Città, ITALIA, Lombardia

IL QUARTIERE DEI GRATTACIELI E PIAZZA GAE AULENTI: LA MILANO VERTICALE.

Grattacieli

Non ci sono scuse per giustificare questa mia assenza prolungata dal blog, se non la terribile influenza che mi ha colpita e che ancora mi costringe a letto. La voglia di continuare a raccontarvi Milano, però, è più forte di questo mal di testa. Così, oggi, vi porto in una zona completamente diversa da quelle visitate fino ad ora: il quartiere dei grattacieli.

Siamo a Porta Nuova: questo ambizioso progetto che ha trasformato l’area in quello che sembra un pezzo di metropoli statunitense trapiantato in Italia. A dominare, qui, non sono certo i colori pastello delle facciate liberty o  il romanticismo egocentrico dei Navigli o, ancora, la stravaganza di Brera. Il grigio è il colore preponderante.

Il grigio dell’acciaio e delle vetrate che ricoprono gli altissimi grattacieli, il grigio del cemento, il grigio della pavimentazione di Piazza Gae Aulenti, il grigio del cielo. Grigio come gli abiti di tutti coloro che occupano gli uffici collocati nel quartiere più avveniristico di Milano.

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Dove prima non c’era alcunché, oggi ritroviamo una città che si è sviluppata in verticale, in barba a quanti sostenevano l’esclusiva predominanza del Duomo.

Già in altre parti d’Europa abbiamo riscontrato questa “usanza”: i fabbricati  privati non devono superare, in altezza, quelli sacri ed istituzionali.

Questa regola è valsa anche per Milano fino alla prima metà del Novecento. Anche se, in questo caso, il limite è stato una questione prettamente legata al rispetto per lei: la Madunina.

Potete dir quello che volete ai milanesi, ma, allora come ora, tutto deve avvenire “All’ombra della Madonnina“. Deve essere Lei il soggetto più elevato rispetto a tutte le altre costruzioni della città ambrosiana.

Ma siamo nel periodo in cui l’industrializzazione e lo sviluppo galoppano ad alta velocità e che si fa? Si rinuncia a cotanta modernità solo per non superare il capo della Signora di Milano? Certo che no e certo che tale limite non bisogna toccarlo. Così Gio Ponti pensa bene di porre una statua della Madonnina sulla terrazza dell’edificio che per primo supera l’altezza del Duomo: il Pirellone.

Siamo solo nel 1960 e, da allora, è stato tutto un susseguirsi di costruzioni che hanno sfidato la forza di gravità.

A seguire, le Torri FS, il Palazzo Lombardia, la Torre dell’Uncredit, la Torre Solaria, il Bosco Verticale e Torre Diamante.

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Ad occupare lo skyline, prima di tale data, invece, son state Torre Branca, Torre Velasca e Torre Galfa.

Una giungla di grattacieli, se vogliamo, di quelli che, nel Bel Paese, non ti aspetti di trovare.

In questo trionfo di grigiore, l’isola che più attrae è Piazza Gae Aulenti, proprio quella dominata dalla Torre dell’Unicredit.

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Servita da ben due fermate della metro: Garibaldi e Gioia, è senz’altro il simbolo della Milano contemporanea e all’avanguardia.

Apparentemente una zona fredda e senza anima, essa nasconde un vero cuore pulsante. Un cuore fatto di turisti, non tantissimi, ma sufficienti a non farvi sentire gli unici viaggiatori. Un cuore fatto di vecchie amiche che popolano i bar ed i negozi di cui è piena la piazza. Un cuore fatto di artisti di strada e breaker che provano le loro acrobazie, come di gente che, nonostante il freddo, si diverte a passare sui getti d’acqua.

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E così, la naturale vocazione lavorativa della Milano più moderna lascia spazio anche alla vita mondana ed al relax.

Una passeggiata che vale la pena fare, soprattutto se, a differenza mia, sarete abbastanza fortunati da capitare nel giorno di apertura del 39° piano. Quello di Palazzo Lombardia. È da lì che potrete ammirare lo splendido skyline della città meneghina, ai vostri piedi. Ogni domenica dalle 10 alle 18.

Io non ho di che lamentarmi, comunque. Il mio caffè e le belle curiosità le ho gustate comunque.

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E voi? Vi siete allungati fino alla Milano moderna? Aspetto i vostri commenti.