotto, a Mantegna (anche se quest’ultimo è conservato al Museo Antoniano), da Bembo a Donatello, senza nulla togliere a Giusto De’ Menabuoi, forte è il senso di glorificazione ed esaltazione che i padovani hanno riservato al Santo sin dal 1231, anno della sua morte.

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Culla di sacralità per tutti i devoti pellegrini, che vengono qui ad onorare e ad offrire le loro preghiere alle spoglie del Santo senza nome. Culla del rinascimento padovano per gli appassionati d’arte. Qualunque sia il vostro orientamento, la tappa alla basilica di Sant’Antonio è d’obbligo.

Nel mio rapido giro turistico all’interno della Basilica avrei voluto immortalare ogni angolo con la fotocamera, perché è talmente ricca di opere d’arte che il tempo per ammirarle tutte non è stato  sufficiente e molti particolari mi sono sfuggiti.

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Mi sono incantata a contare le canne dell’antico organo conservato nella cappella di destra, non riuscendo peraltro a terminare. Solo dopo ho scoperto che ne sono ben 4189.

Ancora l’altare progettato e realizzato da Donatello, gli affreschi che sovrastano il deambulatorio e che molto ricordano la volta della cappella degli Scrovegni, le innumerevoli reliquie della Cappella del Tesoro, i bronzi che adornano l’altare, c’è tanto da osservare, tanto da ammirare.

Ma in questo armonioso frastuono di opere d’arte, il silenzio e la compostezza che circondano l’altare, dove riposano le spoglie di Sant’Antonio, richiamano al raccoglimento ed alla preghiera, quasi alla commozione.

E dopo che anche io ho offerto le mie preghiere al Santo, accarezzando le pareti del mausoleo, mentre passavo per lasciar spazio agli altri pellegrini, sono uscita dalla Basilica ricaricata, nello spirito e negli occhi.

C’è ancora molto da scoprire in questa città. Ma questo lo lascio ai prossimi articoli.

Per ora auguro una buona serata a tutti!