Caseari, EMILIA ROMAGNA, ITALIA, Sapori Free From, Uova, Vegano

LA MI MAMA: TRADIZIONE E INNOVAZIONE LACTOSE FREE

Mi Mama

La Mi Mama: ma quanto si è fatto desiderare questo ristorante?

Ho dovuto spasimare tre sere, prima di riuscire a trovare un posticino per me in questo ristorante.

La Mi Mama è un localino niente male, nel cuore del centro storico di Rimini, a due passi da Piazza Cavour, da Piazza Malatesta e dal Castel Sismondo. Un ristorante che, fra i suoi pregi, annovera anche la presenza, nel menù, di portate vegane.

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E che portate vegane.

Ho studiato il menù ben benino prima di venirci, anzi, prima di alzare la cornetta e iniziare i miei tentativi di prenotazione. Lavorano tanto, davvero tanto. Venerdì, sabato e domenica, tutto pieno fino alle 22. Lunedì si è accesa una luce di speranza e, finalmente, son riuscita a trovare posto.

Come vi scrivevo il menù che propone La Mi Mama è davvero molto interessante. Al di là delle portate tradizionali romagnole, troverete un’ampia scelta di piatti vegetariani e vegani. Sicché, accanto al passatello ed ai cappelletti in brodo di gallina, ci saranno tortelli, tagliatelle e gnochetti, tutti vegetali. Ed i dessert? Anche per i dessert c’è un’ampia scelta vegana. Ed i vini? Molte proposte biologiche, vegane e senza solfiti aggiunti.

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Ma perché non l’ho scoperto prima?

Non ve la tiro per le lunghe, oggi non resisto. Vi mostro subito la mia cena. Di ambiente e servizio, parliamo dopo.

Inutile dirvi che ho contemplato il menù, forse, per mezz’ora. In particolare le proposte vegane. Da intollerante ai caseari, quando leggo vegan tiro un sospiro di sollievo. Nella mia scarsa esperienza in materia, raramente mi è capitato di leggere molte proposte succulente e invitanti come queste. Non ve le posso elencare tutte, ma, nella pagina dedicata del loro sito internet, troverete il menù completo della Mi Mama.

In attesa di fare la scelta giusta, per alleggerirmi il compito, mi hanno accolta con una “cassetta” di piadine a spicchi e una vellutata di zucca e patate. Non vi aspettate il piattone di minestra consumato a Cesena. Questo è stato una entrè, non un primo piatto.

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Della piadina c’è da dire che è stesa a mano, ed è fatta con olio extravergine di oliva e olio di semi di girasole. Giusto perché possa andar bene per qualunque tipo di esigenza. Vegani, potrete saziarvi solo con questa.

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Andiamo con l’antipasto. Seppie e piselli alla riminese con crostone di pane. Mi dispiace, questo non è stato vegano. L’ho scelto perché mi ha stuzzicata parecchio. Perché seppie e piselli è un abbinamento che adoro, che il mio dietologo mi ha concesso di mangiare e perché è stato un piatto senza lattosio e senza latte. Di solito, a casa mia, le seppie sono ripiene ed i piselli sono il contorno. Tutte al forno.

Qui rientrano nella categoria antipasti e sono preparati con abbondante salsa di pomodoro. Gli intolleranti al nichel se ne guardino bene. Avrei dovuto guardarmene anche io, ma, cotto, lo tollero parecchio. Per gli intolleranti a lattosio e latte, si può fare.

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Il gusto è stato eccezionale. Saporite, ben cotte, con un invito alla scarpetta di quelli degni di una buona tavola italiana. Porzione molto generosa.

Ed a proposito della porzione generosa. Al momento dell’ordinazione, il personale che mi ha seguita, mi ha messa in guardia. “Se posso darle un consiglio, ordini prima una portata, poi, in base all’appetito che ancora ha, ci regoliamo con il seguito. Qui le porzioni sono abbondanti“. Detto, fatto. Dopo l’antipasto, non mi sono arresa ed ho ordinato anche il primo piatto.

Tortelli di tofu con radicchio rosso e salsa di noci. Tortelli fatti in casa, si è visto e sentito. Tofu, come rendere saporito questo formaggio di soia? Impresa ardua, ma qui neanche ve ne accorgerete. Posso dire di aver soddisfatto il mio desiderio di assaggiare tortelli in romagna? Sì, non son stati quelli della tradizione, ma pur sempre di tortelli caserecci si è trattato. Buoni, buoni, buoni. Ho dovuto fare appello a tutte le capacità elastiche del mio stomaco per far entrare tutto, fino all’ultimo.

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Quando becchi, dopo diverso tempo, un ristorante che riesce a soddisfare il palato, così sapientemente, proprio non te la senti di lasciare avanzi nel piatto. Sarebbe un peccato.

Dessert? Ho decantato così tanto la presenza di un’ampia scelta di dessert vegani e ora che faccio? Non ve ne mostro neanche uno? No, mi dispiace, posto per il dessert proprio non c’è stato. Credetemi, è dispiaciuto più a me che a voi, non averne provato nessuno. Solo questo sorbetto al limose effetto idraulico liquido. Non fraintendetemi, i piatti non sono stati pesanti, solo molto abbondanti.

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Una cena soddisfacente, che ha riscattato qualche insoddisfazione degli ultimi tempi, che non mi ha procurato effetti in alcun modo, per cui mi sento di scrivere, realmente free from. Ma voi informatevi ed informate sempre.

Due parole su ambiente e servizio a La Mi Mama.

L’ambiente è lo specchio del menù, o viceversa. Tradizione e creatività. Meglio, la tradizione letta in chiave creativa. Così, vedrete canovacci diventare tovaglioli.

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Pentole e scolapasta diventeranno lampadari.

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Oltre che lavandini in bagno.

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E sedute, all’esterno. Giusto per star comodi, durante l’attesa.

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Non sono maleducata, supporto fortemente l’idea secondo cui cura e pulizia di un ristorante si evincano, prima di tutto, dalla toilette.

Il servizio è stato veloce, dinamico, informale, simpatico, cortese e professionale. Si son presi cura di me, ma lo hanno fatto con simpatia. Un ambiente giovane e movimentato. Che sembra andar bene per tutti e per molte occasioni.

Basta, altrimenti, di questo passo, fomenterò sempre di più molte delle idee secondo cui io venga pagata per scrivere articoli così positivi e mielosi. Magari! Non sanno neanche che ho un blog, quando mi servono. Mi vedono solo scattare foto ovunque come una maniaca selfomane. Prima o dopo, da qualche locale, mi cacceranno. Soldi ben spesi, comunque, quelli per questa cena.

Attendo i commenti di chi ci è già stato. Così, giusto per avere un confronto anche sul versante free from.