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CAFFÈ STORICI DI BUDAPEST: UN SALTO NEL PASSATO

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Dalla nostalgia del quartiere ebraico a quella dei caffè storici di Budapest. Questa città, per quanto guardi avanti, non disdegna mai uno sguardo al passato.

Qui però lasciamo la trasgressione urlata ed il doloroso rimpianto di un passato ingiusto. Ora si entra nella stucchevole Budapest bene, quella sorniona, opulenta, che scorre lenta, fra un salone e l’altro, un po’ annoiata, se vogliamo. Loro che ci andavano tutti i giorni, noi che ci entriamo una volta nella vita, no!

Facciamo un salto nella belle epoque di fine Ottocento e inizi Novecento.

Si spalanchino le porte e si ammirino i caffè storici di Buda e Pest.

Da dove iniziamo? Da quello storico con la S maiuscola, come Sissi. Ruszwurm è il più antico di Budapest ed il più amato (forse perché unico) dalla Regina Elisabetta d’Ungheria. Se come me avete imparato a memoria tutte le scene della trilogia, interpretata da Romy Schneider, allora saprete bene come Sissi odiasse i rigidi cerimoniali di corte. Questo era il suo rifugio quando proprio non ne poteva più.

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Ma come sarà questo caffè, dato che ci veniva addirittura Lei? Sicuramente un trionfo di marmi, affreschi, decorazioni barocche, un secondo castello! Macché, un piccolo bar di periferia, perfettamente anonimo, dal sapore fortemente decadente (nel senso di fuori moda). Ma davvero?

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Stupitevi anche voi. Tutto è rimasto come allora, buona parte dell’arredo almeno.

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Ah, siamo a Buda, proprio nella strada che si apre difronte alla Chiesa di Mattia.

Usciamo da Buda ed entriamo a Pest, in una delle piazze più importanti: Vörösmarty.

Proprio alla vostra sinistra c’è il palazzo Gerbeaud, che ospita l’omonimo caffè. Qui si entra in gioielleria. La belle epoque c’è e si sente in tutta la sua forza. Me le sto immaginando le dame dell’Ottocento riunirsi qui e confrontarsi sulla permanente dei barboncini. Mi ci sono sentita io una dama dell’Ottocento.

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A differenza del primo, questo è splendido, scherzi a parte. Classe 1858, tutti vorremmo conservarci come lui. Cristalli, marmi, stucchi, legno.

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Dolci in esposizione che sembrano gioielli. Servizio impeccabile, sia quello del pub, che del ristorante, che del bar.

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Che bello! Quanto ben di Dio, che possiamo mangiare noi intolleranti? Che domande? Nulla! Caffè tradizionali, ricette tradizionali, ovvio. Forse qualche macaron, in quest’ultimo caffè, sicuramente un ottimo espresso nel primo.

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Il dolce tipico, quello proprio autoctono del posto, è la famosa dobostorta. Una torta a cinque strati, farcita con creme e ricoperta con una sottile sfoglia di caramello. Che cattiva che sono a dirvi quanto è buona e che NON POTETE MANGIARLA. Voi state soffrendo solo vedendola, immaginate io che ci sono stata.

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Mi dispiace davvero, ho fatto le mie ricerche, ma non sono riuscita a trovare un posto in cui mangiarla senza avere reazioni allergiche. Magari voi sarete più fortunati di me. Intanto girateli per cultura.

Poco male, comunque, ci consoleremo con quest’altro caffè. Non rientra nella top 10 dei caffè storici di Budapest, ma si difende molto bene.

Qui, in barba alla dobos, sono venuta a pranzarci. Non pensiate di avere tutta questa grande scelta, quanto basta per completare un pranzo all’ungherese.

Siamo all’Astoria Restaurant. I suoi cento anni ce li ha, eccome: classe 1914. Anche in questo caso è un susseguirsi di specchi, cristalli, lampadari e guanti bianchi.

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Prima di ordinare potrete sempre consultare la legenda degli allergeni, riportata sul retro del menù. Eccola qui.

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Il mio pranzo frugale, si fa per dire, eccolo qua:

Classico Gulash, da quando ho scoperto che non ha il lattosio, ci vado a nozze.

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Il piatto principale, dal titolo Tenderloy Brasso Style, è stato un altro stufato, un po’ più concentrato del primo, a base di carne di manzo, peperoni, pomodori ciliegino e paprika, certamente.

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Pane? Quello dovrete implorarlo, ve lo centellineranno.

Se mai aveste voglia di pesce, la mia amica ha optato per una trota fritta con gnocchi ungheresi.

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Ecco, io ne ho visitati solo tre, uno per ogni giorno trascorso a Budapest.

I caffè storici, comunque, non si esauriscono qui.

Dicono che il New York Cafè sia un altro must ed un vero capolavoro, il più carico di meraviglie, diciamo.

Beh, a voi ora scoprirne altri.

Con questo chiudo il mio viaggio a Budapest. Chissà dove mi porterà il vento?

Alla prossima.