EVENTI DEDICATI

IO, BLOGGER, ED IL MIO BATTESIMO DI FUOCO AL TTG INCONTRI

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Questa volta, solo per oggi, non vi parlo di un viaggio o un buon pasto free from. In questo articolo vi racconto la mia esperienza al TTG Incontri. La mia prima esperienza, anzi, il mio battesimo di fuoco in qualità di travel blogger.

Cos’è il TTG Incontri?

È letteralmente una fiera, dedicata esclusivamente ai viaggi ed al turismo, in cui operatori, provenienti da tutto il mondo, incontrano buyer e stampa, proveniente da tutto il mondo. L’evento si tiene ogni anno, orientativamente a metà ottobre, nell’enorme cornice di Riminifiera.

Sapevo di questo evento, ma non ricordavo fosse in questo periodo. L’ho (ri)scoperto un pomeriggio, mentre navigavo in internet, in cerca d’ispirazione per l’attacco dei miei articoli.

Ciò che più mi ha attratta, inutile negarlo, è stato il grande spazio riservato ai blogger.

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C’è stata un’area di padiglione completamente dedicata a noi, con sale per le conferenze, un lounge in cui rilassarsi e socializzare, uno spazio in cui incontrare direttamente gli operatori turistici. Ci si poteva accreditare nell’area stampa quale blogger ed iscriversi a questa iniziativa dal nome Meet Your Blogger.

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Ecco io non sono una veterana della materia, anzi. Mi reputo una neonata blogger, neanche particolarmente esperta di certi linguaggi digital, ma dalla voglia matta di assorbire il più possibile.

Beh, l’idea di potermi trovare fianco a fianco con i giganti del settore, coloro che ne hanno fatto un mestiere da anni. Anzi, fianco a fianco con coloro che hanno iniziato per passione e sono riusciti a farne un mestiere da anni, beh mi ha fatto brillare gli occhi. Non ci ho pensato due volte, ignara dell’idea di potermi rendere, forse, ridicola, una volta a contatto con loro. Nel senso stretto del termine, non ho i numeri neanche per potermi presentare. Con questa idea bizzarra di aprire un blog di viaggi per chi soffre di intolleranze alimentari, poi…

Bene, ignorando tutto questo e, onestamente, senza neanche grandi speranze di poter essere inserita nell’elenco dei blogger, con un clic mi sono accreditata. Esito? Positivo. Accreditata come stampa (alla stregua di un giornalista) ed iscritta al Meet Your Blogger.

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Ma cos’è questo Meet Your Blogger?

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Uno speed date. Dai non avete mai partecipato ad uno speed date in vita vostra? Neanche io, ma so cos’è. Ve lo spiego velocemente. Lo speed date è un’iniziativa generalmente organizzata in bar, pub, o locali vari, per far socializzare gente e, magari, aiutare qualcuno a trovare l’anima gemella. Ci sono diversi tavoli, con due sedie, una difronte all’altra, e, da un lato dei tavoli, sono sedute donne o uomini, dall’altro, scorrono a turno i soggetti del sesso opposto. Si hanno pochi minuti per presentarsi, dire cosa si cerca e fare domande per conoscere la persona seduta difronte. Poi, chi si siede decide se proseguire e approfondire la conoscenza altrove. Questo è uno speed date. Non vedetela come un’iniziativa per sfigati, ci si diverte molto e so che possono nascere delle belle amicizie. Non per pararmi le spalle, ma davvero non ho mai avuto occasione di partecipare ad uno di questi. Ai miei tempi universitari, però, era una cosa che andava molto.

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Ecco, premesso tutto ciò, il format speed date è stato riportato anche nel settore B2B. In questo caso, è stato adattato al momento Business to Blogger. Tanti tavolini concentrati in un’area del Padiglione, in cui, da una parte, erano seduti tutti i blogger partecipanti e, dall’altra, scorrevano gli operatori turistici per incontrare il loro blogger dei sogni. Romantico, no? Nulla di romantico, solo un’idea per avviare collaborazioni.

