EMILIA ROMAGNA, ITALIA, Sapori Free From, SENZA LATTOSIO, SENZA UOVA, VEGANO

UN GELATO SENZA LATTOSIO IN UNA MATTINA D’AUTUNNO

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Chi ha voglia di un gelato in pieno autunno? Io! Se poi è a base vegetale, ancora di più.

Insolito argomento, praticamente alle porte del Natale, ma in questo post vi parlo di gelato senza lattosio.

In uno dei miei post del precedente viaggio a Rimini, vi avevo mostrato La Scintilla, questa gelateria ad angolo fra Piazza Cavour e Corso d’Augusto.

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Cosa mi aveva attratta? Il fatto che offrisse gelati a base di soia.

Ora, da quando ho scoperto la mia intolleranza ai caseari sono diventata un’accanita consumatrice di latte di soia. Da un po’ di tempo a questa parte, man mano che vado avanti con le mie letture relative alla salubrità degli alimenti, non simpatizzo più così tanto per la soia. Sto cercando di liberarmene o, quantomeno, di ridurne molto il consumo.

Chiusa questa parentesi personale, al di là del fatto che sia più o meno sana, diciamo che, una volta tanto, non guasta. A meno che non siate allergici o intolleranti a questo alimento.

Vediamo meglio che gelato ci offre La Scintilla.

Ad accogliermi c’è stata una simpatica signora, l’addetta, che ha fatto continuamente da spola fra il bancone ed il laboratorio.

Le ho manifestato le mie esigenze e mi ha presentato un po’ di gusti, sia a base soia che a base riso. Meglio, latte di riso.

Non tantissimi gusti. Poche creme, soprattutto. Quelle che io adoro. Sicuramente gusti alla frutta, chiaramente a base acqua, come la cioccolata fondente.

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Nocciola e cioccolato a base soia e solo il fiordilatte (o panna) a base riso.

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Prima di decidere quali scegliere, la signora mi ha gentilmente fatto degustare il gelato che più mi ha incuriosita. Alla fine, la mia coppetta è stata composta con cioccolato di soia (giusto a conferma di quello che scrivevo poc’anzi) e sambuco e mirtillo.

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Ecco, io ho dimenticato quale sapore abbia il gelato “lattosato”. Questo non è stato male, nulla di eccezionale, ma godibile.

Ho preferito la coppetta per potermelo gustare con calma, seduta proprio di fronte a Piazza Cavour e godermi un po’ il passeggio di questa tiepida giornata autunnale. Dopo giorni di pioggia, nebbia e raffreddore, un cenno di tregua, con qualche memoria d’estete, era quello che mi serviva.

La gelateria, però, dispone anche di coni vegani e senza glutine. Tutti opportunamente incellofanati nella loro confezione.

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In realtà, spulciando un po’ sul loro sito internet, viene fuori che la gelateria è stata fondata da uno scrittore e nutrizionista o, come si definisce lui, scienziato della nutrizione. Viene anche fuori che è un franchising principalmente diffuso in Romagna ed a Miami. Caspita. In più, salta anche una certa attenzione nella preparazione dei gusti adatti a tutti. Per gli intolleranti alimentari, per gli atleti, per i celiaci, a basso contenuto di zucchero.

Ricorrono, inoltre, ad un metodo personalizzato di lavorazione. Nei laboratori preparano le basi uguali per tutti. Ogni gelateria, con la sola aggiunta di latte e zucchero, se lo pastorizza per conto proprio.

Non entro nel merito della lavorazione, perché non sono esperta. È uno scienziato dell’alimentazione e saprà cosa fa. Posso solo dirvi che, nella mia indecisione sulla scelta dei gusti, la signora che mi ha servita ha ribadito più volte la forte attenzione igienica nella preparazione dei gusti free from. “Li prepariamo per primi, perché non deve esserci latte né contaminazione. Sanifichiamo sempre i macchinari, in modo che siano puliti e pronti per la lavorazione dei gelati per gli intolleranti alimentari.”  

In laboratorio non ci sono entrata, come non entro nelle cucine dei ristoranti in cui mi reco. Posso solo fidarmi della loro parola e provare. In questo caso, come negli altri, posso dire di non aver avuto reazioni. Per cui, l’offerta free from c’è. Casomai vi venisse voglia di gelato a Natale.

Per il gluten free, hanno anche un’offerta in questo senso, ma, ma, non sono certificati e non sono nel prontuario. Non me la sento di consigliarvela spassionatamente. A voi valutare se provare o meno.

Gli ambienti sono questi. Lungo banco di gelati a pozzetto, come si vedevano una volta. Una scelta per salvaguardare la qualità, a quanto pare. Frigoriferi per i semifreddi ed una grossa vetrata su Piazza Cavour.

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Pochi tavolini, più per un consumo da passeggio e da asporto. Se proprio doveste beccare una bella giornata calda, ci sono anche un paio di panchine esterne, proprio accanto all’ingresso.

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Anche questa ve l’ho raccontata, con le giuste accortezze, provare per credere. Giusto per ispirarmi ad un famoso astrologo, non credete a ciò che scrivo, verificatelo e, se vi va, commentate pure.

A presto.