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CALAMITA COSMICA: QUANDO SACRO E PAGANO VANNO A BRACCETTO

Calamita Cosmica

Oggi vi parlo di un’opera tanto inquietante quanto controversa: la Calamita Cosmica. Questa è stata realizzata da un’artista la cui vita e opere sono avvolte in un altrettanto inquietante alone di mistero: Gino De Dominicis.

La Calamita Cosmica è una scultura che rappresenta un enorme scheletro umano, parliamo di 24 metri di lunghezza, con un naso che richiama il becco di un uccello.

Non ancora vi ho reso l’idea di cosa si tratti? Ecco a voi.

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Cosa ancora più inquietante, essa è conservata in una chiesa settecentesca, a forma circolare, svuotata proprio per accogliere la scultura. Ci stiamo riferendo alla Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, a Foligno.

Non siamo molto distanti dal centro storico e dalle altre attrattive di cui vi ho parlato, circa 5 minuti a piedi, per cui è tranquillamente raggiungibile nell’arco di un unico tour.

L’opera è visitabile venerdì pomeriggio e durante il week-end, sia di mattina che di pomeriggio, con un piccolo contributo di 5 Euro.

La Calamita Cosmica è un’opera che può suscitare due tipi di reazione: totale rifiuto e disgusto o totale fascino e attrazione. Vi lascio immaginare quale possa essere stata la mia di reazione: ne sono stata catturata all’istante.

Ciò che attira di questa scultura è il senso di totale immobilità e mobilità che trasmette, le dimensioni sovrannaturali, il naso sovrannaturale. Questo richiamo al becco di uccello, molto diffuso nelle opere di De Dominicis e che forse intende riferirsi proprio alle antiche figure ultraterrene dell’uomo-uccello. Questo senso di umano e sovra umano, di accentramento e dispersione, di divino.

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Un’opera che per dimensioni e significato fa sentire piccoli, minuscoli, al cospetto di una entità che riproduce perfettamente lo scheletro umano ma che di umano sembra non avere nulla, anche guardandola dall’alto.

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Ma cosa vuol dire Calamita Cosmica? C’è un senso a questo titolo e risiede nella lunga asta che parte dalla falange destra dello scheletro e si dispiega verso l’alto. Una linea di congiunzione fra l’uomo e il cosmo che viene attratto verso lo scheletro da questa lunghissima calamita.

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Allora se camminerete accanto alla scultura, per osservarne ogni minimo dettaglio, vi sentirete al centro dell’universo. Certamente sarete al centro di questa splendida chiesa del Settecento, non a caso, di forma circolare e non a caso scelta per ospitare questa opera.

La stessa Chiesa ha, di per sé, infatti, una storia ed un ruolo controversi. Nata con le più alte ambizioni architettoniche, ma in effetti lasciata incompiuta. Destinata ad essere un luogo di culto, ma, in effetti, è stata tutto fuorché un luogo di culto: magazzino, rimessa, rifugio per i soldati ed infine polo museale.

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Due realtà così distanti nel tempo e allo stesso tempo così vicine. Due stili completamente diversi e contrastanti: neoclassicismo e innovazione. Due diversi ed opposte destinazioni: sacro e profano o, per meglio dire, pagano.

Due entità uguali e contrarie che si sposano perfettamente in una delle attrattive più suggestive e accattivanti, quanto sconosciute, della bella Foligno.

Cos’altro vi potrei aggiungere se non che vale un viaggio in questa città. Molti potrebbero essere in disaccordo, ma se c’è una cosa che mette sempre tutti d’accordo è la buona cucina. Allora seguitemi in questo pranzo free from al ristorante Il Cavaliere.

Alla prossima!