Città, Cultura, EUROPA, Sapori Free From, SENZA CONSERVANTI, SENZA LATTOSIO, SENZA NICHEL, SENZA UOVA, UNGHERIA

MENU TURISTICO IN UN RISTORANTE TURISTICO

Turistico

Ok, lo ammetto, non ho pianificato proprio tutto. In questo giorno ho arrancato parecchio e mi son fermata a pranzare nel classico ristorante turistico. Niente prenotazioni, niente approfondimenti, nulla. Ero dalle parti della Chiesa di Mattia e mi son infilata nel primo posto che mi ha ispirata.

Siamo a Buda, all’Arany Hordó étterem, quest’ultima parola è la traduzione di ristorante in ungherese.

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Come è mia abitudine, ogni volta che entro in un ristorante, il rituale è: avviso al personale di sala delle mie intolleranze, studio approfondito del menù, ordinazione, visita alla toilette.

Iniziamo da quest’ultima. Chiaro che non vi porto in bagno, vi porto semplicemente al piano di sotto.

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Il locale è disposto su due livelli, al piano di sotto è collocata la cantina, anzi la plurisecolare cantina. Cinquecento anni di storia, in un ambiente che è parte dei famosi labirinti del Castello di Buda.

Avete ragione, non ve ne ho ancora parlato.

Si tratta di un dedalo di strade sotterranee, un groviglio di grotte che si sviluppa nella Buda nascosta. Caverne scavate dalle acque termali ed utilizzate dall’uomo sin da tempi preistorici. Chiaramente, l’uso che ne è stato fatto va dal rifugio alla conservazione di alimenti, fino a prigioni e camere di tortura. È intorno a quest’ultimo che si sviluppano le migliori leggende e misteri, fino ad arrivare a quella di Vlad Tepes: il Conte Dracula.

Oggi, sono un inquietante e suggestivo luogo turistico, in cui venire a scattare foto, ammirare strani umanoidi, degustare vino sgorgante da una misteriosa fontana. Patrimonio UNESCO dal 1987, inseritelo pure nel vostro itinerario. Se non altro è molto fresco d’estate.

Se poi non ve la sentite di reggere tutta questa carica ansiogena, le grotte del ristorante turistico Arany Hordó, andranno più che bene a rendere l’idea e a degustare del buon vino in bottiglia.

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Tornando al nostro ristorante, avrete ben intuito che lo stile è prettamente medioevale. Questo è evidente soprattutto al piano superiore. Affreschi di gesta militari, elmetti, scudi, qui si cantano l’arme e i cavalier.

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Lasciandoci alle spalle la location, entriamo nel merito del nostro pranzetto.

Intolleranti, state tranquilli, qui, appena avvertirete il personale, riceverete il menù per voi. Non quello fatto apposta per voi, non ci allarghiamo, semplicemente quello in cui, portata per portata, potrete conoscere gli allergeni presenti. Ve lo mostro, così iniziate a studiarvelo.

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Ah, anche qui hanno il menù italiano, sicché se non masticate lingue straniere, potrete aiutarvi con entrambi i menù.

Cosa ho consumato io, anzi noi (c’è sempre la mia amica con me, in questo viaggio)? Un piatto in due.

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Diciamo anche una grigliata mista, con verdure alla brace, patate fritte e peperonata (qui lascio a voi giudicare!). Quel timballetto bianco è riso, come si usa in molti di questi Paesi: il riso in accompagnamento alla carne. Potrete condirlo con la peperonata, così insaporirete entrambi, abbastanza sciapi da soli. La carne è alla brace sì, ma di vario tipo: dall’anatra al fegato d’oca, fino al più comune manzo. Paprika, sempre tanta paprika, ovviamente.

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Altro? No, nient’altro. So che non sembra, ma è stato più che soddisfacente. Un piatto che va bene a molti: intolleranti al lattosio, alla caseina, uova, nichel, istamina. Tutto fresco, niente conservanti e additivi. Il classico che non delude mai, insomma.

Il posto è turistico, anche perché siamo al centro della vita turistica budapestina.

Ora vi lascio gustare il pranzo, noi continuiamo a camminare in giro per la città.