Quando si è concretizzata la possibilità che io facessi parte dei blogger seduti, ripeto, alla stregua dei giganti del mestiere, mi è salito il panico, proporzionalmente allo scorrere dei giorni. E ora, che faccio? – mi son chiesta – chi si siederà mai di fronte a me?

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È stata la mia prima volta dall’altra parte.

Nel mio vecchio lavoro, quello in cui ero impiegata fino ad un anno fa, ho partecipato a diverse fiere. Che fosse turismo o enogastronomia, dalle internazionali alle sagre di paese, ho perso il conto degli eventi B2B o B2C a cui ho partecipato. Sono sempre stata, però, dal lato aziende. Accompagnavo, o rappresentavo, le aziende del mio territorio che partecipavano per promuoversi. In questo caso, io sono stata dall’altra parte dello stand. Con il mio bel press badge, ho cercato di darmi un tono e presentare la mia idea al meglio.

Volete sapere com’è stato e com’è andata?

Beh, l’evento è stato superlativo. Non avrei potuto immaginare un’organizzazione migliore. Ve l’ho detto, non è la prima che vedo, ma è la prima che vedo così perfettamente armonica. Un grande teatro in cui gli orchestrai (le aziende) sono riusciti a suonare il loro strumento senza sopraffare le altre e facendo apprezzare tutta la sinfonia al pubblico (visitatori). Un’organizzazione perfetta, tempi perfetti, workshop interessanti, eventi originali e stimolanti.

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Le ragioni per cui ho preso parte sono state diverse. Come potrebbe essere ovvio, sono andata a cercare spunti e idee per i miei prossimi viaggi. Come è altrettanto scontato, sono andata a tastare il polso a molti tour operator per capire il loro livello di sensibilità sull’argomento intolleranze alimentari. Chiaramente, neanche tanto a margine, c’è stata l’intenzione di crescere, imparare, confrontarmi, ispirarmi a chi c’è da molto prima di me.

L’esperienza è stata un crescendo ed un alternarsi di emozioni.

Dallo spaesamento ed il timore iniziale, all’eccitazione, alla sorpresa e ancora alla gratitudine. Non posso dire di aver conosciuto nessuno in modo particolare, ma ho approcciato tante persone, soprattutto colleghi blogger, davvero ingamba. Da chi ha coordinato tutto, in maniera egregia, a chi, come me, se n’è stato, il primo giorno, seduto in un angolo del lounge a capire cosa fare e dove andare, è stato tutto positivo. In due parole ne è valsa la pena. Solo alla fine ho capito che è un evento a cui nessuno del settore dovrebbe rinunciare, fosse anche per fare un giro a curiosare.

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C’è stato praticamente tutto il mondo. Un potpourri di stand coloratissimi. Una piccola fettina di ogni Paese da ogni parte del pianeta. Superata l’ansia iniziale è stato divertentissimo. Nei momenti liberi e più spensierati mi son goduta un giro fra gli stand e… mamma quanto mondo c’è ancora da scoprire.

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Dalla convivialità e ospitalità delle Isole Fiji alla pasta di mandorle della Sicilia, qualcosa ho potuto degustarla anche io.

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Sì, tutto bello, ma per noi intolleranti, che hai scoperto?

Che c’è ancora molto da fare. Io, una piccola goccia nell’oceano di proposte travel, ma poche, nessuna adatta a noi. Forse ho sbagliato piazza, o forse no. Qualcuno sensibile sull’argomento c’è stato. Non esclusivamente impegnato in questo, ma attento anche a questo. Qualcun’altro, la maggior parte, è stato incuriosito dall’argomento, qualcosa a cui non aveva mai pensato, ma di cui riconosce l’esigenza di darsi da fare. Poi c’è stato anche chi tratta l’argomento già da tempo.

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Come dire, quest’anno abbiamo acceso la miccia, nei prossimi alimenteremo la scintilla fino a farla diventare un fuoco.

Al TTG Incontri, comunque, bisogna andarci. È un’esperienza da fare, assolutamente. Infondo, mi è andata meglio di quanto immaginassi. Quantomeno ho raccolto abbastanza per gustarmi, e farvi gustare, i miei prossimi viaggi.

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Qualcuno di voi ci è stato al TTG Incontri? Aspetto vostri commenti.

A presto.