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GENOVA: ARTE ED UN PROGETTO FREE FROM CHE FA SCUOLA

Genova

Genova non è solo Acquario e pranzi vegani.

A Genova c’è tanto da vedere. Io sono rimasta sul classico: Galleria Nazionale Palazzo Spinola, Cattedrale di San Lorenzo. Ancora, Palazzo San Giorgio, solo esternamente. Per chi soffre di intolleranze alimentari, poi, c’è una bella sorpresa a fine post.

Partiamo da Palazzo Spinola: Patrimonio dell’Umanità.

Un po’ contorto il percorso, per definirlo tale. Non è che questo Palazzo, da solo, sia Patrimonio UNESCO. Lo sono i Rolli di Genova, di cui questo edificio fa parte. Rolli? Sì, Rolli: luxury B&B di epoca Cinquecentesca. Ve lo spiego meglio. Si tratta di antichi palazzi, appartenenti alla Genova bene, che si candidavano ad ospitare personaggi e, successivamente, viaggiatori illustri, in visita alla Serenissima Repubblica. Dai, non ci sono andata lontana.

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Palazzo Spinola, rientra in questi Rolli e merita una visita per due ragioni: la bellezza delle sale e la bellezza delle opere conservate.

Per visitarlo vi converrà prenotare, se siete in gruppo. Nel mio caso, viaggiando in solitaria, non è stato necessario. Le visite sono scandite in gruppi di 25 persone, per cui meglio arrivare un po’ prima per i biglietti. Non sono tutte visite guidate, semplicemente ci sarà qualcuno del personale che vi seguirà come un’ombra, accompagnandovi nel vostro giro, in assoluta discrezione. Chiaro che vogliano assicurarsi che nessuno faccia danni.

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Lo vediamo meglio? Vediamolo, dai e raccontiamolo, soprattutto.

Partiamo col dire che questo Palazzo è stato edificato da Francesco Grimaldi e, successivamente, passato a diverse proprietà illustri di Genova. Da Pallavicino a Maddalena Doria agli Spinola, appunto.

Diverse le opere di ristrutturazione, integrazione, adattamento. Diverse le collezioni, le opere ospitate, diverse le firme che le hanno realizzate: da Antoon van Dick a Pieter Paul Rubens.

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Il percorso si articola per piani: primo, secondo, terzo, tutti collegati dallo scalone monumentale.

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Ogni piano è un susseguirsi di saloni e salotti, affreschi, sculture, mobili, vasi, ritratti, tutto di grandissimo pregio e raffinata fattezza. Ci credo che marcano stretti, sia mai.

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Durante la visita, mi hanno fatto completamente perdere la testa le antiche carte geografiche, lungo lo scalone. Queste sono state realizzate ad Amsterdam, in una nota stamperia dell’epoca (metà Seicento). Solo una mia personale passione, oggettivamente c’è molto altro da ammirare.

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Altro punto suggestivo del Palazzo: la Galleria degli Specchi. Mamma che vanitosa questa Maddalena Doria, non voleva mai perdersi di vista. Invece no, questa chicca fascinosissima era un un must dell’epoca. Una di quelle tendenze che giungevano dalla lussureggiante Versailles, che le mode non le seguiva, ma le faceva.

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Ultima informazione? Siamo a Piazza di Pellicceria, pienissimo centro di Genova, ci potrete arrivare molto facilmente.

Palazzo Spinola non vi è bastato? Andiamo avanti.

Sicuramente da vedere c’è anche la Cattedrale di San Lorenzo, specie se, come me, deciderete di andare a mangiare a La cucina di Giuditta. E’ proprio dietro l’angolo.

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Il luogo sembra essere dedito al culto già in epoca Romana e sicuramente prima dell’anno 1000.

Chiesa palesemente in stile gotico, realizzata a step, come sempre, facciata tipica dello stile genovese.

Una curiosità? Il campanile, o torre campanaria, per usare termini più distinti, è alto ben 60 metri, la torre più alta di tutta la Regione. Provateci voi a fotografarlo a breve distanza.

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Il complesso è ammirevole. Sicuramente in Italia ci sono esempi più monumentali e noti, ma perché tenerla in secondo piano una Cattedrale così? Se passate in quel di Genova, non focalizzatevi solo sull’Acquario, da vedere c’è tanto altro ancora.

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Palazzo San Giorgio, per esempio, che non è quello di Trani, visto qualche giorno fa, ma quello di Genova. Questo, poi è vicino vicino al porto. Uscite dall’Acquario e ve lo ritrovate davanti. Vorrete mica perdervelo? Guardate solo la facciata.

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Ok, con le attrattive non vado avanti. Anche perché a Genova ho trascorso solo una giornata. Credo di aver dato abbastanza.

Vi avevo promesso una chicca interessante a fine articolo, ed eccoci qui. Non si tratta di un ristorante, né di un pranzo o un prodotto. Si tratta di tanti ristoranti riuniti in un unico progetto: GAIA – Eat Safely Liguria.

GAIA è un marchio, un bollino che certifica e garantisce quelle strutture che aderiscono al progetto, seguono le loro linee guida e sono sicure per allergici e intolleranti alimentari. L’acronimo GAIA sta, infatti, per Gruppo Allergia e Intolleranza Alimentare e riunisce diversi partner istituzionali e non: dalla Camera di Commercio di Genova all’A.I.C. Liguria, dall’Associazione Ligure Allergici all’Università degli Studi di Genova. L’elenco completo dei partner potrete leggerlo sul sito del progetto. Così come potrete scaricare dal sito anche l’elenco di ristoranti che aderiscono al circuito Genova Gourmet. Ad oggi ne sono oltre 40. Se non vi è garbato il mio pranzo vegano, con questo elenco avete solo l’imbarazzo della scelta.

Allora, contenti?

Io sì, tanto. Questi sono passi avanti molto importanti per noi intolleranti/allergici alimentari. Se questa diventasse una best practice, saremmo a cavallo. Non resterebbe che auspicarne la replicabilità a livello nazionale ed europeo.

Brava Genova e brava Liguria. Così ci piaci.

Noi ci ribecchiamo presto. Mica vi lascio qui. Ancora tanti i posti da scoprire.