Malta, Sapori Free From, SENZA LATTOSIO

ITINERARIO GASTRONOMICO SENZA RINUNCE A GOZO

Il mio Tour Gastronomico a Malta - Travel Free From

Vi ho scritto che quello per l’isola di Gozo è stato un lungo viaggio, da La Valletta, e che, una volta giunta sul posto, sono andata in giro come una trottola per visitare il più possibile, nel poco tempo a disposizione. Credete che in tutto questo abbia trascurato il cibo? Assolutamente no. Quello di oggi sarà un articolo tutto dedicato al mio itinerario gastronomico Free From, nella splendida Gozo.

In realtà, l’itinerario gastronomico, più che in giro per l’isola, si è concentrato in giro per la capitale: Victoria.

Il tutto si è svolto fra il bus terminal e le vie della Cittadella.

Partiamo da uno spuntino di mezza mattinata, che, per la sua abbondanza, poteva essere tranquillamente un sostitutivo del pranzo.

Ho iniziato il mio itinerario gastronomico per caso, mentre ero in pieno calo di zuccheri e alla ricerca di un bar, per un semplice caffè.

Poi, mi si è spiegata davanti agli occhi questa splendida vista.

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E che si fa, non si entra? Riuscite ad intuire cosa abbia attratto la mia attenzione, vero?

Vegan + Lactose Free + Gelato italiano + tanto caldo + una ripida salita da affrontare = occasioni da non perdere.

Come avete visto il nome è Bon Bon e si trova lungo Main Gate Street, la via di Victoria che, dal bus terminal, vi conduce dritti dritti all’accesso per la Cittadella.

Il posto si presenta come una classica gelateria, c’è poco da raccontare, oltre alla simpatia del titolare, rigorosamente italiano.

È stato piacevole intrattenermi a conversare con lui, ascoltare le ragioni che da Milano l’hanno spinto fin qui e osservare la familiare accoglienza con cui tratta habituè e turisti.

Come dargli torno? Un’isola così pacifica, rispetto alla caotica Milano, da la sensazione di essere in vacanza 365 giorni l’anno, pur lavorando.

In realtà potrete guardarlo anche lavorare, perché da una finestra alle spalle del bancone si intravede il laboratorio che sforna gelati a pieno regime.

Per quanto riguarda la scelta di gelati senza lattosio e vegani, siamo sui grandi classici. Gusti alla frutta e cioccolata fondente. Nulla di più per il momento. Direi, comunque, più che sufficienti a soddisfare appetito e voglia di un buon gelato italiano.

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In ogni caso, il mio cono cialda è stato questo.

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Il gusto ottimo, uno dei pochi casi in cui becchi una gelateria per caso all’estero e assapori l’Italia nel cono. Perché il sapore è quello di un classico gelato italiano, con gli stessi “senza” che possono farci star tranquilli anche qui.

Salutata la gelateria Bon Bon, il mio itinerario gastronomico è proseguito fra le strade della Cittadella.

In realtà mi ero ripromessa di non pranzare, vista l’abbondante merenda, ma il caldo mi ha sopraffatta e l’esigenza di ricaricare le batteria anche.

Neanche questa tappa è stata programmata, ma si è rivelata comunque all’altezza.

Il nome dell’unico ristorante, racchiuso fra le mura della Cittadella di Victoria, è Ta’ Rikardu.

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Non si tratta solo di un ristorante. Questo luogo ha mille virtù. Si producono il vino in casa, il Gbejna, formaggio tipico dell’isola a base di latte di pecora. Vendono prodotti tipici locali, dalla gastronomia fino all’artigianato, souvenir e cartoline.

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Loro sono anche un ottimo ristorante, in cui assaporare la cucina locale autoctona, in un ambiente assolutamente rustico e caratteristico, entro le mura della vecchia capitale o al fresco, sulla terrazza panoramica.

Per chi può mangiare tutto, questo posto è il top per testare i prodotti dell’isola. Ho visto la maggior parte dei commensali iniziare il pranzo con una insalata a base di Gbejina, pomodori e olive, accompagnata da buon vino della casa.

Per ovvie ragioni di intolleranza, non ho potuto seguire il loro esempio. Ciò nonostante, dopo aver chiarito con la titolare le mie intolleranze alimentari, non ho rinunciato ai sapori tipici locali.

Il mio pranzo si è, quindi, tradotto nella tradizionale Fenkata maltese. Se vogliamo è anche un piatto simbolo dell’isola di Gozo.

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La Fenkata è il piatto unico per eccellenza, in questo arcipelago. Cotto e consumato nelle grandi riunioni di famiglia o di amici, in occasione della festa patronale di San Pietro e Paolo. Questo solo perché il coniglio, ingrediente base della fenkata, poteva essere consumato solo dai Cavalieri, ad eccezione di questa festività.

In più, la sua origine è da interpretare come una forma di resistenza rispetto alle restrizioni di caccia al coniglio, imposte durante il periodo dei Cavalieri di San Giovanni.

Un’origine molto antica, quella di questo stufato di coniglio fatto marinare nel vino e cotto con pomodoro spezie e verdure, per molto tempo.

Da Rikardu, come in altri ristoranti del posto, viene servito, generalmente, come condimento agli spaghetti o per secondo, accompagnato da patate.

Appurata l’assenza di latte e derivati, ho preferito la seconda soluzione.

Ecco, accompagnato dal solito pane tipico maltese è la fine del mondo. Il coniglio è talmente tenero da sciogliersi in bocca ed è saporitissimo. Credo possano mangiarlo anche coloro che non hanno molta simpatia per questo tipo di carne.

Con le dovute eccezioni, etiche o salutiste, è un piatto che va provato, perché è uno dei più rappresentativi della cucina locale.

Certamente, quelle che vi ho presentato, non solo le uniche soluzioni presenti a Rabat.

Nel breve tratto di strada percorso, avrei potuto testare altri prodotti da far rientrare nel mio itinerario gastronomico Free From.

Un altro locale che ha catturato la mia attenzione, per esempio, è il Cafè Jubilee. Il locale si trova nella mondana Piazza Indipendenza, sempre a Rabat, appena prima di giungere alla Cittadella. Ha un menù talmente vasto che credo nessuno possa uscirne a stomaco vuoto. In più espongono l’offerta di pasta gluten free.

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Infine, per gli amanti dello street food, impossibile non fermarsi ad una pastizzeria, per provare uno dei pastizzi tipici maltesi. Non va bene per chi soffre di intolleranze alimentari, già ve lo anticipo. Si tratta, infatti, di un rustico ripieno di ricotta, con tutte le limitazioni del caso. Può andar bene solo per chi sposa una dieta vegetariana o non presenta reazioni agli ingredienti utilizzati: farina, uova, burro, ricotta, appunto, sale e pepe.

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Dura, lo so, è stata molto dura passarci davanti e ignorarli completamente. Posso solo dirvi che esistono anche delle versioni ripiene con crema di piselli o, nel caso di Gozo, di formaggio a base di capra, per chi non tollera le proteine del latte vaccino. Queste sono, però, presenti in ogni caso, nell’impasto della sfoglia. Ho potuto solo fotografarle e condividerle con chi può consumarli direttamente.

Con questo chiudo il mio itinerario gastronomico a Gozo.

Per averci trascorso solo poche ore, direi di aver provato abbastanza. Se non altro, vi ho dato alcuni appigli a cui potervi aggrappare, qualora decideste di trascorrere alcuni giorni qui e provare i gusti locali.