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LE STRADE: IL VERO CUORE PULSANTE DI NAPOLI

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Napule mille culure e la maggior parte di questi li potrete gustare per strada. Si perché l’essenza vera di Napoli, più che nei musei e nelle chiese, la respirerete per le strade.

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Mi sto riferendo principalmente a Napoli vecchia, quella che ho girato io in lungo e largo, in questo brevissimo viaggio.

Partite da Spaccanapoli e da tutte le strade che da essa si diramano. È in questa zona che verrete assaliti da un oceano di colori.

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Qui la street art è uno stile di vita. Che siano graffiti amatoriali, dediche d’amore, opere d’arte o semplice interpretazione di uno stato d’animo, Spaccanapoli è un quartiere coloratissimo.

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In prossimità di una bottega artigiana locale abbiamo scoperto queste delicatissime decorazioni. Quasi stonano con l’aggressivo “imbrattamento di muri”. Valorizzano, invece,  scene di vita quotidiana, antichi mestieri e scorci incantevoli della città.

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Un costante, viscerale rapporto con il mare, come lo sta interpretando questo artista alle prese con la decorazione della sua bottega.

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Non di soli colori è decorata Napoli vecchia, però. Chi di voi non ha mai immortalato la famosa fila di “panni” stesi che attraversa i vicoli, da un palazzo all’altro?

Ovunque siate, in qualsiasi strada, principale o secondaria, vi basterà alzare gli occhi al cielo per accorgervi di essere sovrastati da calate di bucato steso.

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Ad un certo punto mi sono anche chiesta se non li tengano lì apposta. Non perché debbano realmente asciugare, ma semplicemente per mantenere un decoro tipico della città. Perché il bucato steso, a Napoli, è un elemento caratterizzante forse più della pizza. Non ci sarebbero tanti turisti a fotografarlo altrimenti, come se ognuno di noi non avesse mai steso il bucato ad asciugare. Ma a Napoli, anche questo ha un sapore diverso. Tutta la quotidianità ha un sapore diverso. Assume colore, diverte, sdrammatizza la routine.

Tutto viene personalizzato e reinterpretato, anche i segnali stradali. Occhio ai divieti d’accesso perché nessuno di loro rispetta la grafica normale. Ognuno ha una sua declinazione. Ognuno vede protagonista un omino nero intento ad utilizzare questa tavola bianca in qualche modo. Io ne ho immortalato uno, proprio accanto al Duomo, che ha un non so che di sacro e drammatico.

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E come non scorgere anche i madonnari all’opera, sulla frequentatissima via Toledo? Nel giorno dell’Immacolata poi, guai a non rendere omaggio alla Vergine con un ritratto su strada. Questo è stato il più bello.

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Sempre da via Toledo si diramano le strade dei Quartieri Spagnoli.

“Come ci accorgeremo di essere ai quartieri spagnoli? Ne abbiamo sentito parlare, vorremmo visitarli”  – abbiamo chiesto ad Antonio, il gestore del B&B in cui abbiamo alloggiato. “Ve ne accorgerete, ve ne accorgerete, tranquilli che non vi sfuggiranno” Non capivo cosa intendesse, ma poi è stato chiaro.

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Che dite, si fanno identificare abbastanza bene?

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Dediche d’amore, battute di film, bandierine, striscioni, botteghe, trattorie, alcune anche famose e imperdibili. Questi sono i quartieri spagnoli. Quelli in cui, un po’ come in tutta Napoli, cercheranno di vendervi qualsiasi cosa, anche quello che non esiste. Quando dici “sapersi inventare un mestiere”.

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Accanto ai colori “artificiali” ci sono poi quelli naturali, accompagnati dai profumi e dai suoni o, per meglio dire, dai rumori.

Sempre nel quartiere storico di Napoli, quello in prossimità di Spaccanapoli, non passeranno inosservati i venditori di frutta, verdura e pesce.

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Vedere le canocchie muoversi, perché freschissime, mi era già capitato. Infondo, sono pugliese e in quanto a pesce fresco non abbiamo nulla da invidiare. Ma un polipo respirare, beh, questo non mi era mai capitato, neanche sulle coste baresi. Uno spettacolo ed un trionfo di pescato che poche altre volte toccherete con mano, nel centro storico di una città. Chiaramente cercheranno di vendervi anche questo, pur essendo voi semplici turisti in giro per le strade.

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Ed ancora i profumi della pasticceria napoletana.

Sarete invasi e pervasi dalla fragranza delle sfogliatelle, inebriati dal pungente odore del rum nei babà, ed attratti dall’avvolgenza della pizza a portafoglio. Perché lo street food, qui a Napoli, è un dovere, prima ancora che un piacere. Per chi può, almeno.

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E poi c’è l’altro volto delle strade Napoletane, quello che adorerete ed odierete allo stesso tempo: i rumori.

Qui non posso parlare di suoni, ma di veri e propri rumori. Napoli è una città in cui nessuno parla a bassa voce. Il tono sommesso non è contemplato nella lingua napoletana. Che siano venditori ambulanti o amiche che chiacchierano al bar, i vostri timpani saranno messi a dura prova.  Anche questo fa parte dell’identità partenopea. Se si potesse fotografare il tono di voce dei napoletani, vi portereste a casa una delle sfumature più autentiche.

Vi divertirà, vi farà sorridere, vi catturerà. Specie se si tratta di cantanti improvvisati e forse neanche tanto. Perché in quanto a note e canzoni, qui siamo nella patria della musica popolare.

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Vi innervosirà fino all’esasperazione, quando vi troverete su affollatissime strade. A Napoli, più che in altre città, il traffico è una delle contraddizioni che più stona con tutta la poesia dei suoi scorci. Un’invasiva realtà che è ormai parte di queste strade.

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Questa è la Napoli vera. Quella che si ripete da anni e per altrettanti anni andrà avanti.

Le strade sono la vera cornice in cui si consuma tutto il vissuto di questa gente e voi non potrete fare altro che lasciarvi travolgere, coinvolgere e vivere insieme a loro. Non la dimenticherete più, ve la porterete in testa e nel cuore per sempre. Forse, anche per questo un famoso detto recita “Vedi Napoli e poi muori“. Perché è qui tutto il bello ed il brutto della vita. Il resto toccherà scoprirlo a voi.