CONSIGLI PRATICI, TRENTINO ALTO ADIGE

ALTO ADIGE: 4 TRAVEL TIPS PRIMA DI PARTIRE

Alto Adige - Travel Free From

Proseguiamo sulla scia dei consigli pre-partenza per un viaggio in Alto Adige, almeno sulla base delle mie esperienze.

Nel post di ieri vi ho lasciato un mio personale punto di vista su come si presenta l’ Alto Adige a coloro che hanno esigenze alimentari speciali. Oggi, approfondiremo tutti il resto.

COME MUOVERSI

Fermo restando che rimango dell’idea secondo cui venire in auto è la soluzione più comoda e veloce, i mezzi funzionano tutti benissimo.

Credo sia stato il mio quinto o sesto viaggio in Alto Adige, il primo con i mezzi.

Se, come me, partite dal Sud Italia, beh, preparatevi ad un viaggio estenuante. Personalmente l’ho affrontato in treno, ma ci sono soluzioni anche con autobus e aereo, almeno se atterrate a Verona, la città più vicina alla Regione.

Quasi tutte le linee ferroviarie convergono a Bologna, di lì dovrete cambiare per il Brennero. Non per Bolzano, non troverete treni che indicano Bolzano come destinazione finale, ma Brennero.

Giunti sul posto, che sia Trento o Bolzano, potrete muovervi nei dintorni con i mezzi (autobus e taxi), dove per dintorni intendo i paesini di provincia. Salire su verso le cime, a meno che non ci siano cabinovie o seggiovie che partono dai centri abitati, diventa più complesso.

Fatto con i mezzi, diventa più un viaggio fra città e borghi, salvo che non siate grandi camminatori.

Posso raccontarvi, direttamente, l’esperienza nelle zone della Val Gardena e dello Sciliar. Qui è prevista una card messa a disposizione dei turisti, da parte di tutte le strutture ricettive di quest’area, che vi consente di muovervi sui mezzi gratuitamente. Le corse sono frequenti, spaccano il minuto e vi collegano con una fetta di Alto Adige davvero niente male. Ve la mostrerò con calma. Intanto vi lascio il link da cui verificare la disponibilità della card.

COSA METTERE IN VALIGIA          

Siamo in montagna e ci sono due capi che, prima di altri, dovranno entrare in valigia: le scarpe da trekking e la giacca a vento. Potreste fare a meno di tutto, ma non di questi due elementi.

Anche la passeggiata più comoda, quella fatta sul sentiero più battuto, richiede scarpe sicure e confortevoli. Sembra un messaggio pubblicitario, ma è un consiglio spassionato. Potreste sostituire con le scarpe da ginnastica, ma ve lo sconsiglio. Avete bisogno di tenere i piedi protetti. Le scarpe da trekking sono l’ideale, anche per una passeggiata al borgo. I temporali sono frequenti e improvvisi, spesso anche intensi, meglio non farsi trovare impreparati, dalla testa ai piedi.

Stabilito ciò, dipende dal periodo in cui verrete. Tralasciando l’inverno, che richiede un abbigliamento dedicato, il consiglio è quello di vestirsi a cipolla, dove l’ultimo strato deve prevedere almeno un capo invernale.

Felpa, pile, maglione o giacca di lana, decidete voi, ma un capo medio-pesante, portatelo sempre. Perché ? Magari non in città, ma in quota potreste beccare la nevicata anche i primi giorni di settembre, come è capitato a noi.

La parola d’ordine, quindi è comodità: dai pantaloni, alle maglie, fino allo zaino. Ne avrete bisogno, anche in città.

Ultima chicca: il costume da bagno. Non siamo al mare, ma siamo nel regno delle SPA e dei Centri Benessere. Io l’ho portato, anche se poi è rimasto in valigia, a malincuore, ma di occasioni per  utilizzarlo ce ne sono tantissime.

ATTRATTIVE ORARI E COSTI

L’attrattiva principale, in Alto Adige, è una ed una sola: la natura. Sacrilegio trascorrere tutto il periodo del viaggio rinchiusi in musei, hotel e centri commerciali. Che abbiate voglia di camminare o no, almeno una immersione fra le splendide vette sudtirolesi dovete farla e per questo non ci sono né orari, né costi.

Per i più pigri (come  me) ci sono chiaramente cabinovie e seggiovie, per raggiungere le vette più importanti. Gli orari sono abbastanza standard. Seguono le stagioni e vanno dal primo mattino fino al tramonto.

A seguire, c’è solo un’attrattiva che può pareggiare una passeggiata in montagna e deriva da uno che, di montagna, ne sapeva tanto: il Messner Mountain Museum. Una catena di 6 musei, dislocati in altrettanti edifici sparsi fra le vette dell’Alto Adige.

Il più noto, molto probabilmente, è quello di Corones, progettato da Zaha Adid, come la stazione marittima di Salerno.

Un esempio di integrazione con il territorio a bassissimo impatto che vi farà immergere in un mix di spiritualità e storia. Un’esperienza mistica e itinerante, degna di uno scalatore della levatura di Messner. Ve lo racconterò in un apposito articolo. Intanto, vi rimando al sito, per tutte le info.

Imperdibile il museo dedicato ad Ötzi, come i borghi, le piazze e la cattedrale di Bolzano. Imperdibile il giardino botanico di Merano ed i parchi naturali.

Potrei andare avanti all’infinito, elencando le attrattive che l’Alto Adige offre. Io vi farò scoprire solo una parte di questi.

I costi della vita, invece, sono piuttosto elevati, persino più della Costiera. Arriverete a spendere circa 5 € per una bottiglia d’acqua al ristorante e le portate non saranno da meno. Se volete risparmiare, organizzatevi con pranzi a sacco, bottiglie vuote da riempire alle prime fonti disponibili e passeggiate a piedi. Se voleste fare la bella vita, questa vi costerà cara, perché, ahimè l’ Alto Adige non è una Regione economica.

DOVE DORMIRE

L’ideale? Un maso in montagna. In realtà potreste optare per moltissime soluzioni.

È una Regione altamente turistica, gli hotel, i resort ed i residence si sprecano. Ho trovato poca offerta di B&B, invece, almeno nelle zone che ho frequentato io.

Questa volta, ho ripiegato su un hotel a Castelrotto, circa 30 Km da Bolzano, proprio ai piedi del massiccio dello Sciliar. È il posto in cui venivo da bambina, per questo ci son tornata.

L’ideale, sia per le tasche che per l’atmosfera generale, sarebbe alloggiare in borghi meno frequentati dai turisti e muoversi nei dintorni.

Città più rinomate e frequentate comportano un conseguente aumento dei costi.

Vi racconterò la mia esperienza di alloggio nel prossimo post. Per ora mi fermo qui. Dopo ben due articoli dedicati al “cosa sapere prima di…” credo sia il caso di lasciare la tastiera a voi. Cosa ho dimenticato? Cosa consigliereste prima di un viaggio in Alto Adige? A voi i commenti.