Città, EUROPA, SENZA GLUTINE, SENZA LATTOSIO, UNGHERIA, VEGANO

INTOLLERANTI ALIMENTARI, E NON, A BUDAPEST: CONSIGLI PRATICI

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Iniziamo questo viaggio a Budapest con un po’ di informazioni pratiche, alcune di carattere generale, altre di maggior interesse per noi intolleranti alimentari.

Cosa mettere in valigia?

Sicuramente il costume da bagno e la cuffia, vorrete mica perdervi il bagno in una delle tante e famose Terme?

Altrettanto sicuramente magliette a maniche corte, felpa e giacca a vento. Questa è la classica città in cui tocca vestirsi a cipolla. Potrete beccare giornate atrocemente calde e serate pungenti, condite chiaramente dall’umidità del Danubio.

Scarpe comode. Vi consiglio di girare Budapest a piedi, ne vale la pena. Guardate un po’ che scorci…

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Medicinali per gli allergici, qualche scorta per gli intolleranti, che so merendine e snack lactose free, ad esempio. Dovesse capitare qualche morso allo stomaco e non si hanno a portata luoghi idonei, è sempre un paracadute senza rinunce!

Io sono stata bravissima a far entrare tutto in uno zaino, voi?

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Come raggiungerla dall’Aeroporto.

L’aeroporto dista dal centro circa mezz’ora ed i collegamenti sono impeccabili. Dal bus, alla metro, alla possibilità di condividere, con altri turisti, una navetta che vi lascerà proprio davanti al vostro hotel. Qui potrete dare meglio un’occhiata.

Io ho messo da parte per questa volta il concetto di vacanza low cost e ho preso un taxi. Lo rifarei di nuovo! Dimenticate le file interminabili, anarchiche e litigiose, le rincorse dietro un’auto, con il peso della valigia. Ad attendervi, appena usciti dal terminal, ci sarà la cabina del servizio taxi, con il suo bravo addetto pronto a stamparvi, su un lunghissimo scontrino: numero di prenotazione, distanza, tempi di percorrenza, costo e modalità di pagamento. Il taxi si paga in base alla distanza chilometrica e non al tempo. Almeno quelli prenotati. Io l’ho diviso con un’amica e mi è costato poco più di 10 €, immaginate se in macchina foste in quattro?

Parliamo di moneta.

Budapest è una città che ufficiosamente accetta gli Euro, chi più, chi meno, chi solo carta, chi anche spiccioli.

Il mio consiglio è di pagare, in ogni caso, con carta di credito o direttamente in Fiorini, la sua moneta ufficiale. So che è una rogna, ma in questo modo vi eviterete gli “arrotondamenti” del resto. Proprio così. Anche se pagherete in Euro, raramente riceverete il resto della stessa moneta. Vi restituiranno in Fiorini e certamente non vi troverete con i conti.

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Prelevate in uno dei tantissimi bancomat del centro, non andate a cambiare, men che meno in aeroporto. Le tasse vi uccideranno. Il cambio, invece, è decisamente a nostro favore (più o meno 300 Fiorini per 1 Euro) ed il costo della vita davvero ridicolo.

Come spostarsi all’interno della città?

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Budapest è una città che si cammina a piedi, perché non bisogna perdersi neanche uno scorcio, e perché è tutto relativamente a portata di mano. Magari organizzate i tour giornalieri per “distretti” e non avrete bisogno dei mezzi per spostarvi da un’attrattiva all’altra.

In ogni caso il costo del biglietto sui mezzi pubblici è quello classico: € 1,50. Meglio acquistare pacchetti da 10 o biglietti da 24h. Meglio ancora acquistare la Budapest Card, che oltre all’accesso su tutti i mezzi pubblici, include anche l’ingresso gratuito, o scontato, in molti musei. Potrete acquistarla ovunque: infopoint, musei, stazioni, hotel.

Devo ammettere, sempre parlando di mezzi pubblici, che l’utilizzo della metro non è molto intuitivo. In altre capitali sono riuscita a muovermi con molta più facilità.

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Ancora, non tutte le macchinette automatiche funzionano. Il touch screen di quelle in via Andrassy, la via che porta a Piazza degli Eroi, proprio non va. Ho dovuto litigare con ben 8 di queste, ingurgitare calmanti, sopprimere parolacce e istinti distruttivi, prima di riuscire a stampare le 10 corse. Roba da farsi venire un esaurimento nervoso.

Non tutti i conducenti di autobus e tram parlano inglese. Tracciatevi il percorso dei mezzi prima o in alcune zone potreste davvero impazzire.

La lingua?

Chiaramente l’ungherese. Chiaramente una lingua incomprensibile ai forestieri. Tranquilli però, qui l’inglese lo parlano molto meglio che in Italia, ahimè! A parte qualche addetto ai trasporti interni, dai ristoranti ai musei agli hotel e persino agli abitanti, tutti parlano inglese. Di più, nei luoghi turistici per eccellenza parlano anche italiano, menù inclusi. Poi vi dirò meglio.

