Malta, SENZA LATTOSIO

KING’S OWN BAND CUB RESTAURANT VERSIONE SENZA LATTOSIO

King's

Nuovo post, nuova recensione, questa è la volta del King’s Own Band Club Restaurant. Mamma che nome altisonante!

Avete ragione, il nome del ristorante è importante, fa pensare a qualcosa di aristocratico e, in effetti, un po’ si rifà all’aristocrazia. Ma andiamo per ordine.

King’s Own Band Club Restaurant è un locale centralissimo, a La Valletta. Siamo in Republic Street, praticamente sul corso.

King's Own Band5 - Travel Free From

Ci sono arrivata per disperazione. Sì, per disperazione. Ero in giro praticamente da 12 ore, quindi affamata e distrutta al punto giusto da non andare molto per il sottile nella scelta del mio place for dinner.

Mi son infilata nel primo locale che mi ha ispirata e che, alle 9 di sera, ancora avesse spazio per accogliere un’ospite.

Il realtà il King’s Own Band Club Restaurant mi ha ispirata parecchio, non poco. Vi mostro direttamente gli interni, perché sono questi che catturano.

Ancor più se vi dico che sono all’interno di un palazzo storico e che i tavolini sono posizionati dove prima era la corte.

King's Own Band4 - Travel Free From

E qui, forse, possiamo connetterci all’origine del nome di questo locale.

La King’s Own Band è la banda filarmonica nazionale di Malta ed ha sede, ovviamente, a La Valletta.

Non spenderò molte parole a raccontarvi della Band, però mi sembra giusto precisare che fra queste sale ha avuto sede la filarmonica maltese. Storica filarmonica maltese, perché fondata nel lontano 1824, con il nome La Stella. Per questo, fra la gente dell’isola, potreste sentirla nominare più come Stilla che con il nome per esteso. Come dargli torno. Bisogna avere bei polmoni per pronunciare King’s Own Band Club tutto d’un fiato.

Tornando al ristorante, ed esaurita la location, passiamo al cibo.

Cosa può mangiare un esigente alimentare speciale al King’s Own Band Club Restaurant?

Volendo, e potendo, tutto.

Cucina mediterranea, sia carne che pesce, sia vegano che vegetariano, a tratti anche gluten free. Scrivo a tratti sempre perché sono previste delle opzioni, da verificare con chi ha più competenza di me. Non dimenticate mai i consigli dell’esperto e di consultare le fonti ufficiali per gestire la celiachia all’estero.

Io ho mantenuto la stessa linea gastronomica seguita già a pranzo. Sì, perché, in questo ristorante ci sono venuta a cena, nello stesso giorno in cui son stata a Gozo, da Rikardu.

A quanto pare l’abbuffata di fenkata non mi era bastata. Ho camminato davvero tanto, credetemi. Così me la son sciroppata anche a cena.

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Sarò onesta, non c’era molta scelta fra i primi piatti, per chi soffre di intolleranza al latte o solo al lattosio. Fra paste ripiene, salse ai formaggi o a base burro, e così via, non mi son fidata. Ed alla classica bolognese o carbonara, ebbene sì, a Malta troverete anche questo, ho preferito bissare con la fenkata.

Niente patate, in accompagnamento, ma degli italianissimi e tipicissimi spaghetti. E via così.

Ecco, il gusto è stato più o meno lo stesso di quella già provata. Il ragù è il medesimo d’altronde. Non starò, quindi a ripetermi. I senza sono legati principalmente ai caseari. Per esigenze più specifiche, se vogliamo, c’è tutto. Glutine, un certo carico di nichel ed istamina, pur abbattuti dalla cottura. Erano assenti anche le uova, invece.

Non contenta, più che altro per l’esigenza di metter nella pancia un po’ di verdura, ho anche ordinato un’insalata con prosciutto e melone.

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Sì, non è proprio alla maniera nostra, noi il prosciutto e melone lo mangiamo nature. Devo dire, però, che questa versione non mi è dispiaciuta affatto. Qui i senza aumentano drasticamente. Trattandosi di un’insalata potrete far omettere tutti gli ingredienti che più vi disturbano. Io l’ho mangiato come me l’hanno servita e come prevista dal menù, limitandomi a scartare solo i pomodori, perché crudi.

And that’s it. Questo è stato tutto. Più che abbondante per una cena, al termine di una giornata che aveva già visto un pranzo molto soddisfacente.

A parte tutto, il posto merita. Che siate esigenti o meno ho riscontrato molta gentilezza e cortesia, idonea ad un locale che s’intitola ad una filarmonica nazionale. In più, il posto elegante, il servizio molto rapido, le porzioni abbondanti e il palazzo una favola. Se tutto questo non vi basta, in estate, potrete anche accomodarvi all’esterno e gustarvi tutto lo struscio di Republic Street.

Qualcuno di voi ci è mai stato?