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UN FORMAT DI LOCALE FREE FROM? PARLIAMONE CON FRULEZ

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Non molto tempo fa, ho avuto il piacere di scambiare una piacevole conversazione con una persona che stimo tanto. Anche lei soffre di intolleranze alimentari ed è molto attiva nella ricerca di soluzioni gustose per chi ha esigenze speciali.Costruisciti un format nella tua testa. Come deve essere un ristorante Free From, secondo te? Immagina uno standard e seguilo come linea guida delle tue recensioni“.

Non son state proprio queste le parole, ma il senso è stato questo. Non so quanto consapevolmente o volontariamente lo abbia fatto, ma, con una sola frase “costruisciti un format nella tua testa e seguilo”, mi ha aperto un mondo. Da allora, non ho più smesso di pormi questa domanda “Come deve essere un ristorante free from, secondo me?”

Partiamo dall’assunto che un ristorante Free From, per il fatto stesso di essere associato all’accezione Free, deve essere un posto in cui tutti devono sentirsi a proprio agio.

Sono vegano? Qui posso mangiare. Sono attento alla salute? Qui trovo ingredienti green e biologici. Sono onnivoro? Benissimo. Qui c’è tutto il sapore della tradizione. Non SCELGO di abbracciare nessuna di queste tendenze, ma DEVO farlo perché sono celiaco o intollerante? Ancora meglio, qui ce n’è anche per me.

Questo, forse, potrebbe essere il punto di partenza per riflettere su come dovrebbe essere un ristorante Free From.

Il fatto sorprendente è che, non molto più tardi da quella conversazione, ho avuto finalmente l’occasione di sedermi in un locale che ha fatto lo sforzo di provare ad essere un posto Free From.

Il suo nome è Frulez e si trova in Piazza Umberto I, a Bari.

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Siamo centralissimi, appena a due passi dalla stazione e da dove partono molte delle arterie principali della città. Che lo vogliate o no, ci dovrete passare. Che l’abbia fatto apposta o no, ci sarò passata mille volte e non me ne sono mai accorta. Perché spesso è così, specie quando si hanno esigenze alimentari speciali. Trovi i locali che ti soddisfano e vai sempre lì, non ti preoccupi del fatto che, magari, nel frattempo, sia venuto fuori qualcosa di meglio.

Frulez è un format, un franchising. È un bistrot che copre tutte le fasce di offerta alimentare legate ai pasti principali e secondari della giornata. Non un ristorante e basta. Non un bar e basta. È un bar, un ristorante, un bistrot, un take away, una consegna a domicilio.

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Vi offre colazione, pranzo, cena, merenda, aperitivo, qualcosa da bere. Pausa pranzo o puro relax, in un contest fresco, fruttoso, moderno con tratti pop e vintage. Un po’ stile industriale.

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Io qui ci ho consumato la colazione, appena toccato il suolo barese. Brioche vegana, crema e marmellata, ed espressino di soia.

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Ampia scelta di proposte Free From. Senza lattosio, senza latte, senza uova, vegane. Cornetti, torte, brioches. Vuote, piene. Creme, marmellate, cioccolata, crema e marmellata insieme.

Espressini, cappuccini, latte e basta. Si, ma che latte? Soia, avena, riso, delattosato.

Succhi di frutta a volontà e secondo stagione. Frutta fresca o succhi già confezionati. Tutto rigorosamente bio e green. E vi sto scrivendo solo della colazione.

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A voler spulciare il menù, si trovano zuppe, insalate, carne e pesce. Club sandwich o tradizionalissimi panini.

Per buona pace dei gluten sensitive e celiaci posso confermarvi che fa parte del circuito A.I.C. – Alimentazione fuori casa. È nel prontuario e state sicuri.

Ma c’è n’è solo per chi ha esigenze speciali? No, ce n’è per tutti.

L’intrattenimento della mia colazione è stato vedere il via vai del facchino che ha trasportato e scaricato cassette di frutta e verdura fresca, come se non ci fosse un domani.

Ho osservato per tutto il tempo gli chef all’opera per il pranzo, nella cucina a vista.

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Con occhio attento, potrete scorgerli quegli ingredienti più innovativi, che vengono da lontano e che stanno per sposarsi a quelli più tradizionali e locali.

Che sia zenzero, curcuma, agave, cardamomo o più semplicemente carne e capocollo di Martina Franca, potrete vedere, direttamente con i vostri occhi, come meglio mescolano i sapori per soddisfarli proprio tutti, questi avventori.

Un format, quello di Frulez che forse può ispirarmi la risposta. Come deve essere un ristorante Free From? Un posto in cui tutti trovano posto senza che nessuno rinunci al proprio palato. Un posto libero e senza. Free e Free From.

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Se è vero che il buongiorno si vede dal  mattino, questa mattina a Bari è iniziata col piede giusto. Vedremo fra poco, come proseguirà.

Per chi volesse provare a rispondere all’idea di format Free From, sono tutta orecchie.