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LA STRADA A PRAGA? UN MURO COLORATISSIMO E BUON CIBO.

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Oggi vi parlo di strada. Mica è la prima volta? Credo di avervi abituati ben bene a street food e street art, almeno nelle città d’Europa.

Da cosa partiamo? Volete che parta dal cibo? Per questa volta vi accontento.

Praga, come molti altri posti, è nota per il suo cibo di strada. Passeggiando per le sue vie non potrete fare a meno di essere attratti dall’odore dei vari chioschetti, sparsi qua e là. Mi sto riferendo ai posti più turistici.

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Io ne ho provati due in modo particolare. Uno dolce ed uno salato. Il terzo c’è, ma l’ho provato in un ristorante, invece che per strada. Non perché schizzinosa, sia chiaro, ma semplicemente non mi è capitato.

Breve parentesi per gli schizzinosi: Praga è una città molto pulita. Al di là delle strade, nel senso di spazzatura, ho notato davvero un certo livello di pulizia ovunque, chioschi inclusi.

Chiusa questa parentesi, il primo stree food provato è stato dolce: il Trdlo. Eh, come la pronunciamo una parola con quattro consonanti ed una sola vocale alla fine? Non lo so, ma certamente so che sapore ha.

Questo Trdlo è una sorta di cannolo ricavato da un lungo serpente ti pasta, arrotolato intorno ad un cilindro di metallo o legno.

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È uno sweet street food, abbastanza tipico in molti Stati della mitteleuropa. Lo avevamo visto anche a Budapest, ricordate?

Allora non ebbi il coraggio di assaggiarlo, questa volta ho ceduto alla tentazione. Perché coraggio poi? Beh questo dolce è fatto con tutti gli ingredienti tipici di un normalissimo pan di spagna: uova, latte, zucchero, farina, burro. Vi devo anche dire quanti allergeni contiene? Ci potete arrivare da soli. Certamente, però, è fra i pochi dolci che non contengono lieviti, frutta a guscio e neanche soia. Se celiaci e intolleranti al lattosio dovranno stare a guardare, gli intolleranti a questi specifici allergeni potranno star tranquilli. Di Trdlo “senza” o vegan, non ne ho trovati. Se siete più fortunati di me, non esitate a segnalarmeli.

Quale sia la procedura di lavorazione, ve la mostro direttamente. Meglio, vi mostro come fanno ad ottenere questa caratteristica forma cilindrica.

La “caramellatura” esterna è data da albume d’uovo spennellato sul cilindro, zucchero e cannella.

Come potete gustarlo? Beh, già così ha il suo bel sapore dolce. Spazzolino alla mano, appena terminate la merenda fiondatevi a lavare i denti. È molto zuccherato sulla superficie esterna.

Chioschi a parte, lo potrete trovare ovunque. E, soprattutto, potrete farcirlo come volete: dalla semplice nutella a panna e confetti colorati. Molti lo utilizzano anche come cono gelato. A voi, scegliere la farcitura che più vi aggrada.

Io l’ho gustato così, semplice semplice.

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Finito il dolce, passiamo al salato. Cosa c’è a Praga che è famoso in tutto il mondo? Il prosciutto, che altro se no.

Il prosciutto di Praga lo avrete sentito nominare tutti. Molti, lo avranno assaggiato anche in Italia. Anzi, paradossalmente è tutelato più come prodotto tipico italiano che ceco. Pare che a Trieste rispettino ancora i metodi di lavorazione originari.

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È un prodotto che affonda le sue radici a più di un secolo fa. Dobbiamo ringraziare gli austroungarici.

Che sia un cibo da strada è indiscutibile. Volete mettere un panino al prosciutto, contro qualsiasi altro cibo? È un classico!

Noi ce lo siam fatti fare in una salumeria proprio sotto l’hotel in cui abbiamo alloggiato. Siamo in pieno centro, potrete trovarla molto facilmente.

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Il prosciutto di Praga è facilmente associabile ad un prosciutto cotto, anzi lo è. Bella coscia di maiale siringata, è così che iniettano gli aromi nella carne. Affumicata con legno pregiato e cotta al vapore per diverse ore. Se rispetta la ricetta tradizionale, non dovrebbe contenere né lattosio, né caseina, né soia, né conservanti o polifosfati. In teoria andrebbe servito caldo e tagliato al coltello. In pratica ve lo serviranno come un comune salume. L’importante è che sia roseo e compatto, se è umidiccio qualcosa non va e qualche conservante potrebbe contenerlo. Il sapore è degno di un cibo da strada, il livello di sazietà anche.

Due belle fette di pane, magari accompagnate da una pilsner, e per la cena sarete apposto così. Altro che merenda.

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Altro cibo che troverete in giro per i chioschi praghesi sono le famose salsicce. Ve ne ho già parlato in due circostanze ed in una, in particolare, ve l’ho anche mostrata.

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Ma la strada, a Praga, vuol dire anche arte e la trovate tutta a Mala Strana (gioco di parole per i più fini).

Dietro l’angolo del U Macenáše, a 100 m dal Ponte degli Innamorati, troverete questo trionfo di colori su un unica parete.

Sto parlando del Muro di Lennon, simbolo di pace, libertà e fratellanza, ormai, in tutto il mondo.

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Siamo negli anni ’80, siamo sotto il comunismo ceco, siamo negli anni dei Beatles. Siamo in una città in cui, come molte capitali dell’Est, non è che si fosse poi così liberi di dire o fare ciò si volesse. Siamo dinanzi ad un muro in cui, i giovani di allora, attraverso il volto disegnato di John Lennon e le frasi delle sue canzoni, lanciavano un messaggio di “sfida” nei confronti di un governo. Un inno alla pace, all’amore, alla libertà di espressione, tutto attraverso i graffiti. Di chi? Di un artista in particolare? No, di tutti. Di tutti i praghesi e di tutti i viaggiatori che volessero lasciare qui un messaggio.

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Era così allora, è così ora. Noi, da buoni italiani reduci da una tragedia, siamo stati subito colpiti da questo.

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Ora il Muro di Lennon è un concentrato di street art, una meta turistica ed una coloratissima parete su cui, chi non disegna, si scatta foto. Certo che anche io mi son fatta scattare la mia.

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Allora pensate che Praga vi abbia offerto abbastanza sul piano “strada”? Beh, credo ci sia da provare e vedere a sufficienza.

Attendo i vostri commenti.

Alla prossima.