Città, SENZA NICHEL, UMBRIA

LA CERAMICA DI DERUTA PER GLI INTOLLERANTI AL NICHEL

Ceramica di Deruta

Prima di chiudere il mio viaggio nella splendida Perugia, mi sono imbattuta in un mercatino tanto piccolo quanto caratteristico: quello della ceramica di Deruta.

Si tratta di un numero davvero ristretto di bancarelle, che si riuniscono alle spalle della Cattedrale di San Lorenzo, durante il fine settimana, per vendere quelli che sono gli utensili e gli ornamenti che meglio rappresentano l’antichissima tradizione artigiana di queste terre.

La Ceramica di Deruta è ormai nota in tutto il mondo e potrete trovarne di ogni sorta, oltre che in questo mercato, in molti punti vendita dedicati, nella città.

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Non vorrete mica lasciare Perugia e l’Umbria, senza portare con voi un souvenir realizzato con questo tipo di ceramica?

Quello della Ceramica di Deruta è, infatti, una delle espressioni di artigianato più antiche e rappresentative, a mio avviso, a livello nazionale.

Informandomi un po’ sulla storia di questa ceramica, dobbiamo tornare indietro di diversi secoli, se non addirittura millenni, per rintracciarne l’origine.

Sin dalla fine del XIII secolo esiste, infatti, una comprovata denominazione di “terre dei vasari” per indicare molti dei Comuni perugini, prossimi alle rive del Tevere: Torgiano, Marsciano, Deruta.

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Le origini così antiche di quest’arte sono riconducibili anche e soprattutto alla natura geologica di questi terreni, molto ricchi di argilla e silice.

La prima era utile alla realizzazione delle ceramiche, appunto, ed alla modellazione delle stesse in diverse forme e dimensioni, grazie alla sua plasticità.

Il silice era, invece, un minerale alla base degli smalti che servivano poi a decorare gli oggetti realizzati con l’argilla. Già in altre occasioni abbiamo avuto modo di scoprire come il silice fosse utile a molte tecniche di colorazione.

Lo sviluppo esponenziale che quest’arte ha conosciuto nel tempo e soprattutto durante il Rinascimento, fino a farla giungere ad un buona prassi di monoeconomia locale, è da ricondurre proprio alla localizzazione dei territori, in un luogo di snodo e crocevia di numerosi passaggi lungo quella che era la nota Via Tiberina.

Osservando e studiando l’origine delle ceramiche di Deruta, ci troviamo, quindi, dinanzi ad un altro esempio di come le risorse naturalmente contenute in un terreno possano essere alla base di insediamenti abitativi, crescita e fiorenti sviluppi economici. Qualcosa di molto simile abbiamo osservato con i Trulli di Alberobello e le Ceramiche di Grottaglie.

Tralasciando tutte le evoluzioni che la lavorazione della ceramica di Deruta ha conosciuto nel corso del tempo e delle influenze artistiche ricadute su queste aree, trovo sia molto importante sottolineare l’aspetto che più interessa ai lettori di questo blog.

Per quale motivo la ceramica di Deruta dovrebbe infatti interessarci, a parte che per il valore artistico e storico? Molto semplicemente perché questa, soprattutto se alla base degli utensili da cucina, è rigorosamente senza nichel.

Essendo un prodotto realizzato esclusivamente con acqua e argilla, cotta poi nei forni, tutti gli oggetti realizzati in ceramica vedono la completa assenza di nichel.

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Ci troviamo, quindi, dinanzi ad un altro importante esempio ti artigianato tipico locale nichel free. Noi intolleranti abbiamo, perciò, una ulteriore ragione per portarci a casa anche più di un souvenir proveniente da questa terra, per cuocere e servire i nostri piatti free from in totale tranquillità.

Se poi vorrete fare un bagno di arte e tradizione, non vi resta che andare direttamente a visitare una delle tante aziende della zona o il Museo Regionale della Ceramica di Deruta.

Non siete ancora contenti o semplicemente siete amanti del turismo esperienziale? Bene, alla Scuola Internazionale d’Arte Ceramica di Deruta, potrete trovare anche qualche mini corso per la realizzazione diretta del vostro souvenir nichel free.

Dopo tutte queste informazioni, certamente avrò una ragione in più per tornare presto in queste terre e scoprire nuove affascinanti luoghi. A voi, invece, non resta che l’imbarazzo della scelta.

Scrivo questo, perché da domani ci sposteremo in quel di Foligno.

Non vi anticipo nulla, continuate a seguirmi.

A presto!