Sul generico non intendo dilungarmi oltre, ne avrò di tempo per raccontarvi la mia.

Chiudo (per modo di dire) questo articolo, ovviamente, con qualche chicca per noi intolleranti.

In quasi tutti i ristoranti sono indicate le tabelle con gli allergeni presenti nei diversi piatti. Non avrete difficoltà ad individuare, quindi, cosa consumare e cosa no. Anche sotto questo punto di vista, Budapest è abbastanza al passo con i tempi.

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Nel caso vogliate delle informazioni più specifiche, ci sono alcune associazioni che potrete contattare direttamente. Solo alcuni esempi, per alcune intolleranze/allergie.

Per il lattosio:

  • la Laktóz Érzékenyek Társasága (Associazione Intolleranti Lattosio). Il sito è tutto in ungherese, magari datevi una mano con il traduttore. Non ci sono molte informazioni per chi viaggia. E’ più un’associazione di supporto dal punto di vista sanitario.
  • Qui, invece, un piccolo elenco di ristoranti lactose free potrete trovarlo.

Per il glutine:

  • Lisztérzékenyek Érdekképviseletének Országos Egyesülete. Mamma mia, impronunciabile! In questa pagina potrete trovare, comunque, un elenco di ristoranti e hotel che servono piatti gluten free. Personalmente ne ho trovati altri, dateci comunque un’occhiata.
  • Anche qui potrete trovare un corposo elenco di ristoranti/pasticcerie in cui affacciarvi.

Allergie varie:

Sul portale HáziPatika.com, troverete un lunghissimo elenco di aziende impegnate in altri tipi di allergie. In base alle diverse esigenze, potrete contattare quella che più vi aggrada.

Per il vegano potrete attingere da diversi blog, facilmente raggiungibili tramite google.

Vi riporto giusto i primi link che mi sono risultati dalla ricerca:

http://varosban.blog.hu/2014/06/18/itt_a_lista_a_legjobb_vegetarianus_ettermek_budapesten anche se è prevista la versione inglese, rimanete su quella ungherese e aiutatevi col traduttore, molto più semplice!

http://welovebudapest.com/kavezok.ettermek/vegan.helyek.budapesten, questo poi è un sito dedicato al turismo budapestino, casomai non vi bastasse ciò che avrò da raccontarvi io.

Giusto per gradire, ho beccato questo mega punto vegan, mentre ero in taxi. Siamo a due passi dalla Grande Sinagoga.

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Per gli amanti del kosher poi, che ve lo dico a fare, vi basterà addentrarvi nelle viuzze del quartiere ebraico e vi imbatterete in tanti ristorantini tipici. Questo, solo un esempio.

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A dormire, infine, dove si va?

Siamo in una capitale e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Come vi dicevo il costo della vita è piuttosto basso, per cui, volendo, potreste permettervi anche il lusso di una camera in un hotel pluristellato. Ho diviso una doppia con un’amica, in un 4 stelle, nel pieno centro di Budapest, e non ce ne siamo uscite con più di 50€ a testa, inclusa colazione.

Giusto per mostrarvelo… Il posto è stato l’Eurostars Budapest Center, a due passi dalla Grande Sinagoga.

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Un quattro stelle meritato. Sicuramente pulito, spazioso, silenzioso, molto efficiente. Personale gentilissimo e disponibile (anche troppo).

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Colazione internazionale degna di nota. Un italiano dallo stomaco adattabile, potrebbe tranquillamente pranzarci.

Gli intolleranti? Si saziano anche qui. Davvero, ce n’è per tutti i gusti. Chiaro che vi consiglio un hotel, magari prenotato con largo anticipo, perché ha molta più scelta nella colazione rispetto ad un B&B. Altrettanto chiaro che un po’ tutti sono preparati ad accogliere e accontentare le richieste delle più diffuse allergie.

Ho provato e testato personalmente la colazione senza lattosio. Cornettino a parte (una giusta trasgressione), il resto è stato abbastanza classico.

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Non per celiachia, ma per amor di patria ho anche testato la colazione senza glutine.

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Questa prevede scelte più orientate al salato che al dolce. Preparatevi psicologicamente, quindi, se, come me, le uova a colazione proprio non riuscite a mandarle giù. Il pane gluten free è standard, c’è solo quello, lo troverete anche nei ristoranti. Il sapore non saprei definirlo, per me è stato abbastanza insipido. Cercate di farcirlo con qualche companatico dal carattere forte.

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Bene, dopo ben due articoli di presentazione generale, direi che è arrivato il moneto di entrare nel particolare. Dai prossimi post si farà sul serio. Inizieremo a conoscere meglio questa città, ed inizieremo a farlo partendo dalla festa nazionale per eccellenza: Santo Stefano.

Non vi anticipo più nulla, continuate a seguirmi!