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CARPE DIEM: DA UN AGRITURISMO FREE FROM ALLA CITTA’ DI ORAZIO

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Nel pieno rispetto della filosofia carpe diem, ho riservato la pausa pranzo ad un piccolo, davvero piccolo tour in uno dei borghi più belli d’Italia della Basilicata: Venosa. Dall’agro al centro abitato le bellezze che si possono scorgere passando, anche solo in auto, sono davvero tante. A questo ho poi aggiunto un pranzo talmente genuino da pensare di essere a casa.

Partiamo dal pranzo, che è sempre la parte più succulenta del viaggio.

Per ovvie ragioni logistiche ho preferito orientare il mio pranzo in una zona che fosse a metà strada fra le due cantine visitate: Cantine del Notaio, Rionero in Vulture e  Azienda Agricola Tor de’ Falchi, Minervino Murge.

L’agriturismo in questione si chiama Carpe Diem, è localizzato in agro di Venosa, di qui il nome in onore del poeta Orazio Flacco, e incarna a pieno titolo il concetto di turismo rurale. Sì perché questo agriturismo si presenta davvero come una struttura molto rurale, con tanto di servizi e attività a pienissimo contatto con la natura: equitazione, masseria didattica, piscina e persino motocross.

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Oltretutto è anche panoramico, per cui la visuale che si ha, passeggiando negli spazi esterni e nei campi adiacenti, è da cartolina.

Per quanto riguarda il cibo posso affermare che la cucina è davvero casalinga. Da premettere c’è che una delle ragioni per cui l’ho scelto è stata l’attenzione riservata a chi segue particolari diete o soffre di specifiche intolleranze alimentari, come si può ben leggere nella sezione ristorazione del loro sito internet.

Ho preferito, in ogni caso, segnalare le mie intolleranze principali al momento della prenotazione e ricordarle una volta seduta a tavola. A questo proposito devo riconoscere che sono molto attenti e avranno sicuramente cura di farvi evitare tutte quelle pietanze che contengono gli allergeni segnalati.

Come vi dicevo la cucina è molto casalinga, da buon Agriturismo, ed il menu proposto per questa giornata è stato davvero quello tipico di un pranzo della domenica, in una qualsiasi famiglia del Sud Italia.

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Per dare inizio al pranzo ci hanno servito:

un piatto di salumi misti, verdure grigliate ed un panfocaccia ripieno di verdure di stagione, tutto rigorosamente senza lattosio, senza uova.

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A seguire, abbiamo evitato di ordinare il primo piatto, pentendocene un minuto dopo, perché volevamo rimanere leggeri e non consumare il pasto intero. Per cui abbiamo optato per l’unica portata senza lattosio e senza nichel disponibile nel menu del giorno, per i secondi piatti: grigliata mista di carne con contorno di insalata.

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A finire, piatto di anguria per me, piatto di dolci misti per il mio ragazzo. Purtroppo per quel giorno non erano previsti dolci senza lattosio.

Cosa posso dire a fine pasto? Che mi sono trovata difronte ad un grande classico. Non posso certo definire questa cucina come gourmet o alternativa, né tanto meno posso parlare di grandi presentazioni o ingredienti ricercati. Ma, per chi volesse gustare della cucina casereccia, a base di materie prime assolutamente genuine e, in ogni caso, priva di allergeni, qui potrete andare sul sicuro. A dare valore aggiunto, come ogni agriturismo che si rispetti, c’è poi il piacere del relax e dell’aria pulita, che non guastano mai.

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Ultima nota: dalle recensioni lette su internet qualcuno ha lamentato porzioni poco abbondanti. In effetti non aspettatevi piatti senza fondo, ma in tutta onestà, non vedo nulla di negativo in un pranzo assolutamente misurato, della serie non bisogna per forza alzarsi da tavola con l’aiuto di una gru per  dirsi soddisfatti, ciò che più conta è la genuinità, la qualità ed il gusto delle pietanze. Sicuramente tutto questo c’è e ad un buon rapporto qualità prezzo.

Lasciato alle spalle l’agriturismo ci siamo diretti per un rapidissimo tour fra le strade di Venosa.

C’è chi ritiene che il nome di questo Borgo derivi proprio dall’abbondanza di vino di questa terra: vinosa, che ben si collega al fil rouge dell’intera giornata, siamo infatti nelle terre dell’Aglianco.

Ma Venosa è molto di più, ha una storia millenaria alle sue spalle: dal ritrovamento di reperti preistorici, fino allo splendore dell’impero Romano, che ha visto questa città crescere e svilupparsi grazie alla sua posizione collocata lungo la via Appia.

Venosa è inoltre la città del carpe diem, come canta il noto poeta latino vissuto qui fino all’adolescenza: Quinto Orazio Flacco.

Basta questo a dimostrare quanto ci sia da visitare in questo piccolo, quanto suggestivo, borgo.

Da non perder, fosse anche passandoci rapidamente in auto, come abbiamo fatto noi, sono: il complesso della Santissima Trinità, proprio alla porte della città ed il Castello Aragonese, dove ha sede il museo archeologico e luogo di numerosi eventi.

Altro non aggiungerò, se riuscirete a visitare in modo approfondito questi posti prima di me, aspetto i vostri racconti, altrimenti, alla prima occasione non esiterò a dedicare un altro articolo a questa città tutta da scoprire, magari accompagnata da un altro pasto free from.

Alla prossima!