ITINERARI GASTRONOMICI, ITINERARI TURITICI

NAPOLI BEST FIVE: 5 LUOGHI X 5 PIATTI SENZA RINUNCE

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Non è che con Praga ci abbia preso gusto, è che un articolo di sintesi, sulle diverse destinazioni dei miei viaggi, ci vuole. Credo serva da orientamento. E ora tocca a Napoli.

Generalmente, quando scrivo di un viaggio, ho la tendenza a recensire tutto, ma proprio tutto. Questo perché, di un viaggio, mi colpisce tutto, appunto. Ma alla fine, alla famosa domanda “Che mi consigli di vedere?“, ne ho talmente tante in testa, che potrei tenere la persona interessata impegnata per oltre tre ore di conversazione a senso unico.

Post come questi servono a fare ordine nella mia testa. Servono a fare mente locale e far risalire a galla le sensazioni più forti (positive o negative) legate ad un luogo o ad un piatto.

Chiusa la breve premessa, scriviamo di questi cinque (x cinque) best(s) del mio viaggio a Napoli.

Questa volta inverto e parto dai cinque piatti che mi hanno lasciato un buon sapore in bocca, anche solo ripensandoci.

LA LASAGNA CRUDISTA

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Partiamo dal radical vegan e anche di più. Il locale è quello degli estremismi, in cui si trovano mozzarelle vegetali home made, derivanti dalle materie prime più impensabili, almeno per me, fino agli accostamenti più originali. Non si tratta di cucina gourmet, ma di un ristorante che, partendo dallo stile alimentare pitagorico, interpreta i piatti della tradizione partenopea, con un approccio cruelty free. Un posto senz’altro free from.

I RAVIOLI PARTENOPEI GLUTEN FREE

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Partenopei perché nell’impasto ci sono i friarielli, che a Napoli sono un must culinario imprescindibile. Buono perché, da non celiaca e non amante della cucina gluten free (solo pochi la sanno interpretare con gusto), questo è stato uno dei tanti piatti ben riusciti. Un piccolo ristorantino, tutto votato al senza glutine e senza lattosio. Esigenti alimentari speciali, che la pancia vostra si faccia capanna.

LA CAPRESE A COLAZIONE

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Che sia stata, o meno, la più buona di Napoli, non so dirvelo. Anzi, molto probabilmente ce ne sono di più buone. Ma, nella patria dei dolci, dopo che avrete fatto scorta la mattina, a colazione, difficilmente vi metterete alla ricerca di altri dessert, in giro per la città. Per una intollerante ai caseari, esser svegliata da questo sapore, è una delle poche cose che rende piacevole il buongiorno. È senza né lieviti, negli ingredienti.

LA GENOVESE

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Questa è soggettiva, perché si scrive genovese e si legge trionfo di cipolla. A partire dal mio ragazzo, molti se ne guardano bene, dal consumarla. A me è sempre piaciuta. Consumata, poi, in un posto che rientra nella best five delle genovesi napoletane, direi che di più non si può. E invece sì, perché oltre ad un buon piatto, questo locale, cela anche una bella sorpresa, nei sotterranei. Nella sua ricetta non prevede l’utilizzo di latte.

LA PIZZA DA MICHELE

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Un cliché, lo so. Per me è stata la prima volta e anche sudata. Perché, se voleste assaggiare questa pizza, seduti (non tanto comodamente) ai tavoli della pizzeria da Michele, dovrete sudare, eccome. La pizza non tradisce le aspettative, comunque. C’è anche la versione senza mozzarella, che può tener contenti gli intolleranti (non gravi) al latte.

E per digerire, perché a Napoli, dopo ogni pasto, c’è davvero bisogno di tanta strada per digerire, dove me ne sono andata di bello?

LA METRO DELL’ARTE

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Un cliché anche questo, tranne che per me. Quando ho stilato il mio bel tour partenopeo, non immaginavo neanche lontanamente di doverci inserire dei pit-stop nelle fermate della metro. Pensare all’arte, a Napoli, vuol dire pensare ai musei, al Cristo Velato, ai tesori di San Gennaro, ma alla metro non ci penserebbe nessuno.

Beh, scusate se arrivo in ritardo, ma è il luogo che più mi ha colpita in assoluto.

LUNGOMARE

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Anche questo non scherza. Qui più che la sorpresa di opere d’arte che non ti aspetti, in luoghi che non ti aspetti, c’è tutta la carica del romanticismo e delle bellezze naturali. Di quelle che ti lasciano senza parole e senza fiato. E oltre non intendo raccontare, anche perché vi ho già dedicato un articolo intero.

PIAZZA DEL PLEBISCITO

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Bella scoperta! Meno male che ce lo hai scritto tu.”  – penserete sicuramente. Sì, lo so, avete ragione. Di sera è magica. Per me lo è stata ancor di più, perché ho condiviso con il mio lui un momento davvero speciale.

Romanticismo a parte, credo sia un posto in cui tutti trovano posto. È grande abbastanza da accogliere concerti, ma anche intima e raccolta. Un luogo che abbraccia napoletani e stranieri. Per questo mi ha colpita.

CHIESA DEL GESÙ NUOVO

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È bella, sfarzosa, monumentale e opulenta. Non la più, di tutto quello che ho scritto. A surclassarla c’è il Duomo. Ma le sue origini, la sua storia, la sua facciata, i segni su di essa, quello che può raccontare, è molto più affascinante rispetto ad altri luoghi.

PORTA D’ALBA

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Da amante di libri per gli amanti dei libri. Questa è la tappa obbligata per chi è alla ricerca di testi nuovi, usati, recenti, antichi e in formati strani. Non nel mio ultimo viaggio, ma qualche anno fa, son riuscita a reperire romanzi che stanno nel palmo di una mano. Poi, come per la Chiesa del Gesù Nuovo, anche qui c’è una leggenda niente male, che carica il luogo di fascino e mistero.

Che volete, visitare Napoli vuol dire, inevitabilmente, farsi trascinare dai suoi colori, dalle sue leggende e superstizioni, anche free from.

Una città in cui non vivrei e non alloggerei per più di una settimana. È davvero molto caotica e disordinata per me. Ma, ammetto, è un caos che conquista. Una tragicommedia vivente, una bellezza che fa male, una risata amara. Le due facce della medaglia che te la fanno amare o odiare per sempre, senza mezze misure.

Chiunque non abbia ancora avuto la fortuna di andarci, ci faccia un pensierino, perché prima di morire, Napoli, bisogna vederla.

A voi raccontarmi, ora, la vostra esperienza.