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FENG SHUI E PIATTI SENZA RINUNCE AL MAITREA DI PRAGA

Feng Shui

A pochissimi passi dalla Piazza della Città Vecchia, dove abbiamo visto l’orologio astronomico di Praga, c’è questo ristorante molto, ma molto alternativo, almeno per la comune cultura occidentale: il Maitrea.

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Il nome del locale si ispira a Buddha Maitrea, che vorrebbe dire in Italiano: benevolenza. Quindi, in questa occasione, sono stata a mangiare alla “benevolenza”.

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Cosa ha di alternativo questo ristorante? Apparentemente nulla, nella sostanza tutto.

Diciamo che molto poco è lasciato al caso, qui.

Vi ricordate quando vi ho raccontato del mio pranzo vegano a La cucina di Giuditta, in quel di Genova? Lì tutto era curato nel minimo dettaglio e, ciò che poteva sembrare un locale semplice e senza pretese, in realtà si è rivelato gourmet e pienamente rispondente ad una precisa filosofia di vita.

Ecco, qui è stata più o meno la stessa cosa.

Come si può intuire dal nome, Maitrea, tutta la disposizione del ristorante risponde ad una precisa arte orientale: il Feng Shui. Fe che? Feng Shui. Perché, vi suona strano?

Il Feng Shui è, appunto, un’arte di origine cinese che va, come dire, a supporto dell’architettura.

Nasce lì dove nasce tutto: gli elementi indispensabili per la vita. Yng e Yang, acqua e vento, ma anche terra, fuoco, metallo e legno. Dipende da quale filone, o interpretazione, vogliate dare alle sue origini. Sicuramente il tutto riconduce all’energia degli elementi ed ai loro collegamenti con i quattro punti cardinali terrestri. Solo a titolo esemplificativo: l’acqua viene ricondotta a Nord, il fuoco a Sud.

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Ognuno di questi elementi, poi, rappresenta determinate caratteristiche, funzioni e momenti della giornata. Sempre rifacendoci ad acqua e fuoco, il primo è considerato un elemento femminile, che incarna sentimenti, tranquillità, riposo, interiorità. Il secondo rappresenta più la creatività, l’estro, la luce.

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Va bene Paola, bello il Feng Shui e bravo chi l’ha inventato (non aveva a chi pensare, si dice dalle mie parti), tutta questa tiritera per dirci cosa? Non scherzateci su, perché le filosofie orientali sembrano troppo astratte ed aleatorie, ma, forse, potrebbero insegnarci a vivere meglio.

Tutta questa tiritera per spiegarvi che l’arredo di questo locale non è affatto lasciato al caso. È perfettamente armonico, equilibrato e invita alla distensione.

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Sempre tornando ai dogmi del Feng Shui, ogni stanza e relativo arredo della casa dovrebbe avere una precisa collocazione in base alla sua funzione. Meglio se la camera da letto sia orientata verso nord. Anzi, meglio ancora se ognuno dormisse con la testa rivolta verso nord e i piedi verso sud. Avete provato? Dormite meglio? Sì, ok, avete ragione, neanche a me funziona. Bastasse solo questo…

Noi continuiamo a ridere e scherzare, ma in Oriente ci sono veri e propri consulenti di Feng Shui che forniscono preziosi suggerimenti su acquisto di terreni, edificazioni di palazzi, disposizioni della casa, data del trasloco. Davvero, approfondite e scoprirete un mondo nuovo.

Lungo excursus sul Feng Shui a parte, che siano validi o no i suoi dogmi, sta di fatto che l’ambiente creato in questo stile si è rivelato davvero molto gradevole. Il senso di relax, equilibrio, pace che si respira in questo ristorante, non è da sottovalutare, né c’è da scherzarci su. Forse dovremmo tutti, un po’, orientalizzarci e vivere in maniera più slow per vedere cosa succede.

Il cibo? Vi ho “acculturati” così tanto sull’Oriente che non vi ho ancora detto perché l’ho scelto e cosa ho mangiato.

L’ho scelto perché è un ristorante vegetariano, con diverse proposte anche vegane, che per noi intolleranti vogliono dire tranquillità dal punto di vista del lattosio, della caseina, del glutine, delle uova, e anche del nichel e dell’istamina (in alcuni casi).

Dopo una lunga riflessione su cosa fosse opportuno ordinare, il mio pasto è stato il seguente.

Riso, tofu, latte di cocco, peperoni. Ci ho messo un po’ a capire come mangiarlo, dall’alto della mia ignoranza. Alla fine ho mescolato tutto in una ciotola ed il risultato è stato davvero gustoso. Sicuramente è stato un piatto senza lattosio, caseina, nichel, uova, frutta a guscio e glutine. Bassissimo livello di istamina. Scusate, scritto così sembra più un non piatto. Fidatevi, è stato buono, sapore particolare, ma buono.

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Per dare più consistenza al pasto, ci siam fatti portare due crêpe agli spinaci, con melanzane e pomodori secchi. Tutta l’istamina ed il nichel risparmiati nel piatto precedente li ho recuperati in un solo boccone di questo. In effetti ne ho mangiato meno della metà. Conteneva tutto il sapore che mancava al primo piatto. Allergeni? Basso contenuto di lattosio e niente frutta a guscio. Niente lievito, anche.

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Dessert? Certo. Quando riesco ad andare in un ristorante che propone anche vegano, il dessert è un must, perché nel 98% dei casi qualcosa di buono e senza lattosio ce l’hanno.

Qui regnano cioccolato e nocciole. Buono, buono davvero. Sfido chiunque a dirmi che il cioccolato non lo sia. Niente lattosio, lieviti, uova. Il resto purtroppo c’è stato.

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Ah, scordatevi anche le solite bevande commerciali. Qui tutto biologico, eh! (non fraintendete la foto, nessun messaggio subliminale, la cola si chiamava davvero così)

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Questo è stato il Maitrea, una perfetta ed equilibrata sinfonia di colori, profumi e sapori orientaleggianti che ci hanno lasciati soddisfatti e senza rinunce.

Se ci capitate, fatemi sapere.

Alla prossima.