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METROPOLITANA DI NAPOLI E LE STAZIONI DELL’ARTE

Metropolitana

Un articolo dedicato lo merita senz’altro la Metropolitana di Napoli. Per meglio dire, le stazioni dell’arte della metropolitana di Napoli.

Possiamo definirlo il benvenuto che la città dà ai turisti. Perché, che ci piaccia o no, Napoli è una città grande, è tutto un saliscendi e la metro è il mezzo più comodo ed efficiente che si possa utilizzare, per spostarsi da una parte all’altra della città.

Se come noi arriverete alla Stazione Centrale, sarete già catturati dalle prime meraviglie di Piazza Garibaldi. L’ingresso della stazione è posizionato sotto il livello della strada ed è contornato da diverse attività commerciali, tutte all’ombra, grazie al sovrastante pergolato in acciaio. Praticamente vi sembrerà di attraversare le corsie di un grosso e moderno centro commerciale.

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Se le strade di Napoli sono caratterizzate da caos, traffico, rumori, e quanto possa mettere a dura prova i vostri nervi, nel lungo periodo, le stazioni della metropolitana vi sembreranno delle pacifiche isole felici.

Tutto moderno, lineare, pulitissimo e, quasi, fuori contesto.

Un progetto ben riuscito, quello delle stazioni dell’arte. Oltre 200 opere realizzate da 100 artisti e architetti di fama locale ed internazionale. Un modo per ridare vita a luoghi frequentatissimi e far apprezzare le bellezze contemporanee a tutti coloro che usufruiscono del servizio di trasporto.

La maggior parte di queste sono concentrare sulla linea 1 e distribuite nelle diverse fermate.

Così, se un giorno vorrete riservarlo ad un tour dell’arte, senza spendere tanto e costringervi ad ore ed ore in piedi, vi basterà acquistare il biglietto della metro e farvi trasportare in giro per le sue stazioni.

Un piccolo tour, non voluto, l’ho fatto anche io, spostandomi da un’attrattiva all’altra.

La prima in cui mi sono imbattuta è stata la fermata Garibaldi, quella della Stazione Centrale di Napoli, per intenderci.

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Un intreccio di rampe sospese nel vuoto. Un saliscendi di viaggiatori, trasportati da scale mobili che si sfiorano e si incrociano senza incontrarsi mai. Un trionfo di specchi ed acciaio, fino ad imbattervi nell’installazione di Michelangelo Pistoletti.

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Quella che potrebbe essere la più identificativa e rappresentativa di una stazione metro e, forse, anche la più interattiva. Pannelli di acciaio, su cui sono riprodotte figure di viaggiatori, a grandezza naturale, intente in varie attività, in attesa della metro o di un incontro. Perché interattiva? Perché noi che scendiamo dalle scale, specchiandoci nell’installazione, ne diventiamo parte, tanto quanto i pannelli diventano parte della metro.

Proseguendo in direzione Piscinola, siamo scesi alla fermata Toledo. La più bella d’Europa, alla stregua, anzi, più della metropolitana di Mosca. Un bel traguardo direi, almeno secondo Daily Telegraph e CNN. Mica pizza e fichi.

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Immaginate di essere settemila leghe sotto i mari. In un mondo fantastico, l’arte qui diventa esperienza. Un oceano blu, un firmamento. Il fondo del mare o l’immensità del cielo. Decidete voi. Sta di fatto che rimarrete incantati dal gioco di luci. Non una stazione della metropolitana, ma un museo a cielo aperto, anzi, un museo sotto terra.

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Non solo.

Sempre in questa stazione, architettata da Oscar Tusquets, potrete ammirare i mosaici di William Kentridge. Se salendo le scale mobili sarete circondati dai colori dei due elementi naturali acqua e aria, qui entrerete a contatto con i colori della terra.

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Una stazione della metropolitana pluripremiata e pluridecorata, e meritatamente, direi.

Un’altra tappa niente male è quella della stazione Dante, nell’omonima piazza. Questa è successiva alla fermata di Toledo e merita anch’essa.

Da un brano del Convivio di Dante, riportato su un neon proprio all’ingresso, fino all’installazione Jannis Kounellis, che un po’ mi ricorda Budapest. La ragione potrete intuirla voi stessi.

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Diversi sono i nomi che si sono spesi in questa stazione. Da Nicola De Maria a Joseph Kosuth. Da un Universo senza bombe all’Intermediterraneo: titoli di due opere d’arte distinte.

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C’è anche la fermata Museo, quella corrispondente al Museo Archeologico di Napoli.

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Qui lo stile cambia, si entra nell’arte classica, greca, romana. Più che di opere d’arte vere e proprie, ci sono copie di alcune di quelle più belle, conservate nel Museo. Dalla Testa di Cavallo fino all’Ercole Farnese.

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Potrei andare avanti ancora per molte fermate, ma non le ho girate tutte. Duecento opere sono davvero tante da scoprire.

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Certamente, quelle che vi ho menzionato sono le più importanti e centrali. Quelle che bazzicano tutti. Ma c’è anche la fermata dell’Università o quella di Materdei, solo per citare altri esempi.

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Ognuna ha una sorpresa per noi viaggiatori, un piacevole intermezzo nella frenesia della città.

A voi segnalarmi altre opere “metropolitane” interessanti.