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MALÁ STRANA: MAGIA, ROMANTICISMO E NON SOLO

Malá Strana

Malá Strana: un quartiere di Praga che induce ad immaginare le cose più stravaganti. Invece no. Si chiama così perché è la città piccola di Praga, quella appena adiacente ad quartiere del Castello.

Di strano non ha nulla, l’unico elemento un po’ bizzarro potrebbe essere il Muro di Lennon.

A parte questo, Malá Strana, anzi, è una delle zone più romantiche di Praga, altro che Ponte Carlo.

Se davvero voleste fare una passeggiata tranquilla con il vostro partner, questo è il posto giusto.

Lo stile è tutto barocco, anzi tra il medioevale ed il barocco, ed è poco frequentato. Qui ci sono Chiese, Palazzi, Ambasciate, tanti ristorantini e pub tipici, storici e dal clima unico.

Di questo quartiere non ho visitato nulla, neanche la famosa chiesa di San Nicola. Ci sono solo passata davanti, quando mi son fermata a pranzare a U Macenáše.

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In realtà questo quartiere di Praga ha realmente qualcosa di magico. Basti pensare che il suo accesso è dato proprio dal famoso Ponte Carlo, che già di per sé è avvolto da una coltre di mistero.

Di qui sono passati i cavalieri di Malta, ci sono state le prime logge massoniche ed è circondato dal canale artificiale detto “del diavolo.” Bisognerebbe aprire un lungo, ma davvero lungo capitolo sul quartiere di Malá Strana, l’esoterismo che nasconde, e l’isola di Kampa.

Di questa isola potremmo dire che è il cuore di Malá Strana, l’isolotto degli innamorati. Dove finisca la magia immaginaria e inizi quella reale non saprei spiegarvelo, sta di fatto che questo quartiere ha un fascino accattivante.

Se davvero sarete capaci di levarvi al canto del gallo e gustarvi il Ponte Carlo ed il quartiere di Malá Strana avvolti nella nebbia, credo che questa atmosfera surreale diventi ancora più tangibile.

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Personalmente non ho avuto la forza di svegliarmi così presto, ma l’ho girato in lungo e largo mentre ero alla ricerca di un localino in cui cenare, in una delle mie serate praghesi. Qui avrete l’imbarazzo della scelta.

Già  su via Nerudova, quella principale e più larga, che da Piazza Kampa porta dritto al Ponte Carlo, ne potrete scorgere tanti, alternati ai negozzietti di souvenir. Ma se vi lasciaste andare nelle vie secondarie, anche se apparentemente potrebbero sembrarvi inquietanti, allora scoprirete l’essenza di questo quartiere e la miriade di posticini carini che può offrirvi.

Io ho scelto questo ristorante, che ai cavalieri di Malta si ispira tanto, il suo nome è U Maltézských Rytíru.

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Dai, si capisce bene il titolo, ve l’ho scritto, si ispira ai Cavalieri di Malta e infatti si chiama proprio Ai Cavalieri di Malta.

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È abbastanza defilato come locale, pur essendo piena stagione e orario turistico non abbiamo trovato nessuna calca, anzi. Oserei dire che c’eravamo solo noi.

Il posto è carinissimo. Tutto stile medievale, tutto a lume di candela, lucine soffuse, musica celtica. Tutta un’atmosfera particolare che richiama molto quella dell’intero quartiere, romanticismo incluso.

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Da buoni romantici, reduci da un pranzo tutto a base di carne, abbiamo optato per una cena tutta a base di pesce.

Ora, noi italiani, specie se provenienti da località costiere, abbiamo una certa idea di sapore legata al pesce. Da noi il pescato è saporito, vario, abbondante, freschissimo.

Fresco lo è stato anche qui, sicuramente. Altrimenti sarei diventata un trionfo di istamina. Abbondante senz’altro, nelle porzioni almeno. Sulla varietà ed il sapore, diciamo che stendiamo un velo.

Non mi fraintendete, il pesce è stato cotto bene: tutto alla piastra, che già di per sé dovrebbe insaporirlo parecchio.

Con il salmone ha funzionato, il gusto è stato ottimo. Allergene nessuno, anzi, istamina e nichel ce n’erano, il pesce ne contiene già di suo. A parte questo, null’altro. Non c’erano condimenti particolari, per cui niente lattosio, niente caseina, o spezie varie. Solo aglio abbondante.

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Stessa cosa potrei dire della mia trota. Il sapore, però, è stato un non sapore. Non sapeva di nulla. Dolce come l’acqua da cui proviene e colmo di spine. Cotto bene anche lui, pochi allergeni presenti, fresco, nulla da dire, ma pensando al nostro pescato mediterraneo, beh, non regge il confronto.

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Ad accompagnare il tutto c’è stata una bella insalata mista, con abbondante condimento (sale, olio e limone). Dovevo pur compensare il piatto di pesce, in qualche modo.

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Ecco, tirando le somme, il posto non è stato male. Anzi, se siete in coppia mi sento di consigliarlo. In realtà anche se siete in compagnia. Vi avevo già scritto, se non sbaglio, che qui le comitive usano giocare a carte dopo cena. Anche qui ci è capitato di assistere a questo. Sono stati meno rumorosi, per fortuna.

La cucina è sicuramente quella tipica ceca, leggendo il menù, e dai piatti che ho visto sfilare direi anche abbastanza invitante. Solo, magari, optate per qualcosa di più sostanzioso.

Rapporto qualità-prezzo più che soddisfacente, direi.

Che sia dai Cavalieri di Malta o altrove, credo che non sbagliereste comunque. Qui lo stile dei ristorantini è molto suadente.

Visitatelo e fatemi sapere le vostre impressioni.