Caseari, Città, Conservanti, Glutine, Sapori Free From, TOSCANA

LA GARFAGNANA IN TAVOLA: LOCAL FOOD MARKET

Garfagnana

Nei miei diversi giri fra Toscana e Liguria, di quelli che state leggendo ultimamente, vorrei parlarvi un po’ di Lucca e Garfagnana. Spenderò diversi articoli a proposito di soluzioni per noi intolleranti, in questa città.

E’ proprio con una recensione che vorrei iniziare a farvela conoscere, partendo dall’ultimo pranzo consumato, prima tornare a casa.

Siamo al Local Food Market di Lucca, un ristorante/pizzeria, in via San Paolino, comunque dentro le mura. Potrete, quindi, arrivarci molto tranquillamente, con una bella passeggiata nel centro storico, da una porta all’altra.

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Ad attrarmi è stato proprio il nome: local food market. Produttori locali, eccellenze italiane, mercato e ristorante in unica soluzione, “non possono non avere qualcosa anche per me” ho pensato. E non mi sono sbagliata.

Il posto è molto carino, è molto agrumato. Entrando avrete la sensazione, per un attimo, di essere in uno dei quei giardini di Sorrento, pieni di limoni. Limoni ovunque, maioliche, tutto molto green. Uno squarcio di Costiera, in una città molto toscana. Cosa può centrare? Me lo sono chiesta, in effetti.

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Il realtà il posto è molto godibile. Ci sono soluzioni sia interne che esterne al locale, dipende dalle preferenze. In estate è sicuramente meglio fuori, in mezzo a tutto questo verde, che al di là della costiera, richiama anche molto il senso di green a cui il locale si ispira.

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A voi la scelta. In ogni caso, potreste anche preferire un tavolo all’interno, fra gli scaffali delle eccellenze locali ed italiane, in generale.

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Come ben si intuisce dal nome, parliamo di un punto vendita in cui convergono tutti prodotti di aziende locali o, comunque, della zona. Prodotti d’eccellenza, s’intende. Diverse sono le DOP, le DOC, le IGP che incontrerete nel negozietto, oltre che nel menù. Almeno così potrete toccare con mano le materie da cui elaborano i piatti.

Ah, ma quanto la fai lunga… mostraci cosa possiamo mangiare! Avete ragione. Procedo subito a mostrarvi il mio “frugale” pasto.

Antipasto: prosciutto e melone. Ma mica un prosciutto e melone così, tanto per. Il prosciutto è di Bazzone e niente po po di meno che presidio slow food. Localissimo, prodotto nella Garfagnana, è locale anche nel nome.

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Bazzone deriva infatti da bazzo, il termine con cui si indica un mento allungato, secondo il dialetto locale. Beh, chiaramente la forma di questa coscia di prosciutto ricorda molto un mento allungato, per questo lo hanno chiamato così. Secondo il processo di lavorazione dovrebbe essere, anzi è, privo di lattosio e conservanti. Che ve lo dico a fare? Certo che è un piatto free from.

Proseguiamo con il primo piatto: Zuppa di Farro della Garfagnana IGP e pancetta di Gombitelli.

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Dire Garfagnana è come dire farro. Questo è il cerale per eccellenza, prodotto in quest’area. Lo stesso con cui sfamano i suini di cui sopra. Certamente sono IGP, perché si tratta di una varietà autoctona abbastanza antica, recuperata e portata all’eccellenza.  E questa pancetta di Gombitelli, cos’è? La pancetta è pancetta, prende il nome dal Comune da cui ha origine. Meglio conosciuta col nome di pancetta stesa, prevede pochi giorni di stagionatura: 50 – 60. Rispetto ai 20 mesi del prosciutto dell’antipasto, molto più fast. Allergeni? Non scherziamo, tutto senza lattosio, senza conservanti e più locale di così si muore.

Ve lo avevo detto che si trattava di un pranzo frugale. Certo, ammetto, non proprio estivissimo, ma gustoso ugualmente. Se soffrite il caldo, magari, la zuppa ve la ordinate a cena. Qui l’arietta è bella fresca, in serata si può fare.

Allora piaciuto questo trionfo di Garfagnana a tavola? A me sì: senza rinunce e genuino.

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Non contenti, se volete portarvi dietro delle caramelle fruttate, accanto alla cassa vendono queste Ginevrine tutte naturali e senza glutine. Zero additivi anche.

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Allora, per ora mi fermo. Vi ho messo la pulce nell’orecchio. Vi parlerò ancora di Lucca, ma non ora. I prossimi post si chiameranno Genova.

A presto!