CAMPANIA, Sapori Free From, SENZA LATTOSIO, VEGANO

MANGIAFOGLIA E IL SUO TRIONFO DI VERDURE PARTENOPEE

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Mangiafoglia, un ristorante che è un omaggio alla stagionalità delle verdure ed a tutte le sue declinazioni più creative.

Mangiafoglia è nel cuore del quartiere Chiaia, in Via Carducci. Una bella zona piena di altrettanti bei negozi, a ridosso del lungomare di Napoli.

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Qui andrò dritta al sodo, perché mi è piaciuto subito. Si esce dalla filosofia “maccheronica” della dieta napoletana, tutta pizza, pasta e patate e spaghetti a go go, per cedere il passo alla morbidezza e croccantezza delle verdure.

Le consistenze sono varie, i colori dei piatti tenui, i sapori morbidi. Certo non ho assaggiato tutto il menù, ma le proposte che più mi hanno incuriosita e rassicurata.

Non è una grande variegatura di proposte. Poche, chiare e definite. A dominare quelle vegetariane e vegane, a discapito delle carni e dei pesci, comunque presenti. Nessuna scelta radicale, nessun estremismo, nessun voto etico a diete alternative. Solo un’interpretazione che conferisce ai prodotti della terra la giusta esaltazione, quale alimentazione che affonda le radici a tempi molto lontani, quando si viveva di ciò che la terra offriva.

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Ne uscirete soddisfatti, in ogni caso, e non con la sensazione di aver provato gusti nuovi ma di non aver saturato il livello di sazietà.

In compagnia del mio ragazzo, in uno dei nostri tête a tête partenopei, ho proteso verso la classica pasta, lui verso la zuppa. Abbiamo assaporato, entrambi, i nostri piatti, con un godurioso sorriso di soddisfazione.

La mia pasta è stata condita con pesto, noci sbriciolate e pomodorini. Cremosa, avvolgente, fluida e saporita. Un sapore morbido e certamente in equilibrio con la pasta integrale che a malapena si piega, come vuole la tradizione napoletana. Un piatto che non lascia rimpianti di nessun genere.

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Lui, un’altrettanto cremosa zuppa di lenticchie e funghi. Ne avrei gustata una anch’io, ma i funghi, per me, sono “letali”.

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Due primi piatti che non conoscono lattosio, se non in un ridotto potenziale di contaminazione. Negli ingredienti, in nessun caso, è previsto l’impiego di derivati del latte, almeno in queste due ricette. Ma occhio alle allergie ed alle intolleranze gravi.

Un secondo meno vegetale e più animale, ma altrettanto leggero. Una mezza spigola con patate  e pomodorini, al forno. I sapori di casa che trionfano anche al ristorante.

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Una bella scoperta che non ha tradito le aspettative di un luogo che si fa chiamare Mangiafoglia. Di foglie ne troverete tante e in diversi gusti e consistenze. Da insalate liquide a condimenti per paste e secondi. Una buona soluzione, per chi ricerca alternative gustose e salutari, con qualche accenno al free from.

L’ambiente contribuirà a confortarvi e ristorarvi. Elegante, pulito, essenziale e riposante. Unico ambiente, poltrone imbottite, una parete illuminata su cui scorrono, in loop, interpretazioni creative di verdure. Non in chiave culinaria, ma fashion.

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Infondo alla sala un bancone su cui consumare stuzzicanti drink o veloci aperitivi. La cucina in semivista, racchiusa da una gabbia in vetro trasparente solo in parte.

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Il vedo e non vedo, che vi permetterà di osservare la maestria degli chef e la buona fattura dei piatti, prima ancora di leggere il menù e gustarli.

Volete che vi aggiunga altro? No, perché non c’è altro da aggiungere su un ristorante che richiede pochi commenti e solo esperienze dirette.

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Accertandovi prima se fa al caso vostro e risponde degnamente alle vostre esigenze, non credete ciecamente a ciò che vi scrivo, ma verificatelo. E se già ci siete stati, fatemi sapete cosa avete provato, per una mia seconda esperienza. Non si sa mai.

Noi ci aggiorniamo alla prossima.