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CANTINA DEL CONTADINO: DALLA STORIA ALLA MOVIDA

cantina del contadino

Non spenderò molte parole in questo articolo, perché, in parte, vi ho già raccontato. Ricordate la trattoria La Vecchia Cantina, vicino alla chiesa di San Nicola alla Carità, a Napoli? Beh, oltre ad essere una tappa imperdibile per la sua genovese c’è un’altra ragione per cui andrebbe visitata.

Quella che potrebbe sembrare una semplice trattoria, in realtà, prende il suo nome proprio dalla cantina sottostante alle sale del ristorante. Questa, risalente a molti secoli fa, oggi, è diventata un museo aperto al pubblico, ed un locale di musica live e degustazione di vini.

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La struttura a gestione familiare, si erge su quello che, molto probabilmente, era un tratto della Napoli Sotterranea. Quella che, strato dopo strato, conserva le testimonianze delle varie civiltà che hanno abitato la città partenopea.

Tutto è stato lasciato come è stato ritrovato. Solo ripulito ed arredato con oggetti risalenti all’Ottocento, rinvenuti sempre nella cantina.

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Vecchi macchinari per la lavorazione del vino, vecchie bottiglie di vino, vari oggetti di vita quotidiana.

Ciò che mi ha colpita di più, pur sembrando anonima, è stata questa vecchia ruota.

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Secondo quanto ci hanno spiegato, questa ruota era montata su un carretto appartenuto ad un venditore di cipolle, al Mercato della Pignasecca. Come spiegarlo, sembra quasi che il destino di questo locale fosse segnato già da tempi immemori. Un venditore di cipolle, il suo carretto, la ruota ed una trattoria, fra le migliori a Napoli, nella preparazione della Genovese. Non c’è molto altro da aggiungere.

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Solo un paio di parole sul Mercato della Pignasecca, che si svolgeva, e svolge, proprio nelle vie di questa zona. Siamo a pochi passi dai Quartieri Spagnoli, uno dei più folkloristici di Napoli, ed il mercato in questione è il più antico della città.

Si sviluppa lì dove, una volta, c’erano solo orti e distese rurali, poi eliminate per la realizzazione di via Toledo e dei palazzi che si affacciano su di essa. Nell’eliminazione degli orti, fu risparmiato solo un pino, con il tempo, seccato spontaneamente. Di qui il nome Pigna (pino) Secca.

Visitarlo sarà certamente uno spasso.

Tornando alla cantina, come vi ho già scritto, da poco è stata ripulita ed arredata. Sono stati risistemati gli oggetti rinvenuti ed aggiunti tavoli per le serate. Il locale prende il nome di Cantina del Contadino, ed è principalmente destinato alla consumazione di drink.

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È suddivisa in diverse sale, molto ampia, può contenere fino a duecento persone. Numeri di tutto rispetto. Non è attiva tutti giorni, solo nei week-end.

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Che dire, se proprio non vi va di assaggiare la pasta alla genovese, che preparano al piano di sopra, almeno un calice di vino, qui, va degustato.

Una sorpresa nella sorpresa. A voi i commenti.