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BIO, VEGAN E FREE FROM: ANCHE QUESTO È L’ANGOLO DIVINO

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Più che la divinità, di questo angolo di Borgo, mi ha attratto l’orientamento salutistico. Vi avevo mostrato, nello scorso articolo, un susseguirsi di attività commerciali dedite al bio, al vegan, alle intolleranze alimentari ed alla salute in generale. Se vogliamo, una ventata di innovazione in un contesto così tradizionale come quello di Borgo San Giuliano.

Beh, in realtà ad attrarmi è stato l’ingresso di questo locale. Poi un angolo che si candida ad essere divino, in qualche modo attira l’attenzione.

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Giochi di parole a parte, dedico questa mia ultima recensione all’Osteria L’Angolo Divino: un accogliente localino nel cuore del Borgo felliniano di Rimini.

Siamo, infatti, proprio di fronte alla Chiesa di San Giuliano Martire, vi basterà girare la testa e ve lo ritroverete davanti.

Questo non me l’ero preparato. È stato l’unico ristorante che mi son ritrovata davanti, perdendomi fra le vie del borgo dei pescatori.

Affamata com’ero, mi son avvicinata a leggere il menù esposto e ho notato una certa scelta di proposte vegane e vegetariane. Non ci ho pensato due volte. Nonostante l’ora più da aperitivo che da cena, sono entrata dentro e mi sono accomodata.

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L’impatto con un’atmosfera familiare è stato subito tangibile. Sarà perché non era stagione turistica, sarà per l’ora, sarà perché fuori dalle zone più blasonate, il posto mi è sembrato molto stile “per i clienti di sempre“.

Tutto l’ambiente è rustico. La sala con i tavoli è proprio accanto a quella d’ingresso. Anche qui, come all’Osteria La Fatica, non troverete certo tavoli apparecchiati con tovaglie ricamate e dodici posate per lato. Tovaglietta di carta, posate e bicchiere. Qui, come un po’ in tutte le osteria, si bada più alla sostanza che alla forma.

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Ad attrarre la mia attenzione sono stati tutti i poster appesi al muro. Avevano un non so che di vintage, non di quello appositamente ricreato, ma di quello tipico di una stampa originale che ha fatto i suoi anni.

Il primo, quello accanto al mio tavolo, risale al 1979, quasi 40 anni. Di diversi periodi tutti gli altri, ma legati da un comune denominatore: poster pubblicitari di una certa Festa de Borg.

Chiaro che sia una festa organizzata nel Borgo Antico. Meno chiaro il suo valore storico e simbolico.

Il 1979 è stato l’anno in cui i borghigiani hanno reagito all’ennesimo tentativo di distruggere il quartiere povero e degradato. Qual è stata la risposta dei borghigiani? Non una sommossa, non una rivolta, non un sit-in, ma una festa. Una festa aperta a tutti, per far conoscere le bellezze nascoste del Borgo. Geniale! E geniale è stata l’idea di lasciarlo intatto, perché è un vero gioiellino.

Sicché, da quel lontano 1979, ogni due anni ed in quello pari, nel mese di settembre, si tiene questa Festa De Borg: un trionfo di musica e gastronomia fra le strade di Fellini.

Bene, in questo locale potrete trovarne diversi di poster relativi alla Festa. Direi che è una traccia più che esplicita del radicamento dell’osteria nel suo contesto.

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E così è. Spulciando un po’ sul loro sito, posso riferirvi che di storico, in queste sale, ce n’è. L’Osteria Angolo Divino è nata dall’unione di due botteghe artigiane: una carbonaia ed una falegnameria.

In più, questa forte impronta familiare, nella gestione, non è stata solo una mia impressione. Lui, Arturo è il fondatore, è il sommelier che sceglie i vini (angolo di-vino) ed è il papà dei suoi aiutanti. Loro, i figli, coloro che, insieme a lui, mandano avanti la baracca e creano questo clima giovanile ed informale.

Loro, Chiara e Giacomo, quelli che, dal 2012, si son fatti venire la brillante idea di inserire un menù vegetariano e vegano, accanto a quello tradizionale, friulano ed emiliano.

Così, oltre ai sapori di sempre, dei bei profumi dell’Emilia Romagna e del Friuli (il papà è originario di lì), si possono assaporare piatti più moderni, alternativi e attenti alla salute.

La filosofia dell’Osteria L’Angolo Divino è proprio quella di mettere tutti d’accordo nel cuore del borgo di Fellini.

Che volete più? Vedere quello che ho gustato io? Ma certo!

Ecco qui la mia cena “frugale”.

Bruschette. Una con paté di olive biologiche, l’altra con caponata di zucchine.

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Burger di farro e verdure con erbette e patate. Le erbette stanno per bieta lessa. Lo specifico casomai qualcuno, come me prima di assaggiarle, non lo sapesse.

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Dolce? Volentieri, se ce l’avessi fatta a ingurgitare altro. Non sembrano, ma vi assicuro che i due piatti sono stati molto soddisfacenti. Sono comunque tutti preparati in casa. Magari chiedete se hanno qualcosa anche per voi.

La mia cena è stata sicuramente tutta senza lattosio, caseina, uova, conservanti, vegana e bio.

Ci sono soluzioni anche senza glutine, nelle diverse proposte vegane. Come sempre vi raccomando, chiedete e comunicate le vostre esigenze. Qui, il livello di apertura è molto ampio.

Anche i vini sono buoni, bio e vegani. Ricordate cosa vi ho scritto dei vini vegani. Qui trovate anche questi.

Che altro dirvi di questo locale?

La loro vocazione è quella dei piatti espressi. Soprattutto a pranzo cercano di andare incontro alle esigenze dei lavoratori, con buffet molto assortiti. Nel tempo hanno ampliato l’offerta dei servizi e si sono inventati i modi più disparati per diffondere il gusto della buona cucina tradizionale e di quella più salutistica. Sicché, che siate in cerca di uno chef a domicilio o di un catering, loro sono pronti a tutto. Anche a corsi di cucina a tema.

Ora, credo di avervi detto proprio tutto. Nessuna pretesa, ma buon gusto, quello tipico di un’osteria, e tanta tranquillità per noi intolleranti.

Fatemi sapere se ci capitate.