TRENTINO ALTO ADIGE

ORTISEI A NATALE: NON SOLO SCI E MERCATINI

Ortisei a Natale - Travel Free From

Ortisei a Natale è una tappa imperdibile per una ragione precisa: i suoi mercatini. Molte località dell’Alto Adige sono gettonate per questo, ma Ortisei, come pochi altri borghi, ha un fascino incredibile.

In questo post non vi mostrerò nulla che abbia a che fare con l’idea convenzionale di Ortisei a Natale.

Niente neve, niente bancarelle, niente luci e addobbi. Lascerò, invece, alcuni spunti alternativi a chi non ama sciare e si annoia a passare in rassegna  i banchi del mercatino.

Vi scriverò di questo piccolo borgo della Val Gardena dove è possibile svolgere attività e scoprire angoli interessantissimi per tutte e quattro le stagioni dell’anno.

Ortisei a Natale piazza - Travel Free From

Io l’ho visitato a settembre, con uno scenario ed un clima completamente diverso da quello natalizio, ma vi assicuro che mi ha colpita come fosse stata la prima volta, anche dopo anni di assenza.

Ecco, allora, cosa fare ad Ortisei a Natale che non sia sciare o visitare mercatini:

  • ASCOLTARE IL LADINO
  • AMMIRARE LE SCULTURE IN LEGNO
  • SCOPRIRE L’ARTE DEI GIOCATTOLI DI JUDITH SOTRIFFER

ASCOLTARE IL LADINO

Ortisei è la culla di un’antica cultura che ha dominato le Dolomiti subito dopo la conquista romana: la cultura ladina.

Dal nome si può facilmente intuire come questa sia frutto delle influenze latine sulle popolazioni “germaniche” che all’epoca abitavano la zona.

La più evidente fra queste è la lingua. Resistendo a ogni forma di globalizzazione che vede una forte presenza di stranieri in quest’area, la lingua ladina è rimasta la terza lingua ufficiale dell’Alto Adige. Di più, è importante il tentativo di rilancio fatto nelle aree in cui è più diffusa: Val di Fassa, Val Gerdena, Ampezzano, Val Badia.

Ad Ortisei, come in altri borghi, viene regolarmente insegnata a scuola, e nella sede Rai di Bolzano vengono trasmessi programmi radiotelevisivi anche in ladino.

Una minoranza culturale di cui gli altoatesini sono molto orgogliosi.

Ecco, non sarà difficili durante il vostro viaggio a Ortisei a Natale, o in qualunque altro periodo dell’anno, notare questo strano suono nelle parole dei gardenesi. Il ladino è la lingua più antica parlata nella regione, più musicale del tedesco ma non melodiosa come le più conosciute lingue latine. Sembra quasi di riconoscere tratti portoghesi perché molte parole terminano con la “S”.

Vi farà uno strano effetto ascoltare gli abitanti del posto parlare tra loro in modo completamente diverso da come si parla in atri centri turistici.

Casomai voleste conoscere più da vicino questa particolare cultura, non perdetevi il museo della Val Gardena – Museum Gherdëina.

Il biglietto intero costa 7 Euro, è aperto da dicembre a marzo solo il mercoledì, giovedì e venerdì, ad eccezione del periodo di Natale in cui è visitabile tutti i giorni.

Nel Museo della Val Gardena potrete scoprire molto di questa terra. Si va dai reperti archeologici, alla pittura, alla scultura del legno ed ai giocattoli, tipiche attività della cultura ladina.

Proprio ricollegandomi a queste vi scrivo degli altri due must da non perdere durante le vostre vacanze a Ortisei a Natale.

AMMIRARE LE SCULTURE IN LEGNO

L’intaglio del legno è un’arte antica tanto quanto la cultura ladina.

La Val Gardena è famosa in tutto il mondo per le sue sculture in legno. Attualmente ci sono molti artisti originari di questi posti che hanno esposto alla Biennale di Venezia o in gallerie a New York, ma tutto parte da molto lontano.

