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LA PERLA DI PRAGA (ANZI DUE) SENZA LATTOSIO

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Non una perla, ben due? Con questo titolo ho spalancato i vostri più vasti orizzonti sulle aspettative di questo lactose free.

In realtà la questione è molto più semplice. La prima Perla è l’hotel in cui ho alloggiato, la seconda quella in cui ho cenato.

Non per essere essere ridondante, ma per rigor di cronaca, siamo in via Perlová. Città vecchia di Praga, quindi vicini ai più disparati punti di interesse.

Partiamo dall’hotel.

L’hotel Perla è un quattro stelle di tutto rispetto, in pieno centro, ben collegato a metro e autobus, con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Avrete qualche difficoltà ad individuare l’ingresso. È un bel palazzone ad angolo, con tanto di porticato, ma con una porta d’ingresso davvero modesta. Ecco, non fate come me che ho girato l’angolo più volte per capire dove fosse questo ingresso trionfale. Se c’è scritto che è in via Perlová, allora è in via Perlová. È l’ultimo prima di svoltare.

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Sì, diciamo che il primo impatto vi lascerà alquanto perplessi. Reception piccolina, se vogliamo anche un po’ a sé stante rispetto a tutta la struttura. Lo stile ha un non so che di orientale. Forse è solo per riprendere e rafforzare il concetto di perla. Le migliori non vengono, forse,  dal Giappone? Non è brutto, né sporco, o cosa, semplicemente ci si aspetta altro.

Se poi sarete fortunati come me, dopo mezz’ora di monologo in inglese, con regole e proprietà di linguaggio rispolverate dai tempi delle medie, potrete anche beccare il receptionist che vi risponderà in italiano.

Superato il primo impatto, l’hotel è molto carino. Camere spaziose, almeno la mia, doppi infissi, quindi tranquillo seppur in una via abbastanza frequentata. Tutto bello moderno, pulito, al suo posto.

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Con l’offerta che abbiamo beccato noi, oltre alla formula B&B, era incluso anche il cocktail di benvenuto ed il trasporto per l’aeroporto. Vi assicuro: se avete anche voi i voli in orari improbabili, non c’è niente di meglio che trovare una macchina pronta ad accompagnarvi. Sarà un bel risparmio ed una bella comodità, al tempo stesso.

Vista la location, che altro ci serve sapere?

Da buon quattro stelle ha le sue buone opzioni senza glutine e per intolleranti al lattosio. Comunicatelo, al vostro arrivo, al receptionist, che lo passerà al personale del ristorante, che vi braccherà peggio di un felino con la sua preda.

Scherzo, è chiaro! Ho capito che i “personali” di sala si dividono in due categorie, dinanzi alle intolleranze alimentari: premurosi e apprensivi o spaventati e scortesi. Fin’ora mi è sempre andata bene. Anzi, questa volta, non so come, mi hanno riconosciuta al primo ingresso. Ce l’avrò scritto in fronte che sono, come qualcuno mi ha definita, la “signora lattosio”.

Divagazioni a parte, qui siamo al solito frutta e latte di soia o delattosato.

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Ora, sicuramente questo ci aiuta a fare una sana colazione senza “sbafare” la miriade di dolci, neanche fossimo digiuni dall’età di 10 anni. Però, il bello di una vacanza, non è forse anche lo strappo alla regola e la colazione abbondante? Qui, se avete questi problemi, l’alternativa è quella classica: frutta, marmellate, miele, pane (accertatevi che non ci sia il latte) e cappuccino lactose free. Niente di più e niente di meno. Se potete permettervi un piccolo strappo, allora gustate anche qualcuna delle loro torte. Io l’ho fatto e non ho avuto problemi. Ma il mio margine di tolleranza è alto. Meglio che nulla.

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Hotel a parte, l’altra perla è stata quella del ristorante proprio sotto l’hotel. Che fantasia, eh? Il ristorante Perla, sotto l’hotel Perla, in via Perlová. Sembra uno scioglilingua.

In realtà il suo nome è La Piccola Perla.

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Voglio essere totalmente onesta con voi. Ad attirare la mia attenzione, su questo ristorante, è stata questa lavagnetta in bella mostra.

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A seguire la mia osservazione “Hai visto? Soutè di cozze e vongole a Praga! A Praga! Ma stiamo scherzando?” Da pugliese l’ho presa un po’ sul personale.

Nonostante la mia avversione per i ristoranti italiani all’estero, alla fine ci sono entrata. Serata piovosa, parecchio fresca, mal di gola, principio di raffreddore: il ristorante sotto “casa” ci stava.

Chiaramente non ho ordinato il soutè di cozze e vongole. Molto più semplicemente un bel minestrone ed un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino. Sì, due primi piatti.

Sul minestrone c’è poco da dire. È stato un normalissimo minestrone: verdure, olio (realmente d’oliva) e stop. Niente lattosio o caseina. Vegano direi. Solo verdure e nulla di più.

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Spaghetto al dente, gustoso, ma, c’è un ma, la quantità di aglio contenuta nel piatto ha seriamente minato la serenità del mio rapporto. Il mio ragazzo ha meditato vendetta per tutta la durata del viaggio. Certo, il raffeddore è guarito all’istante, ma sono stata inavvicinabile per molte ore.

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Siamo all’estero e credono che bisogna esagerare nei condimenti per rendere il piatto gustoso. Meno aglio e meno peperoncino e sarebbe stato perfetto. Chiaro che anche questo è stato un piatto lactose free. Nulla di più degli ingredienti che vi ho citato.

Tornando al mio ragazzo, lui ha consumato una pizza. Questa il lattosio ce l’aveva, per cui non ne parliamo sotto questo punto di vista. A detta sua è stata buona, più che mangiabile.

Che dirvi? Se siete amanti della cucina italiana anche all’estero, questa potrebbe essere una soluzione alquanto sicura. Magari, se siete in compagnia, evitate lo spaghetto aglio, olio e peperoncino.

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Allora, vi ho raccontato la prima e la seconda perla. Così sapete che si tratta solo dei nomi di questi locali e null’altro. Se non avete altissime pretese da intolleranti alimentari, vanno bene. Se non avete alcun problema con le intolleranze, invece, vanno più che bene. Magari, se ci capitate, fatemi sapere.

Alla prossima.