Caseari, Glutine, Lieviti, Puglia, Sapori Free From

ANDRIA: NON SOLO CONFETTI LACTOSE FREE

Andria

Nel mio breve viaggio ad Andria mi sono imbattuta in due realtà “enogastronomiche” molto interessanti per noi intolleranti, soprattutto al lattosio.

La prima di queste è la La latteria, un caseificio di Andria completamente dedicato alla produzione e vendita di caseari senza lattosio.

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Dalla mozzarella, alla ricotta, dalla scamorza fino alla famosa burrata di Andria. Per chi da diverso tempo si fascia la testa su dove poter trovare una vasta scelta di prodotti artigianali adatti a noi intolleranti al lattosio, quasi escono le lacrime dagli occhi a vedere tutto questo ben di Dio.

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Gestito da un biologo, che garantisce quindi la piena sensibilità sull’argomento e sicurezza delle produzioni, La Latteria nasce in una terra in cui la tradizione dell’arte casearia è uno dei simboli rappresentativi delle eccellenze enogastronomiche locali.

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Non ho potuto fare a meno di notare, infatti, la notevole presenza di caseifici qui ad Andria, molti dei quali dedicano una specifica gamma di prodotti agli intolleranti al lattosio.

Questo perché, mi hanno spiegato gli abitanti del posto, è molto antica l’origine di questa tradizione che vuole Andria come la capitale mondiale della ben nota Burrata. Questo è un formaggio fresco, composto da un involucro di mozzarella a pasta filata ed un cuore di panna, morbidissimo, dolcissimo, e assolutamente cremoso.

In tutta onestà, avevo già assaggiato questo prodotto nei miei diversi viaggi in Puglia, senza però conoscerne l’origine e, soprattutto, quando ero ancora molto lontana dalle conseguenze delle mie intolleranze, e non posso fare a meno di ricordare questo vellutatissimo sapore di latte.

Giusto per rendere l’idea, è un po’ come fanno vedere negli spot, quando sei così catturato da un sapore tanto avvolgente, che ti viene quasi spontaneo chiudere gli occhi per poterlo assaporare meglio e fin infondo.

Bene, dopo diversi anni, posso finalmente dire che tonerò a gustare questa opera d’arte gastronomica senza la preoccupazione di dovermi rinchiudere in bagno subito dopo o dovermi impasticcare per poterlo digerire.

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Giusto un accenno sulla storia della Burrata di Andria.

Nasce intorno al ‘900 per opera di maestri casari locali. Può essere anche definito un formaggio sostenibile nella sua origine, perché nasce proprio dal riutilizzo degli scarti di mozzarella, impastati con la panna e posti all’interno di questo involucro, come già vi ho raccontato sopra.

Anticamente questa mozzarella veniva conservata in grosse foglie di asfodelo, una pianta tipica dell’Alta Murgia, ora non più utilizzata se non nei processi che rispettano al massimo la tradizione.

A quanti capitassero da queste parti suggerisco di inserire nell’itinerario turistico anche una capatina in un caseificio tipico della zona. Per chi poi avesse problemi a digerire il lattosio, “La latteria” è senz’altro una tappa interessante. A pochissimi passi dalla Cattedrale, questo punto vendita è da visitare per un assaggio di prodotti della tradizione, con un occhio di riguardo alle nuove esigenze di noi intolleranti.

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Giunta a fine giornata e assalita, come al solito, dalla mia immancabile voglia di pizza, sono riuscita a trovare posto per miracolo nella pizzeria Imperiale.

Localizzata in via Francesco Ferrucci, qualche centinaio di metri prima della Latteria, noterete questa pizzeria dalla targa esterna A.I.C. Imperiale aderisce, infatti, alla rete di locali certificati A.I.C.

Al di là dell’offerta di portate senza glutine, questa pizzeria presenta delle proposte interessanti anche per chi soffre di intolleranza al lattosio ed ai lieviti, ed anche in questo caso non rimarrete delusi.

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Il locale è accogliente, ma assolutamente caotico. Già alle 20:00 di sera era pieno di avventori. Orario insolito per essere una pizzeria del Sud. In più c’era un continuo via vai dovuto alla vendita al banco di stuzzichini d’asporto (fritture varie, panzerotti, pizza al taglio).

E’ quindi un locale che si presta sia al consumo al tavolo, se volete godervi una pasto in relax, chiacchierando fra un boccone e l’altro, sia da asporto, nei casi in cui vogliate solo stuzzicare qualcosa o non abbiate il tempo di sedervi a tavolino.

Dopo la scorpacciata di confetti fatta in seguito della visita al Museo del Confetto, non ero così affamata da ordinare diverse portate, per cui mi sono limitata solo alla pizza.

Questa, ad esempio, un’ottima pizza con mozzarella senza lattosio, zucchine fritte, pomodorini e pangrattato. Molto gustosa e digeribile al tempo stesso. L’impasto tradizionale è già di per sé molto leggero, ma è anche possibile ordinare pizze con impasti alternativi: kamut, integrale, di grano arso (questo più che impasto alternativo è un impasto con farine tipiche della zona)

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Questa invece la pizza ordinata dal mio ragazzo, con mozzarella tradizionale, ma adattabile tranquillamente a senza lattosio.

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Così si chiude il mio viaggio “toccata e fuga” ad Andria, all’insegna del gusto e della tradizione completamente free from.

A voi ora, raccontarmi la vostra esperienza!