L’intaglio del legno è un’attività a cui si dedicavano i contadini del posto durante il lungo inverno, quando le attività agricole erano sospese. Cosa comune nelle località di montagna, ma con una declinazione molto particolare in quel di Ortisei. Qui i vecchi intagliatori non realizzavano oggetti agricoli o utensili casalinghi, ma statuette in legno.

Hanno avuto la capacità di andare al di là del semplice uso comune delle loro creazioni per intravedere qualcosa di più bello e artistico ed incrementare le entrate economiche familiari attraverso la vendita dei piccoli oggetti.

Il risultato è stato che, col trascorrere dei secoli, la mera attività artigianale è divenuta arte ad altissimi livelli, fino a diventare famosa e unica al mondo.

Sicuramente ne farete una grande abbuffata fra le bancarelle dei mercatini, ma non perdetevi neanche le botteghe più nascoste del centro.

Io, ad esempio, durante il mio viaggio settembrino ho assistito all’evento Art in the centre, l’esposizione per le strade di Ortisei di sculture in legno interpretate in chiave moderna dai grandi artisti.

Ortisei a Natale sculture - Travel Free From

Vi mostro solo alcuni esempi.

Ortisei a Natale sculture legno - Travel Free From

Ortisei a Natale sculture legno design - Travel Free From

Qualcosa di ben diverso dalla rappresentazione classica dei comuni montani. I temi interpretati sono quelli elevati e universalmente validi: dalla forza dei pensieri allo spirito libero, fino alla razionalità ed alla convivenza con gli animali.

Una bella scoperta in un paese che di artistico e pittoresco ha già tanto.

Ortisei a Natale street art - Travel Free From

SCOPRIRE L’ARTE DEI GIOCATTOLI DI JUDITH SOTRIFFER

Strettamente connessa all’arte delle sculture in legno è quella dei giocattoli in legno. Potrete ammirare anche questo al Museo della Val Gardena.

Ortisei a Natale giocattoli legno - Travel Free From

C’è una bottega, però, nel cuore di Ortisei dove questo mestiere diventa il recupero di una tradizione che ha portato le bambole in legno di montagna in tutta Europa.

L’artista è Judith Sotriffer, il negozio qè uello di sua mamma. Ma se venite ad Ortisei a Natale, le troverete tranquillamente al suo stand nei mercatini.

Come l’intaglio del legno, anche quello delle bambole nasce in epoche lontane, quando tutta la famiglia si intratteneva nella stube per realizzarle. Piccole bamboline, con tutti gli arti mobili, realizzate con materiale povero e vendute a prezzi stracciati. Era un modo per dare la possibilità di giocare anche ai bambini meno abbienti, in contrapposizione alle bambole di ceramica delle famiglie aristocratiche.

Nell’Ottocento erano migliaia i pezzi esportati in tutta Europa attraverso i porti olandesi: le dutch dolls o penny dolls, come le chiamavano in Inghilterra per queste ragioni.

Col tempo la tradizione si è persa, fintanto che Judith non l’ha ripresa in mano per riproporla al piccolo mercato locale in chiave più moderna.

Così, questo piccolo gioiello nel cuore di Ortisei ora sforna bambole dai capelli nero corvino, gli occhi azzurri e le gote rosse.

Un piccolo museo d’altri tempi da visitare ed una chicca da regalare ai bambini, che ci riporta nel mondo delle fiabe. Questo troverete visitando il laboratorio di Judith o il punto vendita di sua madre.

 

Allora, vi ho dato una ragione in più per venire ad Ortisei a Natale. Della serie chi ha detto che sciare sia l’unica attività da fare in montagna e i mercatini l’unica da visitare in città?

E alla fine godetevi anche gli scorci dal paese, una catena di cattedrali montuose che vi toglieranno il fiato tutto l’anno.

A voi i commenti ora, quanti di voi hanno programmato una vacanza a Ortisei a Natale? Conoscevate già queste chicche?